I CITTADINI POTRANNO PRESENTARE PROPOSTE FINO AL 10 AGOSTO
“Una variante piena di benefici”

La giunta Cerini ha recentemente approvato l’avvio del procedimento di Variante al Piano di Governo del Territorio (PGT), con lo scopo di rendere Castellanza una città più vivibile e bella, con più valore aggiunto per tutti i cittadini

Loretta Girola

castellanza

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La giunta Cerini ha recentemente approvato l’avvio del procedimento di Variante al Piano di Governo del Territorio (PGT), con lo scopo di rendere Castellanza una città più vivibile e bella, con più valore aggiunto per tutti i cittadini. “L’Amministrazione comunale nelle scorse settimane – spiega il Sindaco Mirella Cerini – ha avviato il procedimento di Variante al PGT, invitando chiunque ne abbia interesse, anche a tutela degli interessi diffusi, a presentare istanze, suggerimenti e proposte, in carta semplice ed in duplice copia, entro il giorno 10 agosto 2018.

La variante al PGT avviata con Delibera di Giunta, si pone l’obiettivo di mettere mano ad alcune aree dismesse e degradate per rendere la città più vivibile e bella, con più valore per tutti e senza ulteriore consumo di suolo. In tal modo tutti, cittadini, commercianti, servizi ed imprese potranno godere di benefici, poiché la riqualificazione, solo se ben gestita, favorirà nuove occasioni per fare impresa e nuove opportunità di lavoro. Entra così nel vivo uno dei punti qualificanti del programma con il quale la lista “Partecipiamo” si era presentata alle elezioni del 2016, raccogliendo la maggioranza dei consensi dei cittadini castellanzesi. Nel programma presentato allora, infatti, era scritto: “Ci proponiamo di salvaguardare il più possibile il territorio rimasto libero, in particolare nelle zone esterne e di confine, contenendo il più possibile il consumo del suolo, puntando sul recupero e riqualificazione del tessuto urbano esistente: la revisione del PGT verrà formulata nel rispetto di questo indirizzo”.

Nel corso degli anni Castellanza si è molto trasformata; gli accessi esterni alla città in diversi casi presentano un biglietto da visita non proprio edificante, con aree dismesse e degradate situate in posizioni strategiche. Aree che, è bene ricordarlo, sono di proprietà privata, ed è con i privati che bisogna trattare per renderle appetibili, in modo da rendere possibili le loro trasformazioni e riqualificazioni, considerando la complessità inerente la ricerca del benessere pubblico superiore. Lo strumento urbanistico vigente risale al 2010, pensato in anni in cui la crisi del comparto immobiliare non era ancora sopraggiunta, e prevedeva interventi, in alcuni casi propagandistici, ad oggi non realizzati e nemmeno concretamente avviati.

Occorre inoltre riconsiderare gli assi viari importanti, avviando uno studio sulla viabilità e sul traffico in città, valutando la possibilità di realizzare rotatorie nei punti critici e strategici per la viabilità stessa, sempre facendo attenzione, però, al fine di agevolare il traffico residenziale e limitare quello di transito e di passaggio”.

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