evento organizzato dalla Famiglia Sinaghina
Umberto Pelizzari si racconta: amore per il mare, agonismo e record

Umberto Pelizzari, icona italiana, e bustocca, dell’apnea è stato ospite al cineteatro Lux di Sacconago per l'incontro: “L’uomo e il mare, Umberto Pelizzari si racconta”

Simone Testa

Busto Arsizio

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La storia di uno sconfinato amore per il mare, di agonismo, competizione e record mondiali – 16 per la precisione – infranti anno dopo anno con un’impressionante continuità che ha caratterizzato una leggendaria carriera sportiva. Umberto Pelizzari, icona italiana, e bustocca, dell’apnea è stato ospite nella serata di martedì al cineteatro Lux di Sacconago per un incontro dal titolo: “L’uomo e il mare, Umberto Pelizzari si racconta”. Evento organizzato dalla Famiglia Sinaghina, con il patrocinio del comune di Busto Arsizio.

“Fare degli incontri con persone che hanno dato lustro alla nostra Sacconago e alla nostra Busto – esordisce Rolando Pizzoli, presidente della Famiglia Sinaghina – rientra negli obiettivi della nostra associazione. Questo è solo il primo di una serie di eventi orientati alla valorizzazione della nostra identità e delle nostre tradizioni. Abbiamo voluto iniziare col botto: proprio con il campionissimo, con Umberto”. Manuela Maffioli, assessore all’Identità e alla Cultura, sottolinea: “L’Amministrazione Comunale è da sempre accanto a questo tipo di iniziative che valorizzano la storia e l’identità della nostra città”.

Sala prossima al sold-out per il campione sinaghino, che rivive insieme alla platea del Lux – ricca di tante vecchie conoscenze, con qualche divertente siparietto – le sue numerose imprese. Dal primo record mondiale di apnea profonda in assetto costante, stabilito il 10 novembre del 1990, a Porto Azzurro, Isola d’Elba, Umberto Pelizzari non si è più fermato e ha dato vita ad un emozionate e storico duello con il cubano Pipin Ferreras che ha portato i due campioni a spingersi oltre ogni limite e a polverizzare ogni record. Assetto costante, assetto variabile e variabile no-limits, non c’è specialità dell’apnea che non sia stata dominata dalla leggenda bustocca. “Spesso passa in secondo piano – evidenzia Umberto Pelizzari – ma dietro ogni singolo record c’è un lunghissimo e durissimo lavoro da parte di tutta la squadra. Ogni volta che provo a spingermi oltre ogni limite ci sono decine di sommozzatori pronti ad aiutarmi e a salvarmi la vita. Anch’essi sono sottoposti a pesanti sforzi e sacrifici; è vero che i record portano il mio nome, ma nell’apnea il supporto del team è d’importanza vitale”.

Il racconto di Pelizzari non è fatto solo agonismo e record, ma anche di uno sconfinato amore per il mare: “Quando facevo il militare – aggiunge – ho chiesto il trasferimento all’Isola d’Elba proprio per poter stare vicino al mare e coltivare l’emergente passione per l’apnea che (per evidenti motivi) a Busto Arsizio non potevo mettere in pratica. Lì è nato tutto. Si è creato un legame indissolubile con il mare, ho conosciuto Massimo Giudicelli, che è diventato il mio allenatore e poi, dopo i primi record, ho stretto amicizia con i miei idoli: Maiorca e Mayol, i pionieri dell’apnea, che mi hanno insegnato a non concentrarmi solo sulla performance sportiva, ma a ‘sentire il mare’, a mettere da parte cronometri e strumenti per godere fino in fondo della bellezza e dell’armonia dell’ambiente marino. L’apnea è per tutti ed è un’esperienza che consiglio a chiunque, basta rivolgersi ad un istruttore qualificato”.

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