Il soggetto smascherato dai carabinieri di Busto
Vuole vendere il suo chalet a una cifra milionaria, ma viene truffato da finto intermediario

A un facoltoso imprenditore svizzero vengono sottratti 70 mila euro. Il finto agente immobiliare ha fatto credere ed intendere al malcapitato la possibilità di chiudere l’affare in pochissime ore ed alla cifra effettivamente richiesta (poco meno di un milione di euro)

BUSTO ARSIZIO

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Denunciato falso intermediario immobiliare. I Carabinieri della Stazione di Busto Arsizio erano sulle tracce del truffatore da oltre un mese, ora sono finalmente riusciti a identificarlo e deferirlo.

Tutto scaturisce dalla denuncia di un imprenditore svizzero che sostiene di essere stato truffato da un “anonimo” intermediario immobiliare durante le trattative per la compravendita di uno chalet in Svizzera. In quella circostanza la vittima viene contattata da quello che poi si è rivelato un vero e proprio truffatore e non certo un agente immobiliare, facendo credere ed intendere al malcapitato la possibilità di chiudere l’affare in pochissime ore ed alla cifra effettivamente richiesta (poco meno di un milione di euro).

L’appuntamento fissato a Busto Arsizio, all’esterno di una banca, probabilmente per rendere più credibile la vicenda. La trattativa, però, si sposta subito nella hall di un albergo di lusso per definire alcuni dettagli. In una sala riservata il mediatore chiede al facoltoso venditore 70 mila euro quale provvigione per la stipula del compromesso di vendita. Per convincere l’uomo alla consegna, il falso intermediario offre quale cauzione una borsa piena di denaro, suddiviso in banconote di piccolo taglio.

L’anziano venditore, pertanto, consegna la somma pattuita prendendo in consegna la borsa e rimanendo in attesa della firma del compromesso che si sarebbe dovuto firmare, secondo i “patti”, dopo alcuni minuti in una diversa location dell’hotel. In realtà, il finto mediatore sparisce proprio in quel frangente con i 70 mila euro, lasciando il venditore con una borsa piena di soldi palesemente falsi, addirittura con la scritta “fac-simile” ben in evidenza.

Grazie ad una complessa attività di analisi dei sistemi di videosorveglianza sia comunali che dei luoghi degli incontri, l’albergo e l’istituto di credito, i Carabinieri sono riusciti ad identificare l’autore della clamorosa truffa; dapprima grazie ad un parziale della targa del veicolo in uso – un grosso Suv preso a noleggio nei pressi di Malpensa – e successivamente mediante il riconoscimento da parte del venditore “truffato”. L’autore del reato, un 25enne di nazionalità francese ma appartenente a famiglie di origine “Sinti”, che pare si spingano sovente in Italia per commettere truffe del genere, proprio grazie alla naturale parlata francese ed alla particolare eleganza degli abiti indossati è riuscito a commettere la truffa senza insospettire l’imprenditore svizzero.

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