Duecentomila Euro dall’avanzo di amministrazione
Truffe agli anziani, consiglio regionale finanzia spot televisivi

Il Consiglio Regionale della Lombardia, su proposta della Vicepresidente Francesca Brianza, ha deciso di destinare 200 mila euro per finanziare una campagna pubblicitaria nelle tv locali contro le truffe agli anziani

milano

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Il Consiglio Regionale della Lombardia, su proposta della Vicepresidente Francesca Brianza, ha deciso di destinare 200 mila euro, facenti parte dell’avanzo di amministrazione 2018, per finanziare una campagna pubblicitaria nelle tv locali contro le truffe agli anziani.

Esprime soddisfazione Francesca Brianza, che ha illustrato all’aula il provvedimento sottoscritto da tutti i capigruppo. “Anche per il 2018 – ha commentato Brianza – Il Consiglio Regionale lombardo si è dimostrato un’istituzione virtuosa che ha saputo gestire bene le risorse e fare delle economie. Oggi – prosegue – diamo un valore aggiunto a queste risorse destinandole a un provvedimento che si rivela utile sotto molteplici aspetti”.

“Abbiamo deciso – spiega – di destinare 200 mila euro al circuito delle Tv locali lombarde per finanziare una campagna pubblicitaria per informare e sensibilizzare la popolazione contro le truffe rivolte alle fasce più deboli della popolazione, in particolare anziani che purtroppo, come si apprende quasi quotidianamente dalla cronaca, subiscono truffe di ogni genere spesso messe in atto da finti operatori che si presentano travestiti alla porta delle loro abitazioni”. “Riteniamo infatti – precisa Brianza – che la televisione sia ancora il mezzo più adeguato per veicolare questo tipo di informazioni specialmente a quegli anziani che hanno difficoltà a partecipare ad incontri ed eventi dedicati alla prevenzione del fenomeno”.

“La doppia valenza di questo provvedimento – conclude – sta nel fatto che in questo modo riusciamo a dare una mano anche alle realtà delle Tv locali che in questi anni hanno subito una crisi profonda coincisa con il passaggio al digitale terrestre, con il calo degli introiti pubblicitari e con il taglio dei contributi pubblici all’editoria”.

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