Indagine congiunturale - 2° trimestre 2019
Univa: “Preoccupa lo stallo e l’incertezza dell’economia varesina”

Luciano Landoni

VARESE

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Le incognite politico-economiche sullo scacchiere internazionale si aggiungono alle persistenti incertezze che caratterizzano il quadro nazionale provocando così una condizione complessiva critica che si ripercuote, inevitabilmente, sull’andamento del sistema industriale locale.
Il termometro dell’indagine congiunturale elaborata dall’Ufficio Studi dell’UNIVA (con riferimento al 2° trimestre 2019) ha puntualmente rilevato il peggioramento della condizione generale del sistema produttivo della nostra provincia.
Al moderato recupero d’inizio anno ha fatto seguito un calo della produzione delle imprese industriali varesine: nel secondo trimestre 2019, infatti, il saldo nelle risposte (ovvero la differenza tra la percentuale di imprese che dichiarano un miglioramento congiunturale della produzione e quelle che dichiarano un peggioramento) è stato negativo, facendo registrare un – 6,7%.

Il 37,4% delle aziende intervistate ha registrato un peggioramento della produzione, il 30,7% un miglioramento, il 32% una situazione di stabilità. Positivo invece il dato relativo al grado di utilizzo degli impianti, in crescita del 2,3% rispetto ai primi tre mesi dell’anno. Negativa anche la situazione del
portafoglio ordini che ricalca, con addirittura un leggero peggioramento, l’andamento della produzione: rispetto agli ordinativi complessivi, il saldo delle risposte è negativo facendo segnare un – 7,6%; il 42,1% delle imprese intervistate ha segnalato una riduzione, il 34,6% una crescita, il 23,3% una situazione stabile in confronto al trimestre precedente.

Per quanto riguarda il mercato del lavoro, nel secondo trimestre del 2019 sono state autorizzate circa il doppio di ore di Cassa Integrazione Guadagni ordinaria rispetto allo stesso periodo del 2018. L’incremento delle ore di CIG rispetto all’analogo periodo 2018, tenuto conto di tutte le tipologie di Cassa Integrazione, è stato del 28,9%. Considerando invece tutto il primo semestre 2019, le ore autorizzate di Cassa Integrazione sono diminuite del 3,8% rispetto ai primi sei mesi del 2018.
Nell’indagine elaborata dall’Ufficio Studi a preoccupare è soprattutto il protrarsi di questa situazione di stallo e di incertezza dell’economia della provincia di Varese – ha commentato il presidente dell’Unione degli Industriali della provincia di Varese Roberto Grassi-, oltre alla mancanza di fiducia, non solo delle imprese, ma anche dei consumatori, che si riflette in un calo della produzione e degli ordini”.

Presidente, come se ne può uscire?
“Per uscire da questo cono d’ombra, occorre una seria politica industriale che si traduca in provvedimenti concreti già nella prossima Legge di Bilancio, a partire dalla riduzione del cuneo fiscale per i lavoratori dipendenti, che contribuirebbe a rilanciare la domanda interna. È assolutamente da scongiurare – ha concluso Roberto Grassi – l’aumento dell’Iva, che non farebbe altro che deprimere ulteriormente i consumi e alimentare sfiducia e incertezza”.

In sintesi, questa è la situazione dei principali settori dell’economia varesina nel secondo trimestre del 2019.

Il comparto della moda evidenza anche nel secondo trimestre dell’anno una debolezza congiunturale nell’andamento della produzione, strettamente legata al portafoglio ordini, meno dinamico soprattutto sui mercati esteri. Le imprese intervistate si aspettano una stabilizzazione dei livelli produttivi nei prossimi sei mesi.

Il settore chimico-farmaceutico risulta l’unico comparto che segna un andamento congiunturale stabile rispetto a inizio anno; non brilla però il portafoglio ordini e le prospettive sulla produzione nel trimestre estivo sono negative. Le previsioni per i prossimi sei mesi sono improntate ad una riduzione dei livelli produttivi.

Peggiora la situazione nel comparto gomma-plastica , che segnala una riduzione congiunturale dei livelli produttivi, riflettendo un andamento negativo del portafoglio ordini.

Situazione variegata invece per quanto riguarda il settore metalmeccanico, dove le imprese si dividono quasi equamente tra chi ha segnato un aumento, chi una stabilità e chi una riduzione congiunturale dei livelli produttivi nel secondo trimestre 2019; le prospettive per i prossimi mesi sono principalmente orientate alla stabilità o a un calo della produzione.

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