Presentata la ricerca del CSTS della LIUC sui consumi lombardi
Varese e Bergamo: più consumi dove si produce di più

Conoscere i territorio significa meglio “comprenderlo” e vuol dire anche porre le corrette premesse per agire nel modo migliore e più efficace per valorizzarne al massimo le potenzialità e conseguentemente le prospettive di sviluppo...

Luciano Landoni

CASTELLANZA

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Conoscere i territorio significa meglio “comprenderlo” e vuol dire anche porre le corrette premesse per agire nel modo migliore e più efficace per valorizzarne al massimo le potenzialità e conseguentemente le prospettive di sviluppo. È questo, in estrema sintesi, lo scopo che si prefigge l’ultima ricerca in ordine di tempo realizzata dal Centro sullo Sviluppo dei Territori e dei Settori (CSTS) della LIUC Business School, diretto dall’economista Massimiliano Serati. Lo studio (illustrato dal ricercatore del CSTS Andrea Venegoni) è stato reso possibile dalla stretta collaborazione con UBI Banca.

La dettagliata “radiografia” dei 1.531 comuni della Lombardia permetterà agli operatori ecomico-finanziari della regione di definire il potenziale di consumo nei territori e le prospettive di sviluppo nel contesto regionale lombardo. “Avere a disposizione la profilazione dei consumatori – ha detto Riccardo Comerio, presidente della LIUC-Università Cattaneo – è molto importante per tutti: studiosi, studenti, imprese, banche”.

“I dati geolocalizzati permettono di orientare le azioni”, gli ha fatto eco il responsabile di UBI Banca della macro area territoriale Bergamo e Lombardia Ovest, Luca Gotti. Andrea Venegoni ha fornito ai numerosi partecipanti al seminario tecnico che hanno (quasi)gremito l’auditorium dell’ateneo di Castellanza le opportune chiavi di lettura dello studio: il potenziale di consumo dei residenti, il potenziale di consumo dei pendolari e il potenziale di consumo dei turisti. Le tre componenti sommate fra loro definiscono il potenziale di consumo del territorio.

Particolarmente interessante il focus relativo alla dimensione anagrafica in rapporto ai comportamenti di spesa: le tre province più giovani (18-35 anni) nell’ordine risultano essere Bergamo, Brescia e Milano con una propensione al consumo inferiore del 2% in confronto alla popolazione adulta (35-65 anni) che vede primeggiare la provincia di Bergamo, seguita da Monza e Brescia.

La popolazione over 65, insediata particolarmente a Pavia, Cremona e Lecco, dimostra una propensione al consumo inferiore del 13% rispetto a quella adulta. La provincia di Varese si colloca in una posizione sostanzialmente mediana in rapporto  alle tre categorie anagrafiche, con però una certa prevalenza della popolazione over 65. La ricerca fornisce una vera e propria miniera di dati relativamente al potenziale di consumo “pendolare” e “turistico”. Considerando poi il dato complessivo, il potenziale di consumo si distribuisce in maniera abbastanza uniforme sul territorio regionale; si registrano tuttavia valori più alti per tutta la fascia pedemontana e per le province a maggiore vocazione turistica.

“Si può notare – ha osservato Andrea Venegoni – come le province di Brescia e Como, grazie alla componente di domanda legata al turismo, si posizionino immediatamente sotto Milano superando Monza Brianza e Bergamo”. Il potenziale di consumo “residenziale” si concentra nelle province più “ricche”: al primo posto c’è ovviamente Milano, segue Monza Brianza e subito dopo Varese (leggermente superiore a Bergamo). “Se ci concentriamo sulle province di Varese e Bergamo – ha aggiunto Andrea Venegoni – i fattori che maggiormente influenzano la dinamica del ciclo dei consumi paiono essere legati a dinamiche produttive”.

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