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Busto Arsizio | 08 gennaio 2021, 11:26

Iniziano le vaccinazioni anti-Covid alla Provvidenza di Busto. La prima al presidente Gobbi

Mattinata emozionante nella casa di riposo: oggi verranno inoculate le prime 24 dosi, settimana prossima toccherà al resto del personale e a tutti gli anziani ospiti

Iniziano le vaccinazioni anti-Covid alla Provvidenza di Busto. La prima al presidente Gobbi

Sono iniziate le vaccinazioni contro il Covid-19 all’Istituto la Provvidenza di Busto Arsizio. Lunedì aveva preso il via la campagna vaccinale negli ospedali di Asst Valle Olona. Oggi, invece, sono state somministrate le prime dosi agli operatori della casa di riposo di via San Giovanni Bosco. Il primo a ricevere il vaccino è stato, simbolicamente, il presidente Ambrogio Gobbi. «Già fatto?» ha detto sorridendo Gobbi, 90enne, dopo aver ricevuto la prima dose. La vaccinazione, infatti, è un gesto semplice che richiede pochi secondi, ma di importanza fondamentale.

Una giornata speciale

È stata una mattinata emozionante alla Provvidenza: le Rsa sono stati i luoghi più colpiti dal coronavirus. Al dolore per le tante anziane vittime, si è aggiunta l’impossibilità per i parenti di abbracciare i propri cari.
Il ritorno alla normalità è ancora lontano, ma il vaccino rappresenta una prima concreta speranza dopo mesi di ansia e paura. Anche l’istituto di Busto è stato colpito dal virus, in particolare durante la prima ondata. La seconda, invece, si è caratterizzata per un maggior numero di asintomatici e, fortunatamente, di guarigioni. Attualmente gli ospiti positivi sono sette.

Nel corso della giornata, dopo il presidente Gobbi, verranno vaccinati 23 dipendenti che si sono particolarmente distinti durante la prima fase. Settimana prossima, tra martedì e giovedì, toccherà a 300 dipendenti; tra sabato e domenica a tutti i 300 ospiti. L’adesione del personale è stata sostanzialmente totale.

La vicinanza del territorio nei mesi più bui

«Oggi è un giorno importante – ha sottolineato Gobbi – e un presidente deve esserci sempre quando è necessario». Anche il direttore generale Luca Trama si è emozionato ripensando agli ultimi mesi, durissimi sotto il profilo sanitario ma anche organizzativo: «Abbiamo effettuato oltre tremila tamponi – ha rivelato – spendendo più di 300mila euro, anche per l’acquisto dei dispositivi di protezione. Le spese sono aumentate ma gli ospiti no, perché abbiamo dovuto fermare gli ingressi, nonostante le numerose richieste».

L’attenzione del territorio, però, non è mai mancata: «All’inizio, quando i dispositivi di sicurezza erano scarsi, le famiglie ci offrivano la mascherina “in più” di cui erano in possesso – ha ricordato Trama –. La raccolta fondi ha avuto un grande riscontro da parte di familiari, fornitori, aziende, associazioni. Il sostengo è stato fondamentale». Grazie a queste donazioni, nei giorni scorsi sono state inaugurate due “stanze degli abbracci”, che hanno riavvicinato i parenti ai propri anziani.
E col nuovo anno sono ripresi anche gli ingressi dei nuovi ospiti. Piccoli passi verso quella “normalità” che si auspica di raggiungere al più presto anche grazie al vaccino.

La campagna vaccinale continua

«Oggi iniziamo le vaccinazioni nella prima delle 17 Rsa di questo ambito territoriale – ha spiegato il direttore socio-sanitario di Asst Valle Olona Marino Dell’Acqua. Forniremo un supporto iniziale, poi ogni struttura utilizzerà il proprio personale. L’adesione dei dipendenti ospedalieri è altissima, così come quella dei medici di medicina generale che vaccineremo nei prossimi tre sabati, partendo da Gallarate, passando per Busto e concludendo con Legnano. Da lunedì saremo anche all'Humanitas e alla Mater Domini di Castellanza. Entro la fine di febbraio stimiamo di somministrare 15mila dosi».

«Con la Provvidenza c’è un rapporto consolidatosi in anni di collaborazione – ha aggiunto il direttore generale di Asst Valle Olona Eugenio Porfido, affiancato dal responsabile sanitario della Rsa Carlo Marazzini –. Abbiamo vissuto tutti un momento difficile. Ora si apre una nuova fase che affronteremo ancora una volta insieme».

Riccardo Canetta

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