Incontro fra Salvini e il Consiglio di presidenza di Confindustria Lombardia
“Uccidere l’impresa sarebbe un atto di eutanasia per l’Italia”

Prove tecniche di disgelo fra il vice premier Matteo Salvini e gli industriali

Luciano Landoni

MILANO

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Prove tecniche di disgelo fra il vice premier Matteo Salvini e gli industriali.

Proprio ieri, a Milano, c’è stato un incontro fra il ministro degli Interni e segretario generale della Lega e il Consiglio di presidenza di Confindustria Lombardia.

Marco Bonometti, presidente di Confindustria Lombardia, ha esposto a Salvini quelle che sono le priorità per il mondo delle imprese.

All’incontro ha partecipato anche il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana.

“E’ stato un confronto aperto e concreto, caratterizzato da prese di posizione molto ferme. Il Consiglio di presidenza – precisa una nota diffusa da Confindustria Lombardia –  ha dato atto al ministro dell’Interno Salvini del suo proficuo impegno sul fronte immigrazione e sicurezza, in attesa della riforma della legittima difesa e del sistema processuale, definito da Bonometti antiquato, dispersivo, logorante ed inadeguato. Il Consiglio di presidenza ha salutato come un passo molto positivo l’incontro tenutosi a Roma del vicepresidente del Consiglio dei Ministri Salvini con i rappresentanti delle associazioni imprenditoriali, ribadendo tuttavia la necessità, già espressa dal Presidente Boccia, – prosegue Confindustria Lombardia –  di passare dalle parole ai fatti per una decisa inversione di rotta delle scelte politiche compiute fino ad oggi dal governo in materia economica”.

Marco Bonometti ha posto l’accento sulla funzione sociale ed economica delle imprese industriali.

Noi rappresentiamo l’Italia che produce, che lavora, che ha saputo resistere alla crisi investendo e innovando. – ha detto il leader di Confindustria LombardiaLe nostre imprese pagano ogni anno ai 700.000 dipendenti circa 40 miliardi di euro di stipendi, pagano ogni anno circa un milione e centomila pensioni di vecchiaia dell’Inps, attraverso i 16 miliardi circa di contributi versati. Uccidere l’impresa sarebbe un atto di eutanasia per l’Italia, ed il governo ne assumerebbe la totale responsabilità anche verso le generazioni future. L’Italia è già gravemente ammalata di debito, per colpe antiche”

Ricorrere al deficit di bilancio, per superare le distorsioni che tuttora affliggono e frenano il sistema Italia, è esattamente il contrario di cui l’Italia ha bisogno.

“La cura non può essere l’aumento del debito – ha sostenuto con forza Marco Bonometti -, un aumento che la manovra produrrà con certezza, mentre le ricadute positive sono solo speranze, le cui fondamenta sono, peraltro, contestate praticamente da tutti, dal mondo finanziario al mondo scientifico, dalle Istituzioni mondiali al mondo del lavoro, con rara e significativa condivisione tra imprenditori e lavoratori.”

C’è bisogno di quantità industriali di buonsenso e lungimiranza.

Senza ancoraggi suicidi al contratto di governo. Così come si è fatto – ha sottolineato il presidente di Confindustria Lombardia –  per la flat tax, che pure era nel contratto, ma rinviata saggiamente a tempi migliori.”

Insomma, la parola d’ordine è chiara: rimanere con i piedi per terra e sviluppare la collaborazione fra Governo e imprese allo scopo di incentivare gli investimenti finalizzati alla crescita del sistema Paese nel suo insieme.

La nostra è una disponibilità importante – ha concluso Bonometti – perché viene da una Regione che produce il 22% del PIL e che sta muovendo i suoi primi passi verso l’autonomia, ancora tutta da definire. Una disponibilità che non è e non vuole essere di bandiera, perché quando soffiano venti di tempesta bisogna ammainare le bandiere e pensare a salvare i cittadini, le case ed i granai. E i granai del Paese di oggi e di domani sono le sue imprese”.

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