Viva la scuola!

Scuola, che passione! Affrontiamo l'argomento con un sorriso. Si sa; la Scuola è un problema, ma è bene guardare il problema stesso con un pizzico di fantasia e anche di .... nostalgia

Gianluigi Marcora

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Scuola, che passione! Affrontiamo l’argomento con un sorriso. Si sa; la Scuola è un problema, ma è bene guardare il problema stesso con un pizzico di fantasia e anche di …. nostalgia.

Abbiamo preso spunto dalla foto pubblicata, per ribadire che a scuola (una volta) si andava rigorosamente a piedi e solo qualcuno poteva permettersi la bicicletta; salvo Gabotti Anselmo che, a scuola veniva accompagnato da mamma e da autista in livrea, a bordo di una scintillante Mercedes.

Visto poi che non c’erano altre vetture in giro e la strada delle Scuole “Ezio Crespi” a Busto Arsizio, non era asfaltata, figuratevi la cura dell’autista nel dovere non inzaccherare la vettura. Noi ragazzi assistevamo alla scena: l’autista stoppava la vettura davanti alla scuola, scendeva e apriva la portiera a “madame” che era la mamma di Anselmo. Donna bellissima coi capelli neri corvini affusolati dietro alla nuca; tailleur sempre diverso di giorno in giorno, con accessori in tinta. Donna Gabotti era truccata all’inverosimile e, per quel tempo era davvero qualcosa di spettacolare. Viso ovale, sopracciglia composte e uniformi, fard sulla faccia e rossetto quasi mai delicato….ovviamente a far da “pendant” con tutto il resto.

L’autista, dopo il “rito” con la signora padrona, apriva la portiera anteriore della vettura; quella dietro al passeggero. Così ho capito che il posto principale della vettura è proprio quello dietro al passeggero. Non quello a fianco dell’autista e nemmeno quello dietro all’autista.

Anselmo scendeva dalla vettura, col suo sguardo incredulo tra il serio ed il faceto. Secondo me, non sapeva se dare ascolto a mamma che lo voleva ….austero e quasi di “razza superiore” o dare ascolto a noi che non cessavamo mai di rimproverargli la ….diversità. Anselmo aveva la giubba nera tirata a lucido, quasi sempre nuova ed il colletto inamidato, d’un bianco che …”più bianco non si può”. Aveva poi un nastro rosso vivo che (forse) per la scuola era di …ordinanza, ma che tutto il resto della classe, non portava.

Per dirla tutta, la maggioranza di noi era “conciata” come le bimbe in foto e la mamma, lavava la giubba una volta la settimana (di solito al sabato; per darmi poi la giubba pulita il lunedì mattina).

Alle Elementari, a scuola si andava a piedi; di mattina e di pomeriggio, salvo il giovedì e la domenica. Mai soli e, come minimo si era in quattro o cinque…giocando, facendoci dispettucci, pensando ai giochi dopo il …. dovere scolastico. c’era allegria, condivisione …. non esistevano pericoli: pochissime vetture e meno che meno “farabutti” a fare giochi sporchi per la strada.

E ora un aneddoto: Egidio ed Enrico erano i più …grandi, poi seguivano i piccoli. Egidio aveva l’incombenza di fermarsi a prendere il pane per casa. Il sacchetto era capiente, ma la fame di tutti era …tanta. Egidio, poi aveva un buon cuore. Noi (approfittatori innocenti) gli chiedevamo un pezzo di pane ed Egidio era pronto ad aiutarci. Fatto è che per qualche giorno, Egidio manteneva la ….tradizione. Poi, sua mamma, la signora Maria (grande donna) decise di andare lei dal panettiere, togliendo l’incombenza a Egidio. Era un ….caso?

Lo stupore di quel tempo, lo provammo quando il Comune fece asfaltare via Castelfidardo. “Controllavamo” i lavori giorno per giorno, mentre la via Arnaldo da Brescia mostrava il suo aspetto …pieno di polvere. Lasciatemi dire che, il primo giorno di scuola, tutti i bambini erano accompagnati dalle loro madri. Io no! La mia Pierina era ricoverata in ospedale. Avevo sentito una parola nuova: fibroma e non ne conoscevo il significato. So che mi accompagnò lo zio. So che ingoiai il pianto senza parlare e ….me lo ricordo tuttora. Anche per l’abbraccio che la mia Pierina mi fece, quando la andai a trovare, all’ospedale.

A vedere la faccenda così, sembra di andare a ritroso nel tempo, per secoli….ma è una vicenda dell’altro ieri. Viva la Scuola!

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