PER COMINCIAR BENE L'ANNO
Una goccia di rugiada…

Gianluigi Marcora

Pubblicato il:

Stampa questo articolo

Ci vuol poco per cominciar bene l'anno: magari "n'a gùta da rusàa" (una goccia di rugiada) presa a prestito da un "cuore buono" tal è Angelo Azzimonti per via di sue poesie delicate, sublimi, carezzevoli e pure miti.
Siamo a gennaio, quindi "Genàr" poesia pubblicata nel 1989 dalle Industrie Grafiche Casbot in apposito volume. Dice così: "Genàr vistì da biàncu, l'e'l prìm di dùdas mèsi: ga brila tùci i scèsi, d'argentu al fiàcu sù" (Gennaio vestito di bianco è il primo di dodici mesi: brillano tutte le siepi, d'argento al pallido sole).
 
"Rùsciài da passaiti, i cèrcan , àa matìna su'l giàsciu, a fiòca, a brina, i sò fregùi da pàn" (Stormi di passerotti, cercano di mattina, sul ghiaccio, la neve la brina, le loro briciole di pane.) – "in 'sti dì chid'invèrnu, chi l'è ga pènsa a lùi?,  i Angiar dul Signui han paegià'l grànè" (in questi giorni d'inverno, chi pensa a loro -i passerotti nda- , gli Angeli del Signore hanno apparecchiato il granaio).
"E insèma ai fiòchi biànchi i mènscian i michiti, pàr tùci i ùselìti ch'han da muì nòn da fàm" (e insieme ai fiocchi bianchi di neve, mescolano le michette, per tutti gli uccellini che non devono morire di fame).
"E i fiùi, che al mès da màgiu han da sbucià stupèndi, chi l'è cha i u difèndi dul frègiu dul genàr?" (E i fiori che al mese di maggio devono sbocciare stupendi, chi li difende dal freddo di gennaio?).
"Dul cièl i Angiaiti, d'estài s'hin fèi curàgiu: al sù gh'han rubà 'n ràgiu e l'han scundù par mò" (Dal cielo, gli Angeli, d'estate si sono fatti coraggio: al sole han rubato un raggio e l'hanno nascosto per adesso).
"e a ògni fiùi che dòrmi g'an màndan una schèa par fà che in primavèa al pòda rifiurì" (e a ogni fiore che dorme hanno mandato un po' di quel caldo-schèa-scheggia, per far si che in primavera possa rifiorire).
"Genàr, cont'ul tò gèu a ti fè pù pagùa: gh'è pronti pàn e stùa par chi ga n'ha bisogneu!" ( Gennaio, col tuo gelo, non fai più paura: è pronto pane e calore (stùa-stufa) per chi ne ha bisogno).
 
L'ammonimento, il richiamo di Angelo Azzimonti,delicatissimo Poeta, è d'una semplicità disarmante. Lui non vedeva nel prossimo un… concorrente, un antagonista, un nemico…..lui vedeva la Persona, colui che aveva bisogno o che potesse avere bisogno d'aiuto.
Come il "raggio di sole" sostituiva la stufa, così anche il tepore d'una briciola di pane poteva soccombere alla fame. Tutto a portata di cuore. Le intemperie erano solo accadimenti naturali. Mai negatività, ma solo "esigenze della natura" che contemplava fatti normali e mai fatti eccezionali che potessero nuocere.
Affrontare la vita nello stile di Angelo Azzimonti vuol dire… debellare la guerra, risolvere i problemi, sapere che oltre il carattere e i difetti di ciascuna persona, c'è la… Persona e nel nome della reciproca convivenza (da non confondere con la convenienza) una "briciola" di bene fa comodo a tutti.
Chi avesse conosciuto Angelo Azzimonti può ben testimoniare che non s'è esagerato affatto nel definirlo mite, pacato, socievole e altruista. Lui – Angelo – non predicava. Lui – Angelo – agiva e sempre nel nome del Bene. Io lo conobbi e in ogni mia riflessione mi sono sempre posto questa domanda: può un Uomo essere solo Bene e non avere alcun difetto? Angelo era così: mi inchino alla Sua nobile Memoria!

Copyright @2017

DALLE RUBRICHE