TRADIZIONI
Vecchiaia e gioventù

Gianluigi Marcora

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Succede anche questo: per trovare un appiglio di attacco, di fronte a una lite di vecchiaia si tira in campo una colpa commessa all’epoca della prima comunione. Il pretesto è la Boldrini con le sue dichiarazioni e la “colpa” venuta a galla con le disquisizioni del PD (come ha ben evidenziato il nostro Canetta nel suo servizio che pubblichiamo).

Per un confronto tra “vecchiaia e gioventù” tiriamo in ballo Alberto Cassarri illustre esponente del PCI e Vittorio Celiento all’epoca del PSI sino a Gilberto Squizzato che di quel PCI fu un illustre esponente. Per dire che? Il chiasso fatto dalla Presidente della Camera, Laura Boldrini è spropositato per la goliardata dei Giovani Padani. Spropositato pure l’intervento di Gilberto Squizzato, collega esimio che stimo. Matteo Sabba invece si è limitato a registrare le Tradizioni Bustocche evidenziando l’effetto di un’azione “del popolo della risata di fronte al ridicolo“.

Non sono d’accordo sulle dichiarazioni di Squizzato. Busto Arsizio non è la “città delle contraddizioni“. Lo dice la Storia. Semmai, caro Gilberto “Busto Arsizio è la città che propone ogni tipo di evoluzione“. L’ha fatto e lo fa in ogni campo della vita sociale; dall’Economia, alla Cultura, alla vita sociale, addirittura anticipando gli eventi: dalla venuta a Busto di Mussolini sino alla mancata elevazione di Busto Arsizio a Provincia. Sul fronte “città dalla forte componente fascista e xenofoba” non ci sto soprattutto “di fronte alle tante esperienze di Resistenza e Antifascismo” altrimenti – Gilberto – che ci sta a fare la decorazione di Busto Arsizio con Medaglia di Bronzo al valore civile?

Vero che “la Lega è nata qui“, ma di quale Lega vogliamo parlare? quella di Bossi o quella di Salvini? quella del “prima il Nord” o quella della Lega che ingloba il Sud?. Vero che il Consiglio comunale ha votato il divieto dello “sbarco dei profughi“, ma quando il Ministro Minniti (PD) ha “regolamentato” il flusso dei migranti, anche la città s’è adeguata e lo sai il perchè? Busto esige organizzazione e chiarezza e vuole pure una disciplina fra gli immigrati, anche quando combinano guai come del resto s’è visto in questi tempi con spacconate incredibili (un nudo che scorrazza in giro – ubriacature diurne e notturne – resti di rifiuti in ogni dove – suppellettili rotte) che a Busto Arsizio si fa fatica…. tanta fatica a tollerare; altro che xenofobia!

La frase di Matteo Sabba “per continuare ad essere antifascisti, bisogna trovare a ogni costo dei fascisti” fa pure meditare. Cassarri e Celiento avevano una precisa opinione sul caso; gli antifascisti odierni chi sono? Lo è il Pd? Lo è il M5S? Lo è la Lega (Nord o Sud o Nazionale)? Lo sono le Liste che compongono l’attuale Assise comunale? oppure tutto s’è affievolito? La “Memoria” poi occorre difenderla: sempre!

Il “falò” dei Giovani Padani sarebbe rimasto nell’ alveo della goliardata (come s’è fatto sempre, secondo Tradizione) e la Presidenta (le piace Boldrini?) avrebbe dovuto fare quel che han fatto gli altri Politici messi alla berlina. Avrebbe ottenuto qualche voto in più e qualche disprezzo in meno. E chi ha fatto la “soffiata” all’Ansa ha agito come quel tale che “per non darlo alla moglie, zac l’ha dato al gatto“. Suvvia, On. Boldrini, siccome noi a Busto Arsizio rispettiamo le Istituzioni, non si permetta più di dire al Sindaco, Emanuele Antonelli e ai Bustocchi di togliere dalle Tradizioni la Gioeubia. Altrimenti, da discendenti Liguri opteremo per un’enclave libera e cercheremo un’alleanza con la Liguria e non più col resto d’Italia.

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