SPECIALE PROMOZIONE
Tigrotti promossi a pieni voti: le pagelle della stagione

Dal debutto del 3 settembre col Lecco, al dolce epilogo di domenica contro il Darfo Boario: nel mezzo 36 gare, in cui i tigrotti di Javorcic - con 23 vittorie e 11 pareggi - sono stati... i primi della classe

Emanuele Reguzzoni

BUSTO ARSIZIO

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Dal felice debutto in campionato del 3 settembre 2017 allo “Speroni” contro il Lecco, all’ancor più dolce epilogo di domenica 6 maggio  a Busto contro il Darfo Boario: nel mezzo 36 gare, in cui la Pro Patria ha collezionato 23 vittorie e 10 pareggi, al cospetto di sole 3 sconfitte. Un rendimento da prima della classe, reso possibile in campo grazie a ventidue meravigliosi tigrotti, guidati in panchina da un grande condottiero.

LE PAGELLE DEI TIGROTTI
Giulio Mangano 6,5: dopo l’infortunio iniziale,  difende con continuità i pali della porta biancoblù dimostrando personalità e alternando ottimi interventi a qualche uscita a vuoto comunque giustificata dalla giovane età.
Ilario Guadagnin 6,5: ottimo avvio di campionato per l’estremo difensore scuola Bassano. Classe ’99, come il compagno di reparto, parte alla grande sfoggiando reattività ed esplosività negli interventi; nella seconda parte di stagione, mister Javorcic gli preferisce Mangano, ma le qualità non mancano: il futuro è assicurato.

Alessio Marcone 6,5: campionato pesantemente condizionato dagli infortuni che non gli permettono di scendere in campo con continuità; il carattere però non manca e lo dimostra nelle occasioni in cui è chiamato in causa, sostituendo positivamente Scuderi.
Dario Scuderi 7: dalla Sicilia con furore; dopo il buon finale dello scorso campionato, il difensore scuola Trapani conferma le proprie qualità dimostrando di sentirsi a proprio agio nella difesa a tre; una garanzia in fase difensiva, da buon terzino vorrebbe proporsi maggiormente, ma è costretto “per giusta causa” (quella biancoblù) a limitare le sortite offensive.
Giovanni Zaro 7,5: da sempre nella Pro – parentesi nella Primavera dell’Inter e nell’Albinoleffe a parte – dimostra uno smisurato attaccamento alla maglia; playmaker arretrato, con libertà di incunearsi nelle linee avversarie, con le sue ormai tipiche sgroppate in grado di “scaldare” gli animi ai tifosi biancoblù, al pari dei suoi gol; per lui quest’anno una  crescita sotto tutti i punti di vista.
Riccardo Colombo 6,5: uno degli elementi di maggior esperienza e duttilità che ha deciso di concludere una carriera ad alto livello con la società che lo ha lanciato; difensore, all’occorrenza centrocampista, e addirittura primo uomo a pressare il portatore di palla avversario: finchè la condizione fisica lo sorregge, distribuisce energia in tutti i settori del campo.
Ivo Molnar 8: il migliore del reparto arretrato biancoblù, autore di una stagione praticamente mostruosa nonostante arrivasse a Busto da semisconosciuto; in grado di fermare tutti gli avversari capitatigli a tiro e insuperabile nell’uno contro uno grazie a un fisico “bestiale”, il biondo croato è elemento imprescindibile dal quale ripartire in serie C.
Riccardo Ugo 6: poco spazio a disposizione per il terzino veneto, entrato nelle rotazioni di mister Javorcic soprattutto nella seconda parte del campionato, fornendo comunque sempre un buon contributo alla causa tigrotta.

