MILLE E... UNA STORIA - 2013
Vorrei vivere in un Paese…

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BUSTO ARSIZIO – Futuro, speranza e tanti sogni, accompagnati però dall’analisi della situazione reale. Per poter avere una chance di concretizzare i propri desideri bisogna avere i piedi saldamente piantati per terra: questi gli ingredienti principali della serata di premiazione della quarta edizione del premio letterario “Mille e… Una storia”, tenutasi in una sala Tramogge gremita di pubblico ai Molini Marzoli a Busto Arsizio.
“In un periodo in cui tutti fanno un gran parlare di giovani e della necessità di affidarsi a loro per costruire un domani migliore, noi cerchiamo di fare qualcosa di concreto per aiutarli, per restituire loro quel futuro che le nostre generazioni hanno rubato – ha esordito Gianluigi Marcora, direttore responsabile della rivista e quotidiano online l’[email protected] – Al nostro fianco in questa missione ci sono ormai da quattro anni i dirigenti scolastici e i professori degli istituti della zona, ma anche aziende di alto profilo del nostro Territorio. Ci gratifica enormemente vedere come tanti imprenditori abbiano aderito alla nostra iniziativa, contribuendo alla scoperta e alla valorizzazione di nuovi talenti. A tutti loro va il nostro sentito ringraziamento, come pure al Comune di Busto Arsizio, all’Accam e alla Fondazione Comunitaria del Varesotto, che hanno colto il valore sociale e culturale del premio e ci hanno concesso il patrocinio. Quella di oggi è la festa dei giovani e per i giovani”. Il Direttore ha evidenziato il disagio di dover sospendere a fine anno la rivista (cartacea), dovuto alla crisi economica e (forse) all'indifferenza, come è apparso nella prima vignetta di Tiziano Riverso.
 
 
E la premiazione, cuore dell’evento, ha avuto inizio proprio con un gruppo di giovanissimi: i primi a ricevere un riconoscimento sono stati Oscar Camagni, di sette anni, autore di “Il mio sogno”, accompagnato dalla mamma Romina Cristallo, e i bambini della scuola dell’infanzia San Cirillo di Busto Arsizio, che hanno scritto con le loro educatrici, rappresentate alla serata da Laura Toia e Antonella Di RenzoNel paese di minestrone”, un racconto che è già stato trasformato in uno spettacolo teatrale rappresentato dai piccoli creativi per la gioia di genitori e nonni.
Oscar ha ricevuto una valigetta con tutto il necessario per dipingere, disegnare e colorare e la sua mamma una copia del libro “Eccomi” di Gianluigi Marcora, mentre ai bimbi della scuola San Cirillo sono andati 11 palloni-mappamondo, 20 confezioni di pastelli a cera e 20 copie di "Tepy… Una favola vera!", racconto per bambini pubblicato da GMC Editore.
 
 
Oscar Camagni, sette anni, il più giovane autore partecipante al Premio con la mamma Romina Cristallo.
 
 
Bambini in rappresentaza della Scuola dell’Infanzia San Cirillo di Busto Arsizio,
accompagnati dalle loro educatrici, Laura Toia e Antonella Di Renzo.
 
