DALL'ASST VALLE OLONA IL RACCONTO DI UNA VICENDA A LIETO FINE
“Una vita salvata grazie alla provvidenziale catena del soccorso”

È la storia di Roberto, colto da un malore mentre era a casa, e salvato grazie ad una efficiente catena della sopravvivenza, a partire dall'intervento prezioso della moglie Wanda e dal tempestivo lavoro di squadra dei soccorritori

Silvia Bellezza

BUSTO ARSIZIO

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Un’efficace “catena del soccorso” può fare la differenza e salvare una vita. È una vicenda a lieto fine, quella raccontata questa mattina all’ospedale di Busto Arsizio, una testimonianza di quanto provvidenziale e fondamentale sia il lavoro di squadra, in situazioni di grave emergenza dove è in gioco la sopravvivenza.

Protagonista è il signor Roberto Porta Maffè, un 73enne che lo scorso 6 settembre è stato colto da un malore, in casa sua, a Sesto Calende. È proprio lui (al centro della foto, con barba e capelli bianchi), ancora emozionato ma con un bel sorriso, a ripercorrere quei drammatici momenti: “Mi trovavo in garage quando all’improvviso mi sono accasciato al suolo. Erano presenti mia moglie Wanda e suo fratello. Dopo pochi attimi, mia moglie ha iniziato a praticarmi il massaggio cardiaco, supportata telefonicamente da un infermiere della Soreu Laghi”. La catena del soccorso è iniziata proprio in quei minuti, con l’intervento tempestivo e prezioso della moglie di Roberto, Wanda Benedetti che in quegli attimi concitati ha avuto la giusta intuizione.

Dopo pochi minuti, sono arrivati i soccorritori, “angeli custodi”  che hanno proseguito il massaggio cardiaco, iniziando la ventilazione artificiale, e utilizzando il defibrillatore, con ben nove scariche. L’infermiera del 118 Angela Cirigliano ha somministrato farmaci per via endovenosa, seguendo l’algoritmo assistenziale e infermieristico, in contatto con il medico della Soreu. Grazie anche all’aiuto di tre soccorritori del Corpo dei volontari dell’ambulanza di Angera, giunti sul luogo in tempi strettissimi,  il cuore dell’uomo ha finalmente ripreso una valida attività dopo ben 50 minuti di attività di rianimazione. Il medico del mezzo avanzato di Gallarate ha quindi  accompagnat  Roberto, in codice rosso, all’ospedale cittadino.  Il tempestivo intervento di Wanda e dei soccorritori, è risultato determinante per scongiurare nell’immediatezza il verificarsi di più gravi conseguenze.

Il paziente è stato quindi ricoverato in Rianimazione; è stata successivamente eseguita una coronografia urgente, dall’esito è stata riscontrata un’importante disfunzione ventricolare sinistra ma non vi è stata necessità di intervento di rivascolarizzazione. Dopo il pieno recupero neurologico, Roberto è stato trasferito in Unità Coronarica e poi in Cardiologia dove gli è stato impiantato un defibrillatore biventricolare in grado di sopprimere eventuali tachicardie ventricolari maligne e ripristinare l’attività elettrica cardiaca.

“L’evoluzione è stata ottima. Già il giorno dopo il malore Roberto era cosciente, incredulo dell’accaduto ma è stato subito rassicurato. Il suo risveglio è stato un momento emozionante”, ricordano i medici che hanno fatto parte di questa efficace  “catena del soccorso”: Guido Garzena, responsabile AAT 118, Varese e Alto Milanese, nonché responsabile Cur Nue 112 Varese, Ivano Calco, direttore dell’Unità Operativa di Cardiologia dell’ospedale di Gallarate, Giovanni Cianci, Stefania Falcone e Daniela Orsida, cardiolologi dell’ospedale di Gallarate. Così, dopo 14 giorni di ricovero, Roberto ha fatto ritorno a casa: dovrà solo seguire per il futuro un programma di follow up cardiologico e ambulatoriale.

Il dottor Garzena ha sottolineato la provvidenzialità della Catena di Soccorso: “È la dimostrazione lampante che tutti gli anelli della catena sono davvero imprescindibili”. Per questo è consigliabile, per tutti, apprendere tecniche di primo soccorso fondamentali in casi come questi: “Esistono centri di formazione, il mio consiglio, per chi fosse interessato,  è quello di rivolgersi alle agenzie di soccorso che li organizzano”, aggiunge Garzena. Eugenio Porfido, direttore della Asst Valle Olona ne ribadisce l’importanza: “Mio figlio ha appena frequentato un corso. È davvero utile per le nuove generazioni, lo dimostrano episodi come questi”.

Commossa la direttrice sanitaria della Asst Valle Olona, Paola Giuliani: “Grazie a Roberto che non ha mai mollato e ad una catena davvero ‘pazzesca’. È una situazione in cui l’uomo incontra se stesso ed intuisce un disegno più grande. È una bellissima storia per questo periodo di feste, con fiducia possiamo augurare Buon Natale a tutti”.

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