Un’impennata civile

C'è nulla di meglio, di una verifica. A volte, parlarne, non si ha idea di quanto possa essere la verità. Quindi, meglio "toccare con mano" e rendersi conto di come la verità non superi la fantasia

Gianluigi Marcora

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C’è nulla di meglio, di una verifica. A volte, parlarne, non si ha idea di quanto possa essere la verità. Quindi, meglio “toccare con mano” e rendersi conto di come la verità non superi la fantasia. Sabato scorso (non anni luce fa), la mia semplice sgambata fra i boschi nei pressi di Madonna in Veroncora, fa notare sia l’imbecillità di certi individui (chiamarle persone è quasi un ossimoro), sia lo stato con cui si tratta (con negligenza) il patrimonio comune.

Ci sono sacchi abbandonati e buttati ovunque, alla mercè di animali in cerca di ….tutto, per nutrirsi. Ci sono pneumatici (anche di notevole dimensione) a inzaccherare il verde che non riesce a smaltire la sporcizia in tempi tollerabili. Ci sono poi resti….di tutto; dalle suppellettili di casa alle carcasse di letti o travi raccolte, magari per effetto delle restrizioni causate dal covid-19 che hanno costretto le persone a dedicarsi ai mestieri di restauro o forse per “far pulizia” di cose inutili.

Non è finita, l’ispezione (del tutto casuale) ….volevo solo respirare aria pura, dopo la tempestata di venerdì sera, con tanto di temporale …. di quelli tosti che poteva inebriare un bosco già in allarme per la siccità.

Ebbene, nel bosco c’erano resti di eternit, di calcinacci, di giornali e pure di libri (alcuni addirittura nuovi). E qui mi ha preso una stretta al cuore …..”libri? – come si fa a buttare un libro? – l’avesse fatto un delinquente, avrei compreso la stupidità e l’ignoranza totale di una persona, ma ….. chi ha buttato i libri nel bosco era sicuramente una persona normale. Perché l’ha fatto? Il delinquente non butta libri nel bosco; li brucia, li distrugge, lui non ha la capacità di comprendere cos’è e cosa fa e come lo fa, un libro. Lui, il delinquente è solo uno scellerato che disprezza ogni valore morale; quindi (per lui), il libro è un ostacolo al vivere fra persone civili….siccome il delinquente non è una persona civile, ecco che distrugge un libro con violenza e non lo butta; lo annienta soltanto. Per lui, per il delinquente, il libro è un nemico. La Cultura, per il delinquente è altra cosa.

Dopo un sommario “inventario” di ciò che ho visto nel bosco, ho ripensato ancora a come togliere lo scempio….. ne ho appena scritto. Lo voglio fare ancora. I “mezzi” per migliorare la situazione, ci sono. Oggi il Cittadino ha bisogno di incentivi. Non bastano le azione dei Volontari che sporadicamente vanno a ripulire i boschi. Ci vuole un’impennata  CIVILE e lo scrivo in maiuscolo.

Il Comune di Busto Arsizio (l’azione può essere copiata o imitata da tutti i Comuni del Circondario) deve emettere un’Ordinanza dove dice più o meno, questo: ogni sacco di immondizia portata al Centro Raccolta fa guadagnare a chi lo porta 5 Euro (la cifra è ipotetica – il Comune può stabilire una tariffa che non sia un’elemosina, ma incentivante) per ogni sacco. Si potrebbe pure stabilire una quota per gli pneumatici raccolti, per il ferro e il vetro e l’alluminio e le cartacce e per tutto ciò, il Centro Raccolta rilascia una ricevuta. Il Cittadino raccoglie tutte le ricevute del caso e quando gli garba porta in Banca tutte le ricevute raccolte. E la Banca, paga, su disposizione del Comune. Si può fare anche per i “rifiuti” delle abitazioni.

Avremmo boschi puliti, viottoli di campagna colmi di fiorellini, strade senza spettacoli osceni al margine e …..chi è senza lavoro (ma anche chi ce l’ha) può racimolare una discreta cifra in denaro che farebbe comodo, specie di questi tempi dove si teme una recrudescenza della pandemia e una perdita di posti di lavoro. Il Comune, poi risparmia con questa azione CIVILE (lo riscrivo con le lettere maiuscole) per non dovere spendere per una raccolta differenziata anomala, per tutelare il bosco, per non vedere in giro cartacce di ogni sorta. Il mio vecchio pallino di tramutare il “rifiuto” in “risorsa” si esercita in questa maniera: responsabilizzare il Cittadino affinché collabori e abbia una giusta remunerazione. Mi viene un altro esempio: chi andrebbe durante le consultazioni elettorali a prestare il proprio tempo, gratuitamente?  Risposta facile: nessuno o quasi. Ecco, anche qui, ci fosse una remunerazione per il proprio impegno CIVILE molte, ma davvero molte persone si dedicherebbero a una attività meritoria che permetta una giusta retribuzione.

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