VORREI VIVERE IN UN PAESE…
 
“Il tema dell’edizione 2013 del premio è “Vorrei vivere in un Paese…” e ciascuno dei partecipanti ha completato questa affermazione con la sua personale visione del futuro. I protagonisti di questo futuro sono ovviamente i giovani, quindi l’evento di questa sera è nato da loro, per loro e con loro – è intervenuto Luciano Landoni, giornalista de l’[email protected] che ha presentato con Gianluigi Marcora la serata – Per questo abbiamo invitato una serie di ospiti che hanno dimostrato nei fatti di saper seguire i loro sogni e che ci racconteranno com’è possibile concretizzarli. Si tratta di tre scrittori under 40 della nostra Provincia che sono riusciti a vedere pubblicati i loro libri, di alcuni degli studenti che hanno vinto le precedenti edizioni di “Mille e… Una STORIA” e anche degli imprenditori che ci sostengono. A modo loro sono senz’altro dei sognatori, capaci di trasferire nella complessa realtà del mercato la loro visione. Alla loro generosità e lungimiranza si deve lo sviluppo e la continua crescita del nostro progetto, di cui potete toccare con mano i risultati”.
A tutti i partecipanti alla serata è stato infatti donato il volume “Mille e… Una STORIA – Raccolta di Racconti”, nel quale sono confluiti i migliori elaborati che hanno concorso alla quarta edizione del Premio Letterario.
In ogni copia del testo è contenuta una cartolina che consente di partecipare al concorso “Vota e Vinci”: ai lettori basterà indicare il proprio racconto preferito e spedire la cartolina alla redazione de l’[email protected] entro il 31 marzo 2014. L’autore del racconto più votato riceverà un premio di 200 euro e tra i lettori votanti ne verrà estratto uno che riceverà un riconoscimento di pari importo.
“Oltre ai tradizionali riconoscimenti per la categoria dei Lettori e per quella degli Studenti, quest’anno è stato introdotto un Premio Speciale del valore di mille euro voluto dall’ingegner Mario Borri della New Tech Targets – ha spiegato Landoni – e anche i ragazzi segnalati con le Menzioni di Merito riceveranno una borsa di studio in denaro”.
 
 
È toccato poi al direttore Gianluigi Marcora presentare la Giuria che ha avuto l’arduo compito di scegliere i migliori racconti tra tutti quelli pervenuti: Loredana Vaccani, direttrice della biblioteca civica di Busto Arsizio; Mauro Luoni, responsabile dell’area Immagine e comunicazione dell’Unione degli industriali della provincia di Varese; Paolo Iervese, professore di Storia e filosofia e psicologo cognitivista; Mario Borri, imprenditore e presidente della New Tech Targets (NTT) e Carola Candiani, studentessa vincitrice del premio speciale “Mille e… Una storia” edizione 2011.
Il primo riconoscimento dell’edizione 2013 del premio – il Premio Speciale voluto da NTT – è andato a ELISA RIZZO di Cairate, studentessa dell’ITE “Enrico Tosi” di Busto Arsizio, per il racconto “Un futuro da girasoli”. La ragazza è stata premiata da Mario Borri e dalla vicepreside dell’istituto Maria Rosaria Ramponi.
 
 
Premio Speciale a ELISA RIZZO di Cairate, studentessa dell’ITE “Enrico Tosi”.
 
LA PREMIAZIONE DEI LETTORI E LA RINASCITA DELLA BORAGNO
 
La serata è entrata nel vivo con la premiazione della categoria dei Lettori: il Vincitore è RAFFAELE AIANI di Busto Arsizio con “La partita”, premiato da Francesca Boragno con la “busta d’oro” da mille euro, un diploma commemorativo della serata e una statuetta dell’Oscar.
Il Secondo premio – di 500 euro – è stato assegnato per “I nomi dei fiori” a Sara Simoni di Samarate, che ha ricevuto anche una targa in cristallo e un diploma dalle mani di Mario Borri, mentre Lorena Crippa di Busto Arsizio con “Il paese che c’è” si è aggiudicata il Terzo premio da 250 euro con una targa di cristallo e un diploma ed è stata premiata da Ugo Amore della ditta Amore Rappresentanze e da Fausto Gazzardi del Tacchificio Villa Cortese.
 
 
RAFFAELE AIANI Vincitore nella cat. Lettori.
 
 
SARA SIMONI – 2a classificata.
 
 
LORENA CRIPPA – 3a classificata.
Tutti i vincitori hanno ricevuto i complimenti di Francesca Boragno, membro della giuria di “Mille e… Una storia” per le prime tre edizioni e oggi impegnata nel rilancio della libreria di famiglia, da sempre uno dei punti di riferimento del mondo della cultura di Busto Arsizio. Costretta alla chiusura qualche mese fa a causa della crisi, oggi Boragno è tornata all’attività grazie alla generosità di un gruppo di lettori e cittadini che sostengono economicamente il progetto.
“Tanto l’iniziativa che coinvolge la mia libreria quanto il premio letterario promosso da l’[email protected] dimostrano che l’intraprendenza e la voglia di fare consentono di superare le difficoltà del momento che stiamo attraversando – ha detto Francesca Boragno – Stiamo realizzando qualcosa di unico e di concreto, lasciandosi trascinare dalla passione per il nostro lavoro e dalla speranza per il futuro. Per questo siamo legati”.
Del resto – come ha ricordato il vignettista Tiziano Riverso, tra gli ospiti della serata – una libreria che (ri)nasce è simile a un fiore che spunta nel cemento e rappresenta un motivo di speranza per il futuro.
 

