DOMENICA 2 FEBBRAIO
Torna il Primula Day. Nel 2019, 45 bambini nati grazie al Cav di Busto

L'attività del Centro di Aiuto alla Vita di Busto Arsizio continua in aiuto alle future mamme, "per contrastare il clima di culle sempre più vuote". A sostegno del Cav, saranno offerte novemila piantine davanti alle chiese di Busto e della Valle Olona

Silvia Bellezza

BUSTO ARSIZIO

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Tornano nelle piazze le primule per aiutare a far nascere i bimbi. In occasione della 42esima Giornata per la Vita, domenica 2 febbraio si terrà  il Primula day: sui sagrati delle chiese di Busto Arsizio e Valle Olona saranno offerte novemila primule, a fronte di un contributo per sostenere l’attività del Cav bustocco (oggi intitolato alla memoria di Anna e Giovanni Rimoldi) che in 30 anni ha aiutato a far nascere 1241 bambini, 45 nel 2019.

“Un dato significativo – sottolinea Mario Sansalone consigliere Federvita Lombardia – se ci confrontiamo con il clima attuale di culle sempre più vuote. A Milano sono nati 9671 bambini nel 2019, per registrare così pochi nati bisogna ritornare indietro a 100 anni fa. Il lavoro che noi facciamo nella realtà di Busto ha una valenza culturale e soprattutto un risvolto sociologico che non sempre viene recepito”.

Il presidente del Cav, Antonio Pellegatta evidenzia: “I bambini aiutati a nascere dal Cav di Busto nel 2019 sono 45, un dato in linea con l’anno precedente. Abbiamo notato un calo di future mamme che si presentano da noi, è indice di una mancanza di speranza verso il futuro. Le donne che si rivolgono alla nostra sede in via Pozzi, sono per l’ 89 per cento straniere che, pur nella difficoltà economica, desiderano proseguire la gravidanza ed hanno bisogno di un supporto”. Un dato che contrasta con quello registrato presso lo sportello del Cav , al reparto di Ginecologia dell’ospedale di Busto: “Lì sono molte di più le donne italiane che chiedono l’aborto”. Come chiarisce la vicepresidente Giovanna Bizzarri: “Siamo presenti presso l’ambulatorio dove fanno le visite per l’interruzione di gravidanza, distribuiamo materiale informativo, ci presentiamo e chiediamo alle donne se desiderano un colloquio. Su 85 incontrate all’ospedale, soprattutto italiane sole e non accompagnate, la stragrande maggioranza ha accettato il nostro materiale, un buon 48 per cento ha desiderato un colloquio. 7 sicuramente hanno cambiato idea. Per molte di loro, il problema principale era il fatto di aver già un altro figlio e temevano di perdere il lavoro, difficoltà simbolo di una società che non è accogliente e penalizza la maternità”.

Per le donne che si rivolgono al centro in via Pozzi, il problema principale è quello economico ed è stata rilevata quest’anno anche un’emergenza abitativa. “L’aiuto prestato alle mamme è il sostegno morale e psicologico, oltre ad aiuti in natura: latte, pannolini e tipi di sostegno più consistenti in situazioni di particolare difficoltà”, spiega Pellegatta.

In questi casi di particolare disagio, in cui le donne manifestano il dubbio di non proseguire la gravidanza, il Cav di Busto può decidere di erogare un sostegno totale di 3mila euro per 18 mesi, si tratta del progetto Nasko del CAV. “C’è una volontaria che segue la mamma per tutti questi mesi – spiega Giovanna Bizzarri – il nostro compito è aiutarla a riscoprire che un figlio è un valore grande”.

Un ulteriore aiuto è il progetto Gemma che prevede 160 euro al mese per 18 mesi, gestito da Fondazione Vitanova di Milano: “Come CAV di Busto abbiamo aiutato 4 mamme col progetto Gemma che ha aiutato a far nascere più di 23500 bambini in tutta Italia”.

I dati emersi dal report annuale del Cav evidenziano che l’età delle donne che interrompono la gravidanza è cambiata, spostandosi in avanti: “Solo il 14 per cento è tra i 16 e i 24 anni, per l’86 per cento si tratta di persone adulte tra i 25 e oltre i 34 anni, bisogna far capire alla mamma che l’aborto è una ferita psicologica che rimarrà per tutta la vita”. Il Cav di Busto lancia l’appello alla ricerca di nuovi volontari: “Noi siamo soci fondatori e ci saremo sempre ma è necessario un cambio generazionale per far fronte al futuro, qualche segnale ci sta già arrivando. Le nostre porte sono sempre aperte”.

Il Primula Day sarà anticipato, mercoledì 29 gennaio, da una veglia di preghiera a Madonna Regina.

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