ESEMPI TRASCINANTI PROTAGONISTI DELLA SERATA DEL 18 NOVEMBRE
Vicino alle popolazioni colpite dal terremoto

Luciano Landoni

Pubblicato il:

Stampa questo articolo

BUSTO ARSIZIO – Non c’è due senza tre. E il quattro vien da sé. Con Alekos Recchia concludiamo la carrellata di presentazione degli ospiti (esempi trascinanti) che interverranno alla cerimonia di premiazione del premio letterario “Mille e… Una STORIA”. L’appuntamento con la serata di gala, organizzata dal nostro giornale, è per le ore 21 di venerdì 18 novembre, Sala Tramogge dei Molini Marzoli.
 
Vicino alle popolazioni colpite dal terremoto
 “Quando mia madre mi ha detto che intendeva partire con le Brigate Solidarietà Attiva per aiutare le popolazioni colpite dal terremoto del 24 agosto, ho pensato che non potevo starmene a casa e ho deciso di accompagnarla. Insomma, non ho protestato e mi sono aggregato”.
Alekos Recchia, 15 anni, studente della 2^ classe del Liceo Artistico e Coreutico “Candiani” di Busto Arsizio, si esprime con chiarezza e assoluta pacatezza.
Quasi fosse un gesto scontato, partire per dare una mano nelle zone terremotate del Centro Italia rischiando la propria vita.
Il sisma del 24 agosto ha mietuto 298 vite e alla fine di ottobre la terra, da quelle parti già così martoriate, ha ripreso a tremare.
“Mi trovavo in Spagna per una vacanza, sono tornato in Italia ai primi di settembre e dopo una paio di giorni sono partito”, precisa Alekos.
 
Dove sei andato con le Brigate Solidarietà Attiva?
“Siamo arrivati a San Cipriano, vicino ad Amatrice. C’era tanta gente fuori di casa e in molti casi la casa era ridotta ad un cumulo di macerie. C’è da dire che nemmeno la Protezione Civile in alcuni luoghi era riuscita ad arrivare. E’ proprio lì che abbiamo cercato di indirizzarci portando dell’acqua, della pasta, dell’olio …”.
 
Esattamente, dove siete intervenuti?
“A Terracino, un borgo di 20 persone. Li abbiamo aiutati a ‘sistemarsi’ nei camper e sotto le tende”.
 
Avevi paura?
“No, paura mai! Ho provato tantissima tristezza. Ricordo la signora Santina, la sua disperazione per la morte della figlia a causa del crollo del campanile di Accumoli. Ricordo Oriana che sognava i suoi genitori morti. Ricordo una ragazza della mia età che aveva perso la mamma. Tutti avevano bisogno di tutto, ma in particolare avevano bisogno di essere ascoltati da qualcuno!”.
Alekos Recchia, 15 anni, un esempio trascinante di solidarietà concreta nei confronti del prossimo.
 

Copyright @2016