Stima e auguri a Francesca Boragno da parte del direttore, Gianluigi Marcora e del satiro, Tiziano Riverso.

LA PAROLA AI GIOVANI SCRITTORI DEL TERRITORIO
 
Speranza alimentata dalle parole e dall’esempio concreto dei tre scrittori che hanno animato la serata: Laura Orsolini di Fagnano Olona, che ha recentemente pubblicato per la casa editrice  “La memoria del mondo” il romanzo “L’alba si portò via la notte”, ispirato alla storia vera della giovane Teresa, che nel 1927 lascia la sua casa di Gallarate per cercare fortuna a Mogadiscio; Davide Roma, che ha iniziato scrivendo i testi delle canzoni della band del suo liceo a Gallarate e oggi è l’autore di “Il bacio di Jude”, primo volume di una trilogia fantasy edita da Sperling e Kupfer; e Antonio Spinaci di Busto Arsizio, che dopo aver frequentato il corso di scrittura creativa di Raul Montanari a Milano ha debuttato in libreria con “Comodo, silenzioso, vicinanze metrò”, storia surreale e ai limiti del grottesco pubblicata da Betelgeuse Editore.
Tutti e tre ce l’hanno fatta, sono riusciti a concretizzare il loro sogno nel cassetto e a tutti e tre Luciano Landoni ha chiesto quale sia stata la loro personale ricetta per avere successo nella professione che amano.
“Direi che la chiave principale per entrare in un mondo come quello dell’editoria senza avere nessuno alle spalle, spinti soltanto dalla passione, è la caparbietà – ha risposto Laura Orsolini, che fa i salti mortali per conciliare quotidianamente i ruoli di imprenditrice, scrittrice, moglie e mamma – Io scrivo di notte perché solo in quel momento riesco a ritagliarmi un po’ di tempo da dedicare al mio sogno nel cassetto. L’importante è non arrendersi e cercare sempre di fare quello che si desidera. L’unico effetto positivo di questa crisi è rappresentato dal fatto che non esistono più carriere sicure, che garantiscono il posto fisso a vita. Quindi, tanto vale provare a sfondare nell’ambito che davvero si ama”.
Concorda con quest’analisi Davide Roma, secondo il quale “all’abnegazione va unito uno studio del mondo dell’editoria e del mercato. Se non si capisce come funziona e non ci si affida a persone competenti è ancora più difficile. Io per esempio devo ringraziare il mio agente letterario per essere arrivato a pubblicare con Sperling. La differenza tra un amatore della scrittura e chi ne fa il proprio mestiere è proprio questa: lo scrittore professionista deve pensare anche ai gusti del pubblico, non solo ai suoi”.
Per ottenere risultati importanti, occorre insomma prendere sul serio il proprio sogno. Come ha fatto Antonio Spinaci, che ha scelto uno dei corsi di scrittura più conosciuti d’Italia – frequentato peraltro anche da Roma – e si è cimentato nella stesura di una prima storia a sei mani con due compagne di studi per poi confrontarsi da solo con un romanzo: “Ho preso spunto dalla realtà che vivo tutti i giorni e l’ho trasformata nello spunto per la trama del mio testo – ha raccontato – Per cinque anni ho fatto il pendolare. Andavo in treno a lavorare a Milano e durante il tragitto mi estraniavo da quanto mi accadeva intorno grazie alla scrittura. Da lì ho avuto l’idea. “Comodo, silenzioso, vicinanze metrò” sono le caratteristiche di un loculo del Cimitero Monumentale che una facoltosa contessa lombarda affitta ai pendolari stanchi. Il rapporto tra realtà e fantasia è basato su un continuo dare e avere”.
 
 
Gli scrittori ospiti della serata: Laura Orsolini, Davide Roma e Antonio Spinaci.
 
