Rivolta in carcere a Busto, le reazioni
Un coro unanime dal mondo politico locale e regionale: “Occorrono interventi per l’universo carcerario”

Arrivano da più parti del mondo politico le reazioni (riflessioni) dopo la rivolta nel carcere di Busto Arsizio, avvenuta ieri durante un vero e proprio mezzogiorno di fuoco. “Massima solidarietà agli agenti”

BUSTO ARSIZIO

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Arrivano da più parti del mondo politico le reazioni (riflessioni) dopo la rivolta nel carcere di Busto Arsizio, avvenuta ieri durante un vero e proprio mezzogiorno di fuoco.

“Esprimo la massima solidarietà istituzionale e personale agli agenti di polizia penitenziaria del carcere di Busto Arsizio rimasti feriti nel corso della rivolta scoppiata all’interno del penitenziario bustocco – dice il consigliere Regionale di Forza Italia, Angelo Palumbo – Come componente della commissione speciale carceri di Regione Lombardia metterò in campo ogni strumento utile per tutelare dei servitori dello Stato in quanto non è concepibile che nel 2018 si verifichino ancora situazioni come quella di oggi. Una situazione che ha messo a rischio l’incolumità degli agenti che vivono ogni giorno la vita del carcere. Auspico, altresì, che dal Governo centrale si accelerino il più possibile gli accordi con i paesi africani e comunque extraeuropei per giungere quanto prima al rimpatrio dei cittadini extracomunitari in quanto sussiste pesantemente un problema innegabile di sovraffollamento delle carceri. Già la scorsa primavera, nel corso di una visita alla casa circondariale di Busto, la questione della tutela, salvaguardia e disparità di trattamento degli agenti era stata sollevata sia da me che dall’europarlamentare Lara Comi: oggi il tema è ancora più urgente ed attuale ed occorrono azioni tempestive ciascuno per le proprie competenze”.

Si allinea al collega di partito, l’assessore ai Servizi Sociali di Busto, Miriam Arabini. “Ho avuto la notizia dal direttore del carcere Orazio Sorrentini. Esprimo pubblicamente la mia solidarietà, personale ed istituzionale, agli agenti di polizia penitenziaria. So che il delegato regionale di competenza, Angelo Palumbo, metterà in campo ogni strumento utile per tutelare gli agenti”.

Il Garante dei detenuti per il Comune di Busto, Matteo Tosi, fa un’analisi più approfondita della situazione: “Il Santo Padre è tornato sul tema del sovraffollamento delle carceri proprio nella giornata in cui la “nostra” Casa Circondariale ha conosciuto ore di altissima tensione, con diversi agenti finiti all’ospedale. Il problema, infatti, a mio modo di vedere è che le tensioni causate dal sovraffollamento sono ingigantite dalla mancanza di personale di ogni ordine e grado, dai medici agli educatori ai poliziotti stessi. Il fatto che la loro professionalità abbia riportato la calma non vuol dire che è tutto sotto controllo, anzi. Perché chi lavora non deve essere sottoposto a tali rischi e tensioni. E gli altri “ospiti” con loro. Ma serve chiedere tutti insieme un intervento della politica, a partire da quella locale”.

L’ultima analisi che riportiamo è quella del presidente della Commissione speciale carceri di Regione Lombardia, Gian Antonio Girelli (Pd): “I fatti avvenuti al Carcere di Busto Arsizio, che si sommano, in modo particolarmente grave, a precedenti episodi avvenuti in altri istituti, destano particolare preoccupazione. Sono la manifestazione di uno stato di disagio e di precarietà che si vive all’interno delle carceri lombarde. Le istituzioni competenti devono intervenire su strutture, potenziamento del personale di polizia penitenziaria, sostegno ai progetti di reinserimento e recupero dei detenuti. Ma nel contempo occorre avviare alcune azioni concrete tese a dare supporto immediato all’universo carcerario. Al personale di polizia penitenziaria ferito e coinvolto nella rivolta va la piena solidarietà mia e della Commissione regionale, oltre al sincero ringraziamento per il prezioso e delicato compito che è loro affidato”.

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