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Attualità | 08 gennaio 2021, 11:46

Ats Insubria: «Coronavirus in ripresa, aumentano i positivi. L'unica strada è il vaccino»

Il monitoraggio settimanale conferma la ripresa dell'epidemia: in provincia di Varese nell'ultima settimana 1.602 nuovi positivi su 13mila tamponi, nei sette giorni precedenti erano 1.458 con lo stesso numero di test. Intanto nel Varesotto 2.571 vaccinazioni: «L'adesione è soddisfacente». Al via le somministrazioni nelle Rsa

Ats Insubria: «Coronavirus in ripresa, aumentano i positivi. L'unica strada è il vaccino»

Gli ultimi dati con punte elevate di contagi lo avevano fatto presagire, ora arriva anche la conferma di Ats Insubria: l'epidemia di Coronavirus sta riprendendo forza con i nuovi positivi che dopo settimane di flessione hanno ripreso a salire in tutto il territorio di competenza dell'agenzia, ovvero le province di Varese e di Como. 

MASSIMA ATTENZIONE
«Siamo in una fase in cui è necessaria molta attenzione - ha annunciato il direttore sanitario di Ats, Giuseppe Catanoso, nel punto stampa settimanale - Si sta delineando una ripresa della pandemia sul nostro territorio, in particolare sulla provincia di Como ma anche in quella di Varese. L'indicatore Rdt è quello che preoccupa di più e negli ultimi giorni il suo andamento fa presagire una ripresa dell'epidemia. Probabile che si stia assistendo all'effetto dei giorni in zona gialla prima e delle festività dopo».

I NUMERI
I dati raccolti da Ats Insubria nell'ultima settimana indicano infatti per la provincia di Varese un aumento di contagi rispetto a quella precedente. Da sabato 2 gennaio a oggi i tamponi effettuati sono stati 13.935 con 1.602 nuovi positivi riscontrati. Nel periodo dal 26 dicembre al 1° gennaio i nuovi casi erano stati 1.458 a fronte di 13.640 tamponi. Se comprendiamo tutto il territorio di Ats, con anche la provincia di Como, si è passati da 22.442 tamponi effettuati con 2.291 nuovi positivi di settimana scorsa ai 23.430 tamponi con 2.673 nuovi positivi degli ultimi sette giorni. Un incremento intorno al 15%.

LE VACCINAZIONI.
E' chiaro che per sconfiggere il Covid-19 servirà il vaccino. Da questo punto di vista sta entrando nel vivo l'attività di somministrazione. Dopo gli operatori sanitari anche ospiti e personale delle Rsa del territorio hanno iniziato tra ieri e oggi le prime vaccinazioni: in provincia di Varese sono circa 4.700 gli ospiti delle strutture e 4.900 gli operatori che potranno ricevere il siero «entro il mese di gennaio» assicurano da Ats Insubria. In generale a oggi sul territorio varesino Asst Sette Laghi ha eseguito 1.758 vaccini, mentre Ats Valle Olona è a quota 813.

LE ADESIONI AL VACCINO. 
Per quanto riguarda gli operatori sanitari «l'adesione finora è soddisfacente - continuano dall'agenzia -. All'interno delle strutture sanitarie gli operatori stanno aderendo per una percentuale del 75% circa». Nei prossimi giorni verranno coinvolti anche i medici di famiglia che verranno vaccinati nei prossimi 10-12 giorni: «Al momento l'adesione è intorno al 65%, ma una quota deve ancora rispondere. Coloro che esprimono dissenso non vanno oltre il 7%. Saranno coinvolti nei prossimi 10 giorni anche i pediatri di famiglia: il 77% di loro ha aderito, mentre la percentuale di dissenso si aggira intorno al 5-6%. Già vaccinati i medici Usca e i medici di continuità assistenziale che hanno aderito con percentuali oltre il 90%».

LA CAMPAGNA DI MASSA.
Le vaccinazioni andranno avanti per step fino a coinvolgere l'intera popolazione. I tempi non saranno brevi: molto dipenderà da quanti e da che tipo di vaccini entreranno in circolazione (attualmente il preparato è quello Pfizer, che ha una gestione piuttosto complessa: basti pensare che va conservato a temperature tra i 70 e i 90 gradi sotto zero). Ats prevede di iniziare con la campagna di massa coinvolgendo anche chi non ha particolari precedenze entro fine primavera o inizio estate. Allo stato attuale è necessario per tutti mantenere le regole basi come distanziamento e mascherina.

LA VARIANTE INGLESE. Si è concluso per ora il monitoraggio a Malpensa sulla variante inglese durata dal 21 dicembre al 6 gennaio. In totale i tamponi eseguiti durante questi controlli sono stati 1.251 che hanno individuato 31 positivi in totale, di cui 6 alla variante inglese. Su questo fronte Ats Insubria ha tranquillizzato: «Questa variante dovrebbe essere maggiormente contagiosa - ha spiegato il dottor Catanoso - ma da noi questi effetti per ora non sono stati constatati. In ogni caso la variante non comporta procedure di gestione differenti». «I coronavirus sono virus - ha aggiunto - soggetti a mutazioni frequenti e man mano che aumenta la nostra conoscenza riusciamo ad individuarli: non significa che siano mutazioni che cambiano il virus né che inficino la validità del vaccino».

Bruno Melazzini

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