 
 
 
 
L'irriverente e straordinaria satira di Tiziano Riverso
 
E con la realtà devono fare i conti anche scrittori ancor più giovani come i vincitori delle precedenti edizioni di “Mille e… Una storia”: Carola Candiani, Emmanuele Occhipinti, Alessandro Colombo, Chantal Frattini e Chiara Marcellino hanno discusso del futuro e di quanto sia stato importante per loro ottenere un riconoscimento come il Premio promosso da l’[email protected].
“Vincere un premio così importante mi ha permesso di conoscermi più a fondo e di capire che, prima di incolpare gli altri per ciò che non ci va bene, dovremmo lavorare su noi stessi” ha detto Colombo.
“Sono felice di avvertire nelle parole di questi ragazzi passione, costanza e determinazione – ha dichiarato Tiziano Barea, imprenditore titolare di BTSR ed ex allievo dell’ISIS “Cipriano Facchinetti” di Castellanza – sono le doti indispensabili per non perdere mai di vista l’orizzonte da raggiungere, per quanto siano gravi le difficoltà da affrontare lungo il percorso”.
Un messaggio chiaro e profondo, che invita alla responsabilità ed è di sprone per i vincitori della categoria giovani dell’edizione 2013 del premio.
 
 
Foto ricordo con gli autori, ospiti della serata, alcuni studenti vincitori delle scorse edizioni di
Mille e… Una STORIA e l'imprenditore Tiziano Barea.
 
 
LA PREMIAZIONE DEI GIOVANI
 
Il momento clou della serata, come da tradizione e in perfetto accordo con la filosofia di un Premio orientato al futuro, è arrivato con la premiazione della categoria Studenti.
Tre Menzioni di Merito – e le relative borse di studio del valore di cento euro l’una, con un diploma a ricordo dell’evento – sono state assegnate a: ROSSELLA GAMBINI dell’IPC “Pietro Verri” di Busto Arsizio per il racconto “Futuro nella Belle Epoque”, premiata da Raimondo Santoro, titolare di Sanplast, dalla preside dell’istituto Eugenia Bolis e da Celestino Cerana, sindaco di Marnate; FEDERICA FRANZINI del Liceo Artistico e Coreutico “Paolo Candiani” di Busto Arsizio per “Il compito”, premiata da Renzo Boarino, amministratore delegato di Pangborn Europe e dalla vicepreside Daniela Paludetto; e ad ANDREA BIONDA dell’ISIS “Cipriano Facchinetti” di Castellanza con “Cose dell’altro mondo”, premiato da Roberto Mona, presidente della Secondo Mona, e dalla vicepreside Anna Bressan.
Per il Terzo premio della categoria studenti, da 250 euro, c’è stato un ex-aequo tra ANDREA TAPPARO dell’ITE “Enrico Tosi” di Busto Arsizio – premiato da Eugenio Camera Magni, titolare di Nearchimica, dalla Professoressa Anna Barbatti e dalla vicepreside dell’istituto Maria Rosaria Ramponi per il racconto “Un ragazzo proiettato nel Duemilacredici” – e FRANCESCA COLOMBO del Liceo Classico e Linguistico “Daniele Crespi” di Busto Arsizio, premiata da Carlo Massironi della Fondazione Comunitaria del Varesotto e da Roberto Mona, presidente della Secondo Mona per “Sperduto (un mondo nuovo)”.
Il Secondo premio di 500 euro è stato invece assegnato a ALESSANDRA SALA del Liceo Classico e Linguistico “Daniele Crespi” di Busto Arsizio per il racconto “Un giorno… forse” e le è stato consegnato da Tiziano Barea, titolare della BTSR International, e dalla preside Cristina Boracchi.
Al sindaco di Busto Arsizio Gigi Farioli, a Carola Candiani e alla professoressa Rosa Gallazzi è toccato il compito di consegnare il Primo premio da mille euro a REZAUL KARIM BHUYAN del Liceo Scientifico “Arturo Tosi” di Busto Arsizio per “Utopia”.
 
 
REZAUL KARIM BHUYAN (Liceo Scientifico “Arturo Tosi”) Vincitore di "Mille e… Una STORIA" ediz. 2013.
 
 
ALESSANDRA SALA (Liceo Classico e Linguistico “Daniele Crespi”) 2a classificata.
 
 
FRANCESCA COLOMBO (Liceo Classico e Linguistico “Daniele Crespi”) 3a classificata ex-aequo.
 

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