Visita a Giancarlo Amadeo

Ho fatto visita all’amico Giancarlo Amadeo: sotto Natale era stato poco bene. Ora si è ripreso e mi ha concesso un bel po' di tempo per riandare alla nostra vecchia amicizia

Giorgio Giacomelli

Busto Arsizio

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Ieri ho fatto visita all’amico Giancarlo Amadeo: sotto Natale era stato poco bene. Ora si è ripreso e mi ha concesso un bel po’ di tempo per riandare alla nostra vecchia amicizia, alle tante battaglie da Lui vissute sul campo da TIGROTTO vero, al primo impatto con Gigi Meroni, da Lui giudicato, al volo, autentico fuoriclasse. In giro non si è saputo niente, me l’han riferito un paio di amici seri, fedeli come sempre. Non è per voglia di polemica ma nel calcio si gioca ancora con dieci giocatori davanti al portiere, sistemati secondo caratteristiche proprie atte a superare ogni esigenza della gara. Il mio riferimento, da allenatore, rimane l’Albè del Giana, con bel sette ancora in pagella lunedì scorso dopo il 3-1 rifilato al Pontedera. Giancarlo, nella veste di allenatore, ha lavorato molto e duramente sul campo per oltre vent’anni, con intenti pratici simili al citato Albè. Ѐ stato positivamente giudicato altrove, ma a Busto non gli è mai stato concesso il diritto di prova. Felice Musazzi rimane indimenticabile per il suo celebre “và là batèl cà sem su tuti”. Una riproposizione in chiave bustocca riproporrebbe “và là batèl dumà par un quai voeun”.

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