UN NUOVO 5 MAGGIO SPECIALE
TU in vetrina

Frenesia, forte emozione. La vetrina della Libreria Boragno mostra il mio libro. Sono tanti i libri. Le copie di TU colorano l'intera facciata

Gianluigi Marcora

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Frenesia, forte emozione. La vetrina della Libreria Boragno mostra il mio libro. Sono tanti i libri. Le copie di TU colorano l’intera facciata. Nessuno in giro. Scatto una foto….un’altra per sicurezza, da mandare al giornale. E’ la prima volta che un libro mio, non ha presentazione. L’ha vietato il “virus”. Il Sindaco l’ha sentenziato “nessun assembramento di persone. Si vedrà a Ottobre“. Resto immobile davanti alla vetrata. Sto parlando, a quel TU, col cuore. Tre anni di “gestazione”. Dentro, la vita e il lavoro di più persone. Di Massimo Castiglioni, ad esempio che ha inventato la Copertina e la seconda parte del titolo. Il TU è opera mia. Pensieri, parole, tribolazioni. Tutto tra carta e cuore. Narrazione di momenti eclatanti. Storie di fatti. Elucubrazioni mentali, forse. Fantasie e novelle, studi, ripensamenti, analisi, circospezioni, sogni, ricordi ….di tutto un po’ in un Romanzo costruito su fatti veri. Tre anni di ripensamenti e di sogni. Di quel che c’è. Di quel che sarà.

Non c’è il clamore della festa. Il linguaggio di sguardi. La sala piena. Il teatro che trabocca di visi allegri, di accondiscendenze, di curiosità, magari di voglia di stare insieme. Nulla di nulla. C’è un vetro che divide me e TU e pensieri. E’ il 5 maggio e di pensieri, me ne vengono due, perentori: “Ei fu siccome immobile” ….data immemore e una sala operatoria d’ospedale 1993. Tre dottori, un anestesista, due infermieri. Una voce mi rassicura “andrà tutto bene“. Io ho una paura fottuta, ma mi stanno sedando. Adenoma retrosternale è la diagnosi e mi dicono poi che m’hanno tolto mezza tiroide; l’altra metà va bene. Il flash passa subito. Gli occhi, ora sono fissi al libro.

Mi sento sfiorare una spalla e una voce “ha bisogno di qualcosa?” e scuoto appena la testa senza nemmeno guardare. Poi “si sente bene?” e accenno soltanto col capo, un sì tranquillo. Mi si sta annebbiando la vista. Forse l’emozione mi attanaglia la gola e non spiffero nemmeno un suono, un grazie. La voce si allontana. Chi l’ha emessa avrà pensato a uno strafottente o a uno che voleva farsi e fatti suoi e che s’è sentito disturbare da un incomodo. Nulla di ciò, penso. Se avessi aperto bocca, anche solo per ringraziare, mi sarei messo a singhiozzare come un bambino. Lo spettacolo, sarebbe stato indecoroso e patetico. Meglio ingoiare. Farsi dare del maleducato, non il pietismo.

Non riesco ad andare via. La mia anima è là dentro. Ogni pagina, una narrazione, sotto forma di vita. L’ho detto più volte che io sono quello che scrivo. Non la facciata che porto in giro. Sono un uomo. Con emozioni e sensazioni. Con tocchi di luci e fari spenti. Con melodie e silenzio. Aquiloni, biglie, fiordalisi, galoppo di cavalli, prati in fiori, vociare di bimbi, notti riflessive, il vivere dentro ogni sorta di pensiero, TU….. un film che si snoda lentissimo e veloce. Non focalizzo un termine. Ora è tutto silenzio. Sono solo. TU: una folata di vento dentro il mio giardino pieno di foglie.

Sto parlando di te. Ricordando di te. Vivendoti, attraverso quel che c’è scritto nel libro. Avresti meritato la presenza al mio fianco, un posto in prima fila a Teatro, la prima copia del libro, dedica semplice e sottile, almeno per dirti grazie per avermi raccolto “all’angolo coi pugni chiusi”. Anche la chiesa è chiusa. Una preghiera TU l’avrebbe meritata. Eppure avevo premeditato tutto per questo libro; un avvenimento. Invece, tutto in sordina, senza clamori Quando si invecchia si è più critici. Non si fa come in età giovanile che “a un quattro della maestra” si prendevano le attenuanti e la “colpa” era della maestra che aveva spiegato male.

TU è un buon libro. Prima di essere giudicato, mi giudico. E sono aspro con me, non docile.

Con TU parlo con ogni Lettore. Molti dei quali citati per nome. E’ un dialogo narrato. E’ fantasia. E’ Poesia, talvolta. La vita è fatta di tutto ciò;  riflessioni sommarie, ricordi narrati, esperienze vissute e focalizzate dentro “bei ragionamenti” che vanno a intessere “una storia” arricchita di argomenti che coinvolgono il Lettore sino a “strappargli” la curiosità e “incollarlo” nella lettura sino all’ultima riga dell’ultima pagina del libro.

Nulla di tutto ciò. Una vetrina. Io di fuori dalla Libreria. Via Milano a Busto Arsizio, deserta e TU a capire col cuore …..Tu che passi in centro, se ti va, portami a casa. E’ un libro. Il mio libro.

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