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Busto Arsizio | 11 gennaio 2021, 11:07

Testa: «Sogno un cambio radicale nel territorio: qualcuno ci affianchi per la Pro Patria»

La presidente a Busto Arsizio racconta un anno alleviato solo dalla serietà dei fedelissimi e dai tifosi: «Vado alle elezioni in Lega Pro, non cambino più le regole come hanno fatto sui giovani»

Patrizia Testa, presidente della Pro Patria (foto d'archivio, Giovanni Garavaglia)

Patrizia Testa, presidente della Pro Patria (foto d'archivio, Giovanni Garavaglia)

Dopo un anno maledetto, anche per il calcio, se ne apre uno nel segno dell'incertezza. Di fronte al quale la presidente della Pro Patria Patrizia Testa non nasconde la preoccupazione, ma questo non soffoca la sua determinazione. Accanto alla speranza: «Spero che ci sia un cambio radicale rispetto agli ultimi cinque anni e che qualcuno si decida ad affiancarci nel territorio».

La Pro è fresca della vittoria sul Livorno (LEGGI QUI) e Patrizia Testa si è messa in viaggio per Roma, dove il 12 gennaio avverrà l’elezione del presidente della Lega Pro. Anche qui, manda messaggi chiari a chi prenderà le redini: non si cambino più le regole in corso, in un periodo sufficientemente complicato. 

Presidente, partiamo però dai segnali confortanti, nel loro piccolo. Le attenzioni costanti dei tifosi, spesso silenziosi, i piccoli gesti hanno contribuito a tenere su il morale?

«Sono stati messaggi teneri e significativi, hanno il limite di quello che è la necessità odierna per sostenere una squadra di calcio in una categoria di professionisti con questa aggiunta di costi e una mancanza di incassi importanti legati alla pandemia».

Quanto alimenta ulteriormente i problemi di gestione l’assenza di pubblico?

«Anche se il pubblico abitudinario dello Speroni non aveva sicuramente la possenza di altre squadre, seguite soprattutto al Sud, era una presenza costante. Che oltre a dare l’input giusto di sostegno alla nostra squadra, ci assicurava un incasso ben ben definito e abituale. È sempre più difficile per me da sola continuare con questa serietà, che fa parte del mio carattere... Tutto quello che è necessario per fare sport in modo serio, per la mia squadra, ci deve essere. Non ci sono situazioni in cui limare un po’ i costi, se non quelli con certi ingaggi che non hanno mai fatto parte del nostro progetto quando sono rimasta totalmente sola». 

Da parte delle imprese, pur in questo periodo difficile per tutti, non si è manifestata una presa di coscienza dell’importanza di sostenere la Pro Patria e ciò che rappresenta per l’identità e il futuro di Busto, dei ragazzi?

«In questo momento purtroppo devo dire di no. I soliti fedeli sono presenti sempre, qualcuno ha deciso anche di supportarci in un modo più sostanzioso. Mi sento di ribadire la presenza storica ormai dell’Hupac e del nostro main sponsor San Carlo. Non voglio dimenticare nessuno. Cito loro perché sono due sponsor di maglia, uno neonato, l’altro appunto storico. Ringrazio tutti, anche chi si è avvicinato con la sua azienda nel pacchetto “led”. Ma è fondamentale avere anche altri introiti per poter continuare con la nostra serietà. Vorrei che tutto l’entourage di Busto Arsizio e della Valle Olona potessero veramente sponsorizzare la Pro Patria, per far sì che questa serietà abbia continuità». 

Dove non esiste delusione è sul fronte squadra. A partire dai valori dei ragazzi e di mister Javorcic.

«Sì, sicuramente, anche perché ogni anno aggiungiamo qualche pezzo di patrimonializzazione attraverso i contratti ai ragazzi più giovani. Questo quindi realizzando concretamente la mission iniziale della serie C, quella di valorizzare i giovani». 

E qui si apre un altro capitolo doloroso?

«Purtroppo abbiamo dovuto subire in questo anno maledetto anche il cambio di regole del minutaggio dei giovani a campionato iniziato. Anche questo è stato un colpo importante al discorso del budget iniziale. Sono venuti meno gli introiti sulla carta sicuri, avendo dato io indicazione al direttore il massimo dei giovani per poter continuare in modo serio e competente». 

Tema approdato anche in avvicinamento alle elezioni nella Lega Pro?

«Sì, io ho sentito due, tre volte il presidente Ghirelli, che mi ha ovviamente rassicurata anche sul presidente federale Gravina che si sarebbe attivato proprio per sopperire all’enorme mancanza avuta da noi presidenti del girone A per i giovani. Ho sentito anche un’altra persona candidata, che non conosco. Valuteremo frontalmente i punti base dei candidati. Con questo non faccio sicuramente retromarcia sulla stima che ho per il presidente Ghirelli, ma che siano ben fermi i cardini per cui quando si dettano le regole inizialmente, poi non possono essere stravolte». 

Intanto vi siete mossi anche legalmente.

«Ci siamo attivati per un terzo grado di giudizio, non demordiamo. Speriamo che si rendano conto che non è possibile cambiare le regole a campionato avviato». 

Di nuovo, presidente, in quest’anno terribile, nei peggiori momenti di sconforto: chi l’ha aiutata realmente?

«Sicuramente la serietà del mio gruppo, mai venuta meno agli impegni presi. Anzi ogni giorno me lo dimostrano sempre più… Mi dà la forza di resistere, finché posso».

Marilena Lualdi

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