Leonardo Galli 7: chilometri e chilometri percorsi sulla sua fascia di competenza (la sinistra); una miriade di palloni crossati in mezzo all’area di rigore con il suo “raffinato” mancino: il terzino nativo di Cremona, pupillo dell’ex tigrotto Calzi, è stato autore di un girone d’andata d’alto livello evidenziando una tecnica sopraffina, con un ritorno griffato dal gol a Busto Garolfo, un gol dedicato al padre.
Niccolò Cottarelli 7: più propenso a difendere rispetto al proprio compagno di ruolo, mette in campo per tutta la stagione tanto agonismo, arando a più non posso la corsia di destra; finale di campionato scoppiettante con tre reti determinanti per la conquista del primo posto.
Matteo Arrigoni 6,5: molto meno spazio per il “Chucu” in questa stagione; poche volte partito dall’inizio ha però il pregio di farsi trovare sempre pronto quando gettato nella mischia con il solito bagaglio fatto di corsa, pressing, ma anche buona qualità. Autore di una rete – quella dell’1-3 a Mazzano – fondamentale per le fortune tigrotte.
Donato Disabato 6,5: uno dei migliori centrocampisti dell’intera Serie D, limitato quest’anno dalla “sfortuna” (vedi infortuni); tecnica d’altra categoria, l’ex Pro Vercelli dimostra grande maturità accettando sempre le decisioni di mister Javorcic e facendosi trovare pronto nell’infuocato finale di campionato.
Mattia Chiarion 6: minutaggio ridotto ai minimi termini per il terzino/centrocampista di scuola Inter; il tecnico ex Brescia lo utilizza prevalentemente per garantire dinamismo e freschezza nelle fasi finali dei match.
Francesco Gazo 7,5: pedina imprescindibile del centrocampo bustocco; uomo “invisibile” al servizio della squadra: magari poco appariscente, ma indispensabile elemento di rottura delle trame avversarie. Tanta, tanta legna, come i veri tigrotti.
Jacopo Mozzanica 6,5: tanta disciplina tattica per il “cambio” preferito da mister Javorcic; mediano in grado di garantire equilibrio nella zona nevralgica del campo, al secondo anno di serie D ha già accumulato tanta esperienza se si considera l’ancor giovane età.
Giacomo Pettarin 8: il “professore” del centrocampo biancoblù ha dispensato per tutta la stagione lezioni di tattica e tecnica senza far mancare il proprio apporto di dinamismo “ragionato”. Intelligenza calcistica al servizio del collettivo, si è confermato quel giocatore “vincente” (con la quinta promozione conquistata in carriera) sul quale il Direttore Turotti aveva giustamente puntato ad inizio campionato.
Alex Pedone 7: tanto talento – in parte ancora da esprimere – quello dell’ex Primavera del Milan; l’unico in rosa capace di aprire le difese avversarie con i suoi inserimenti; per qualità tecniche e fisicità già pronto per la categoria superiore: deve solo acquisire maggior personalità.

Filippo Ghioldi 6,5: il prodotto del Settore Giovanile di via Cà Bianca ha tenuto duro per tutta la stagione tra panchine e tribuna, ma quando chiamato in causa (su tutte le gare a Lumezzane e a Romano di Lombardia) ha sempre saputo rispondere presente.
Niccolò Gucci 7: Arrivato a Busto come punta in più, quasi di scorta, riesce invece a meritarsi sul campo il suo spazio, superando la doppia cifra e realizzando gol pesanti soprattutto nel girone di ritorno. Abile soprattutto sulle palle alte, si distingue per generosità e per disponibilità.
Mario Santana 8: il capitano – nonostante l’anno in più sulle spalle – dimostra tutta la propria classe, dispensando numeri d’alta scuola e mettendo a segno gol d’autore. Dopo un avvio di stagione a dir poco strepitoso (12 gol nelle prime 15 gare), in cui è il vero trascinatore della Pro, risente dell’infortunio, ma nel momento cruciale del campionato contribuisce al decisivo colpo di coda biancoblù.
Giuseppe Le Noci 8: dopo oltre 15 stagioni tra i professionisti e una carriera da “top player” in serie C, accetta di ripartire dai dilettanti e dalla Pro Patria dimostrando che gli anni passano, ma la classe è senza tempo. Dopo un girone d’andata poco prolifico, nel girone di ritorno trova anche i gol (eurogol a Busto Garolfo), confermandosi il giocatore più determinante della stagione con i suoi preziosissimi assist, la sua generosità in campo, la sua intelligenza tattica, il suo carisma: insomma un vero leader.
Elia Bortoluz 6: penalizzato dagli infortuni, non riesce mai a ritagliarsi un posto da titolare nello scacchiere del tecnico croato. Soltanto a sprazzi riesce a mettere in mostra le indubbie qualità e a sfruttare le doti fisiche fornitegli da madre natura. E’ giovane ed avrà sicuramente tempo di rifarsi, ma è forse arrivata l’ora.

Ivan Javorcic 7,5: la Pro Patria è la squadra che gioca il miglior calcio del girone, con un’impronta che rispecchia la filosofia calcistica del tecnico spalatino. Eccelso comunicatore, ha il merito di aver creato un vero gruppo e di aver trasmesso sempre tranquillità ai tigrotti, anche nei momenti più difficili quando il Rezzato sembrava ormai imprendibile. A 39 anni, è solo all’inizio di una carriera che lo porterà lontano e soprattutto in alto

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