Una piccola industria che crede nel domani e nei giovani: Cibitex Srl
“Vogliamo vedere più verde in un futuro sempre meno roseo”

Cibitex Srl, fondata da Giovanni Cortiana nel 1975, è una realtà industriale hi-tech che si è saputa conquistare una posizione importante sia in Italia che all’estero nel settore della costruzione di macchinari e impianti per la nobilitazione tessile

Luciano Landoni

SOLBIATE OLONA

Pubblicato il:

Stampa questo articolo

Cibitex Srl, fondata da Giovanni Cortiana nel 1975, è una realtà industriale hi-tech che si è saputa conquistare una posizione importante sia in Italia che all’estero nel settore della costruzione di macchinari e impianti per la nobilitazione tessile.

Il mantra aziendale di Milena e Marco, figli del fondatore che è scomparso nel 2015, si identifica in due obiettivi gestionali strettamente intrecciati fra loro: smart factory e green economy.

“Vogliamo vedere più verde in questo futuro sempre meno roseo”, dice Milena Cortiana.

Uno slogan che non è soltanto uno slogan, ma una precisa scelta di strategia imprenditoriale.

“Siamo in crescita e quindi in controtendenza positiva in confronto all’andamento del sistema industriale nazionale.  Quest’anno chiuderemo il bilancio con un fatturato di oltre 5 milioni di Euro, nettamente meglio rispetto al 2018. I nostri impianti per il finissaggio tessile, con la nuova linea operativa digitalizzata che abbiamo chiamato Easyline, hanno conquistato i principali mercati internazionali: Pakistan, Bangladesh, Turchia, Stati Uniti, Brasile, Uzbekistan, solo per citarne alcuni. Abbiamo sempre puntato – spiega Milena Cortiana – su innovazione e qualità e i nostri macchinari si distinguono per il loro impatto zero sull’ambiente. Il che significa bassi consumi d’acqua e dimensioni sempre più ridotte: meno inquinamento e sempre più Industria 4.0”.

“Per noi la filosofia green, applicata all’attività industriale, – rincara la dose Marco Cortiana – è una cosa seria e ci siamo attrezzati di conseguenza. I risultati concreti, cioè le risposte provenienti dal mercato globale, ci stanno premiando”.

Della serie: il settore tessile ha ancora un futuro, si tratta di … conquistarlo?

“Certamente sì! L’importante è riuscire a fare sistema, come si dice, mettendo insieme le eccellenze produttive del territorio che sono veramente tante. Non dimentichiamoci – sottolinea con forza Milena Cortiana – che la nostra provincia è stata una delle culle del tessile-abbigliamento italiano. Certe tradizioni devono essere rilanciate: più investimenti, più sistema, più gioco di squadra. Noi ci crediamo veramente e, come ha detto mio fratello, ci comportiamo di conseguenza. Ci piace pensare che il rinascimento tessile sia un’opportunità concreta. Certo, c’è bisogno di tanta volontà, di tanta formazione e di tanta fiducia nei giovani”.

Ossia, più nello specifico?

“Ciò che va migliorato nel nostro Paese sono orientamento scolastico e formazione. Nel mondo tutto cambia a una velocità impressionante e la formazione, che deve essere permanente, diventa così una specie di fondamentale scudo protettivo per il mondo del lavoro. Gli imprenditori devono considerare la formazione un investimento strategico, mentre i lavoratori non devono sentirsi mai arrivati. Tutti, nessuno escluso, devono essere sempre pronti ad accrescere le proprie competenze. La cosiddetta fabbrica intelligente – aggiunge Milena Cortiana – ha bisogno delle menti d’opera adeguate. L’ideale, all’interno delle aziende, è affiancare il personale esperto ai neo-assunti. Entrambi, sia il dipendente senior sia quello junior, ne ricevono dei benefici: il primo è stimolato dal secondo e quest’ultimo può attingere al bagaglio esperienziale del collega più esperto. Lavorare insieme è sempre un successo”.

Dalle parole ai fatti, anzi, alle persone giovani.

Milena e Marco ci presentano due giovani ingegneri del Politecnico di Milano, Ivan Torresin (29 anni) e Massimo Colombo (30 anni), assunti a tempo indeterminato in Cibitex dopo uno  stage aziendale.

“Lavorando qui ho potuto constatare come anche nelle piccole imprese si faccia ricerca. Personalmente – afferma Massimo Colombo – cercavo una realtà industriale che mi facesse vedere l’evolversi dell’intero progetto di lavoro, compreso il confronto con il cliente finale. In Cibitex ho trovato il contesto ideale”.

“Aggiungo che qui il dialogo fra progettazione e produzione è continuo. Si tratta – precisa Ivan Torresin – di un aspetto fondamentale perché attraverso questo legame chi progetta riesce a fare al meglio il proprio mestiere potendo avvalersi delle preziose indicazioni di chi produce. Alla fine, l’intero processo operativo nel trae giovamento e la qualità aziendale, oltre allo spirito innovativo, aumentano costantemente”.

“La cosa bella – dice Massimo Colombo – è che mi sento veramente parte di una squadra!”.

“Concordo in pieno. Fare parte di una squadra – commenta Ivan Torresin – valorizza la posizione del singolo. Puoi ascoltare i problemi e le esigenze del tuo collega e, alla fine, reciti insieme e insieme si raggiungono i traguardi più ambiziosi”.

Come vivete il futuro?

“Come una sfida. Uno stimolo continuo a superare gli ostacoli del presente”, risponde Massimo.

“Ci vuole passione, se c’è quella non hai paura del domani. Noi giovani ci sentiamo frizzanti e sentiamo bisogno di avere dei punti di riferimento, un faro mediante il quale orientarci. Tutto questo, in Cibitex, c’è”, replica Ivan.

Il nostro sistema Paese, soprattutto per i giovani, non sembra essere l’ideale; voi come lo giudicate?

“Una sorta di caos creativo che necessita di un minimo di razionalità con cui veicolare il cambiamento”, è il parere di Massimo.

“E’ vero, ci sono tanti problemi e relativamente poche soluzioni. La cosa importante è avere la libertà di pensare e di darsi delle regole prima che siano degli altri ad importele”, è l’opinione di Ivan.

“Nei momenti difficili è inutile dire: te l’avevo detto; bisogna sempre dire: io ci sono”, concludono Milena e Marco Cortiana.

Copyright @2019