Un manager di casa nostra alle prese con la gestione dell’emergenza sanitaria
“Un solo minuto decide l’esito della battaglia e un giorno il destino dell’impero”

Ernesto Bottone, amministratore delegato della Primetals Technologies Italy Srl di Marnate, è un manager che si esprime sempre con assoluta chiarezza e ruvida sincerità

Luciano Landoni

MARNATE

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Ernesto Bottone, 62 anni, amministratore delegato della Primetals Technologies Italy Srl di Marnate (centro di competenza nel campo della laminazione per i prodotti lunghi dell’industria siderurgica) dove lavorano 140 persone, è un manager che si esprime sempre con assoluta chiarezza e ruvida sincerità.

“L’emergenza coronavirus non ammette indecisioni e perdite di tempo. Chi deve decidere lo deve fare con coraggio, determinazione e immediatezza. Io l’ho fatto e da subito la nostra azienda ha chiuso i battenti e ha puntato tutto sul lavoro da casa. Nella gestione di questa grave emergenza – ci dice via telefono Ernesto Bottone con la consueta schiettezza – il tempismo è di fondamentale importanza. Un solo minuto decide l’esito di una battaglia e un giorno il destino dell’impero”.

Quindi lei è per la chiusura totale, senza se e senza ma?

“Sì, senza alcun dubbio o tentennamento. Aggiungo con tutto il rispetto del caso che il nostro Primo ministro deve mostrare ancora più coraggio nelle sue deliberazioni”.

Ossia?

“Tutta la pressione sulle spalle di Giuseppe Conte deve tradursi da parte dello stesso in azione immediata, drastica, importante. Stiamo per schiantarci e ancora guardiamo il manuale d’uso? Chiusura totale, salvo quelle attività che oggettivamente non puoi ‘spegnere’ dall’oggi al domani, ma ridurre sì. Altrimenti lo slogan ‘io resto a casa’ perde di significato e rimane solo uno slogan”.

Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare?

“Esattamente. Il manager, se è un vero manager, deve decidere e assumersi le responsabilità delle sue decisioni. Lo deve fare con la ‘morale dentro’, ossia con un profondo senso etico. Con la vita non si scherza! Decisione e massima determinazione. Tutto il resto è solo chiacchiera inutile”.

Nessuno avrebbe mai potuto immaginare una condizione emergenziale così acuta e così prolungata nel tempo.

“Le dico in tutta sincerità che noi, come squadra, siamo orgogliosi per come stiamo portando avanti tutte le nostre attività, senza alcuna disfunzione. Non voglio in alcun modo apparire presuntuoso, però mi permetto di osservare: se tutti avessero fatto come noi, tutto quello che si vede ora non sarebbe probabilmente successo o sarebbe accaduto in misura molto inferiore. Ho avuto modo di confrontarmi con le Istituzioni e con altre aziende, siamo di esempio per tutti. La nostra forza sta nel nostro spirito di squadra. Una squadra fatta di competenza, fermezza decisionale, alto senso di responsabilità e correttezza di comportamenti. L’etica della responsabilità non può separarsi dalla capacità di fare squadra. Con orgoglio dico che siamo una grande squadra”.

Lei, nel corso della sua attività manageriale, ha girato il mondo intero e ha lavorato in Paesi difficili, tipo quelli africani dove le epidemie non sono così rare. In base a queste esperienze dirette quali sono le sue considerazioni immediate?

“Nella scorsa settimana lavorativa, da casa ovviamente, ho avuto a che fare parecchio con Linz e Londra e non posso nascondere che sono emerse delle tensioni. Senza farla troppo lunga, ci tengo a dire che, vista la gravità della situazione, bisogna smetterla di parlare a vanvera. Ancora oggi in Iran, quando qualcuno parla a sproposito e solo per il fatto di farsi notare, dicono aftabe dare masjede shah e rinforzano il concetto con do sad gofte cior nim cherdar nist. Traduco: duecento persone che parlano non producono una sola azione. Mi pare chiaro, no?”.

Chiarissimo. Due parole, due, sui giorni che ci aspettano.

“Mia nonna ripeteva spesso, quando pioveva e ogni qualvolta qualcosa non andava per il verso giusto, questo vecchio proverbio siciliano: bon tempu e malu tempu nun dura tutt’u tempu. E’ da oltre un mese che abbiamo a che fare con il coronavirus: dobbiamo continuare a ripararci. La priorità assoluta deve essere proteggere senza esitazioni e senza tentennamenti le nostre persone e i loro cari, con fiducia, rispetto e senso di famiglia. Lo stiamo facendo. Siamo stati previdenti e bravi ad agire con tempestività, stiamo assicurando la continuità aziendale. Con forza, senza scoraggiarci e senza esaltarci per aver fatto bene”.

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