Vandalismi ed educazione

C'è una recrudescenza di atti vandalici, in giro, a cui si fa fatica tenere conto. Atti gravi, per giunta che portano disdoro alla città e ai Comuni limitrofi che hanno bisogno di maggior tutela. Prendi Busto Arsizio...

Gianluigi Marcora

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C’è una recrudescenza di atti vandalici, in giro, a cui si fa fatica tenere conto. Atti gravi, per giunta che portano disdoro alla città e ai Comuni limitrofi che hanno bisogno di maggior tutela. Prendi Busto Arsizio: ci sono muri imbrattati dappertutto (e non solo in pieno centro) e ci sono rifiuti buttati a tutto spiano, a partire da quelli buttati dai finestrini delle automobili, per poi trovare sconcerto nei boschi che pullulano di rifiuti di ogni genere.

Per non parlare – poi – delle cacche dei cani, non raccolte e delle borse di plastica zeppe di “raccolta indifferenziata” che fa ribrezzo solo a guardarla. Ci si chiede: è così per incuria o per menefreghismo oppure è così per mancanza totale di senso civico?

Fa bene l’Amministrazione comunale di Busto Arsizio a mandare in giro “tutori del bene pubblico” in borghese, autorizzati a verbalizzare ogni intemperanza. Se non altro, chi viene “pizzicato” potrà farne pubblicità e magari contribuire a ridimensionare il fenomeno. Le brutte abitudini, del resto, vanno sanzionate senza appello. Ne va del buon nome della città, ma pure dell’Educazione che ogni Cittadino dovrebbe possedere….visto che non è così.

Adesso, inoltre che a Castellanza, addirittura hanno fatto scempio del campo sportivo, con le porte divelte e le suppellettili rovinate, ci sembra un paradosso. “Ma come” ci si chiede “si fa tanto chiasso per la penuria dei centri sportivi e quando li abbiamo, non sappiamo tutelarli?” Non ne facciamo colpa, ovviamente a chi gestisce l’impianto sportivo, ma “mettiamo la croce” a chi ha pensato (male) di danneggiare un impianto sportivo dove si insegna (sic) la lealtà, la correttezza e la sportività con tanto di bon ton.

Non parliamo poi di ruberie delle (e sulle) vetture. Un po’ per colpa di chi lascia oggetti di valori (comprese le chiavi di casa) sulle vetture in sosta e un po’ per il fatto che il ladro, la fa franca nella maggioranza dei casi, con l’aggravante del buonismo, quando talvolta si riesce a mettere mano sul mariuolo. Ricordiamo la “certezza della pena” che qui non c’è.

Ha fatto clamore la notizia del Cittadino che s’è sentito adocchiare dai furbetti dello specchio rotto. Con freddezza ha risposto al “danneggiato” che non aveva contanti in tasca e, quando è andato a “prelevare” col bancomat ha prima telefonato alle Forze dell’Ordine che hanno colto il malvagio in flagranza di reato. Com’è finita, non lo so, ma sta qui il problema. Al di là di un processo in direttissima si dovrebbe multare chi ha tentato il crimine con una multa salata.

Visto che ci siamo, andiamo a ricordare gli “abboccamenti” tuttora attuali di chi punta sulle persone anziane col solito refrain di “bisogni” da soddisfare;  tutti a base di richieste di soldi da anticipare per evitare conseguenze dannose. Meglio non far entrare in casa gli sconosciuti e, ancora meglio ascoltare senza prendere decisioni affrettate. L’unica decisione da adottare è quella di “far gente” oppure di chiamare subito Carabinieri o Polizia. Provvederanno loro a “soddisfare” le “esigenze” di chi propone revisioni di bollette, soldi di rimborso, guasti vari con tanto di “acqua rossa” o dispersioni del contatore.

Adesso poi che è in vigore la Legge sulla “legittima difesa“, utilizziamola, perbacco. Non è che si deve “far la guerra“, ma impedire a chi entra nella proprietà altrui di farla franca, si può; altro che ricorrere alle armi. Ce ne sono già troppe in casa, del tipo ….mattarello, vasi dei fiori, quadri, sedie, sgabelli, senza ricorrere ai “ferri da cucina”.

Facciamo adesso un’ammenda: eravamo scettici sulla validità della rotonda alla Coop, lungo il viale Duca d’Aosta, pensando agli ingorghi e agli incidenti. Dobbiamo ammettere che nulla di tutto ciò s’è verificato e, salvo qualche volta, il traffico fluisce correttamente; di casi atipici, non se ne verificano e chiunque si sente tutelato: pedoni, ciclisti, automobilisti. Vorrei che alla nostra “ammenda” ne seguissero altre. Ammettere un cambiamento di pensiero non è poi così grave.

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