Il valore del rispetto

Non hanno colpa i cani che inzaccherano strade e marciapiedi a Busto Arsizio. Non solo da noi, ovvio. E la "colpa" (a volerla suddividere) ce l'hanno sia i padroni (e le padroncine) sporcaccioni sia le Autorità che non vogliono o non sanno mettere un freno al fenomeno...

Gianluigi Marcora

Busto Arsizio

Pubblicato il:

Stampa questo articolo

Non hanno colpa i cani che inzaccherano strade e marciapiedi a Busto Arsizio. Non solo da noi, ovvio. E la “colpa” (a volerla suddividere) ce l’hanno sia i padroni (e le padroncine) sporcaccioni sia le Autorità che non vogliono o non sanno mettere un freno al fenomeno. Ce le aspettiamo le critiche dei bontemponi; quelli del “cosa vuoi che sia” in difesa degli animali. Ma gli animali non c’entrano nella ridda di voci e di decoro che si alzano ora in difesa di questi o in “assoluzione” di quelli.

In gioco c’è l’etica dell’onore, la buona creanza, il rispetto del vivere civile e… maledetto sia colui che ha tolto l‘Educazione Civica nella materia di studi in ogni ordine e grado della scuola. Non c’è bisogno di alzare la voce per ribadire qual è il valore del rispetto. C’è invece bisogno di insegnare l’educazione ai “faciloni” che scorrazzano coi loro “vitelli” in giro. Anche le taglie mignon dei cani fanno “rumore“; se non altro per le imprecazioni che muovono l’anima di chi è intruppato in sporcizie varie.

Dicevamo delle “colpe” delle Autorità. C’è un tariffario per le multe per i “padroni sporcaccioni” dei cani che defecano in giro. Benissimo: mancano però i “tutori” di questo tariffario; chiamiamoli Ausiliari del vivere civile. Almeno, quando scovano i trasgressori, si appioppi loro il “minimo tariffario” della multa che (se non andiamo errati) è di 250 Euro. A furia di pizzicare sul fatto questi menefreghisti della pulizia, chissà mai che si possa istituire una specie di elenco dello sporcaccione.

A ben vedere, sono i marciapiedi, i luoghi del “delitto”. Ad andare in giro c’è quasi “paura” per lo “slalom” che si è costretti a compiere sia in centro sia in periferia, per non imbrattare le suole delle scarpe. Sembra che pochissimi padroni siano muniti di guanto e sacchetto per raccogliere gli escrementi delle loro bestiole.

Poi ci sono in giro le Dog Sitter che tengono al guinzaglio dai tre ai cinque cani, mescolati per taglia che non sono in grado di garantire l’ordine del gruppo. Star lì a guardarle mentre loro stesse guardano i loro “protetti” mentre si imbattono con monumenti o aiuole, vien quasi da… applaudirle per come svolgono il loro lavoro di negligenza. Non tutte, però. Parecchie, tuttavia, le ho viste anch’io. Domanda: faccio bene a fotografarle mentre le bestiole compiono lo scempio? Conseguenze?

Di certo, non è edificante visionare lo spettacolo e – diciamolo subito – scrive uno che ama le bestie e che desidera per loro un trattamento civile. Diceva la mia Pierina che “chi non ama le bestie, non ama i cristiani“, quindi… amiamole, no?

Per amare le bestie, occorre rispettarle e fare uno sforzo per proteggerle. E quando si portano all’esterno di casa, necessita munirsi del necessario per difenderle. Lo, so, queste sembrano “due righe” di retorica, ma è meglio scriverle piuttosto di fare passare il tutto, sotto traccia o nell’indifferenza.

Chissà se anche altrove si ha il “giudizio” della tutela degli “amici delle Persone” o si butta tutto nel “cosa vuoi che sia”. A mettere a posto il “senso di colpa” necessitano gli Ausiliari intransigenti che tutelino il cane contro il padrone inadempiente e sporcaccione. Per civiltà!

Copyright @2018

DALLE RUBRICHE