LA “FOTOGRAFIA” DELL’AREA DI SACCONAGO
Zona industriale, dal tessile alla plastica resistendo alla crisi

Mappatura effettuata dall’assessorato guidato da Isabella Tovaglieri. Attive 49 imprese e cinque cooperative

Riccardo Canetta

BUSTO ARSIZIO

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Una “ricognizione” della zona industriale di Sacconago. A effettuarla è stato l’assessorato all’Urbanistica guidato da Isabella Tovaglieri, anche su impulso del bando Attract promosso da Regione Lombardia per individuare aree destinate a nuovi insediamenti (con tanto di sgravi sugli oneri).

Così, ora il Comune ha a disposizione una vera e propria mappatura. Da questa è emerso che nell’area sono presenti 49 attività e cinque cooperative. E che in quella che un tempo era conosciuta come la Manchester d’Italia per la sua straordinaria produzione tessile, sono ora presenti aziende che si occupano soprattutto della filiera della plastica.

“L’adesione al bando Attract ci ha consentito di ottenere un finanziamento di 100 mila euro. Ma il nostro obiettivo non era questo contributo – osserva il vicesindaco e assessore all’Urbanistica Tovaglieri –. A noi, in particolare, interessava poter sfruttare il circuito della Regione, dando visibilità ai nostri spazi in una vetrina di livello internazionale”.

La mappatura, effettuata in collaborazione con le associazioni di categoria, oltre a rappresentare uno strumento importante qualora gli operatori si rivolgessero al Comune, è stata utile anche per verificare se fosse necessario ampliare l’area. “È emerso che la zona industriale è già dimensionata rispetto alle attuali esigenze – spiega Tovaglieri –. I bustocchi furono così lungimiranti da realizzare un’area dedicata alle industrie che non ha eguali nelle vicinanze”.

Capitolo crisi. “Ci sono stati casi di dismissioni, mentre alcune imprese particolarmente grandi si sono ridimensionate ospitando nel lotto realtà più piccole – afferma il vicesindaco –. Non si può dire che la crisi non si sia fatta sentire, però il quadro non è particolarmente negativo e le imprese hanno saputo reagire e convertirsi”.

Giustificato, insomma, un cauto ottimismo. “Nel 2018 abbiamo assegnato due lotti per altrettanti ampliamenti di attività. Inoltre, la cessione del polo intermodale dalla Provincia di Varese a Ferrovie Nord lascia intendere la volontà di rilanciare quella che potrebbe essere una struttura particolarmente importante per chi lavora nella filiera della plastica. Per noi è un’ulteriore opportunità di crescita e potenziamento della zona”.

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