Giovane albanese costretta a vivere un incubo
Violentata e maltrattata per dieci anni da marito e suoceri aguzzini

Una storia di violenza tra le mura di casa è stata bloccata dai carabinieri con il fondamentali aiuto delle operatrici di Eva Onlus e dei Servizi Sociali. Il Gip di Busto ha disposto l’arresto del marito orco, albanese di 35 anni, e l’allontanamento dei suoceri, complici e persecutori a loro volta

Busto Arsizio

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I carabinieri della Compagnia di Busto Arsizio, ed in particolare i militari della stazione di Cassano Magnago, competenti per il luogo di residenza della vittima di questa vicenda, hanno posto fine alla tragica e grave situazione in cui è stata coinvolta, almeno per dieci anni, una giovane albanese.

Ad aprile la donna, dopo un decennio di abusi, è riuscita, tramite una “terza” persona entrata per ragioni professionali in contatto con il nucleo familiare, a far arrivare la notizia dei persistenti maltrattamenti nei suoi confronti. Attraverso uno “stratagemma” i carabinieri, le operatrici dell’Associazione Antiviolenza “Eva Onlus” e dei servizi sociali sono riusciti a raccogliere un primo racconto della donna che, convivente con il marito albanese, i loro figli minori ed i genitori dell’uomo, ha riferito la tragica e gravissima situazione che viveva quotidianamente da un decennio.

La giovane veniva abitualmente insultata e denigrata dal marito e dai suoceri, anche davanti ai figli ed era impotente di fronte alle offese nei confronti degli stessi minori, sfociate spesso in percosse anche da parte dei nonni per il solo scopo di incutere sofferenze alla madre. La giovane era costretta ad adempiere a tutte le faccende domestiche, che di fatto hanno determinato un rapporto “domestica-padroni”; era inoltre priva di qualsivoglia disponibilità economica e costretta a chiedere denaro, anche pochi euro, al marito e ai suoceri, per soddisfare le proprie esigenze personali e vittima di reiterati episodi di violenza sessuale, di continue minacce di morte rivolte ai figli e di atti di denigrazione che, in particolare i nonni, costringevano a far fare ai nipoti nei confronti della madre (in una circostanza obbligando il figlio minore a gettare sassi contro la stessa madre in segno di disprezzo).

Tutte situazioni avvenute nell’arco del decennio e in periodi in cui la giovane donna era pure in stato di gravidanza. Per tutte queste ragioni, i carabinieri di Cassano hanno dato esecuzione ad una ordinanza di applicazione di custodia cautelare in carcere nei confronti del marito (un 35enne, albanese, muratore), indagato per violenza sessuale e maltrattamenti in famiglia. Mentre i suoceri di 68 e 60 anni, complici e persecutori a loro volta, sono stati allontanati dalla casa familiare ed è stato imposto loro il divieto di avvicinamento alla parte offesa.

Il provvedimento, emesso dal Gip del Tribunale di Busto Arsizio, ha recepito integralmente l’esito dell’attività indagine svolta dai carabinieri, con il fondamentale aiuto dei servizi sociali e delle operatrici di Eva Onlus che hanno fornito pieno supporto alla vittima. La giovane donna ed i minori sono stati collocati in una struttura protetta.

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