Rimpastino
Un altro giorno e un’altra giunta

Tanto “tuonò” che... non piovve. Fuor di metafora, a Busto Arsizio il cosiddetto “rimpasto” è finito con un semplice “aggiornamento” di deleghe fra il prima e il dopo

Gianluigi Marcora

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Tanto “tuonò” che… non piovve. Fuor di metafora, a Busto Arsizio il cosiddetto “rimpasto” è finito con un semplice “aggiornamento” di deleghe fra il prima e il dopo. Antonelli va avanti con le stesse forze di prima e gli “aspiranti” all’esordio in Giunta (Busto Grande, per esempio) restano tuttora al palo.

Certo che il “rientro” in Giunta del già Sindaco Gigi Farioli desta un tantino (non troppo) di stupore, ma Antonelli sa come gestire la squadra, visti i suoi precedenti esperimenti quale Coordinatore del “vecchio” PdL con cui ebbe a che fare con Farioli e soci.

Semmai, lo stupore si accresce con la promozione di Isabella Tovaglieri a Vice Sindaco, al posto di Stefano Ferrario.

Su Manuela Maffioli nulla da eccepire. Ѐ conosciutissima in città e in Regione e la sua “entrata” in Giunta gode della fiducia dell’… alleanza, anche se qualche “commento cattivo” lo ha fatto sorgere la defenestrazione di Stefano Ferrario, quando si ipotizza scaturisca dall’avvicendamento di Alberto Riva “troppo amico” di Paola Reguzzoni.

Quel che alla gente di Busto Arsizio piace poco (o niente del tutto) è che si sono fatte troppe illazioni sull’intervento degli “esterni” di Forza Italia e di Lega Nord; quando, per i cosiddetti “inghippi di mestiere” a Busto ci hanno sempre messo mano i “gestori” del potere locale.

Una riflessione è d’obbligo in questi frangenti: come mai, dopo che Umberto Bossi è “scaduto di tono” per le vicende di Belsito e soci, tutto ciò che appartiene alla “vecchia guardia” della Lega Nord è tutto da cassare e il nuovo che è avanzato toglie ogni spiraglio di intesa?

Per dire che l’attuale Lega Nord, a Busto Arsizio come altrove, che “ci azzecca” con il Movimento a suo tempo agognato e voluto dal suo padre fondatore? Per dire che hanno tentato di “far fuori” la Reguzzoni (politicamente s’intende) in mille modi, ma lei non solo “resiste”, addirittura ha messo in crisi la Lega stessa con le votazioni (finite alla pari) tra chi avrebbe auspicato la sua definitiva “scomparsa” e chi sosteneva la “sua” candidata.

Ora, Antonelli e la Giunta devono recuperare il “tempo perduto”. Di “cose da fare” ce ne sono tantissime e le troppe parole producono nulla. Adesso, per dirla alla Rossella O’Hara, è un altro giorno.

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