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Politica | 11 gennaio 2021, 11:06

L’orgoglio di Cassani: «La “mia” Gallarate, più sicura e attrattiva»

«Una città più viva e sicura, un Comune meno indebitato nonostante i maggiori investimenti». Sottolinea soddisfatto i risultati della sua amministrazione Andrea Cassani che, a differenza di alcuni suoi colleghi sindaci, ha rotto gli indugi da tempo: «Mi ricandido»

L’orgoglio di Cassani: «La “mia” Gallarate, più sicura e attrattiva»

«Una Gallarate più viva e sicura, un Comune meno indebitato nonostante i maggiori investimenti». Anche il tempestivo intervento della Polizia locale in occasione della “flash rissa” in centro di pochi giorni fa testimonia che il «pattugliamento effettivamente esiste».

Sottolinea soddisfatto i risultati della sua amministrazione Andrea Cassani che, a differenza di alcuni suoi colleghi sindaci, ha rotto gli indugi da tempo: «Mi ricandido». Il 31 marzo dovrà comparire davanti al giudice per l’inchiesta Mensa dei Poveri, ma il primo cittadino non è preoccupato: «Sono stato un ostacolo per il sodalizio criminoso, mi difenderò senza problemi».

A Natale il Tg1 ha parlato di Gallarate, grazie all’“albero dei bimbi” decorato con i nomi dei nuovi nati, un’iniziativa dal grande valore simbolico in un anno segnato da tanti lutti. Il 2021 potrà essere l’anno della rinascita o se lo aspetta molto difficile?

«Nel 2020 ho spesso diffuso messaggi di ottimismo, perché ci pensavano già i tg e i giornali a usare toni catastrofici. Temo però che dal punto di vista occupazionale ed economico, in particolare sotto l’aspetto abitativo, il 2021 possa essere ancora più duro per le famiglie. Ma spero che per quanto riguarda il virus si veda la fine del tunnel».

Nel momento più buio dell’emergenza, cosa l’ha resa orgogliosa dei cittadini e la ha dato coraggio?
«Rispetto ad altri sindaci che hanno spesso accusato e richiamato all’ordine i loro cittadini, io non ho mai imposto ulteriori limitazioni rispetto a quelle contenute nei dpcm, al di là della breve chiusura di due parchi a causa di alcuni episodi isolati. Per il resto ho lasciato aperto tutto quello che potevo, compresi i cimiteri, credendo a ragione nella responsabilità dei cittadini».

Dai progetti di riqualificazione del centro storico e della piazza della stazione emerge il desiderio di rendere la città più bella e sicura.
«Abbiamo incentrato la nostra amministrazione sulla sicurezza e sull’attrattività, rendendo più vivi anche i rioni. L’area della stazione è pattugliata dalla Polizia locale da mattina a sera e c’è un’attività coordinata delle forze dell’ordine per ripulire l’area dalla criminalità. Dal punto di vista della pulizia, abbiamo introdotto un servizio di aspiratura in centro e nei rioni. Inoltre abbiamo reso più viva ed elegante una città che in precedenza era moscia e deserta. Prima del Covid, le iniziative dell’assessore Mazzetti hanno portato in piazza migliaia di persone. All’accensione dell’albero di Natale c’erano duemila persone; le nostre luminarie sono invidiate in tutta la provincia, non c’è paragone con gli alberelli che si vedevano prima».

Il progetto relativo alla stazione al momento è però bloccato.
«Da una parte ci sono i residenti che chiedono un restyling e una pulizia dell’area. Dall’altro un comitato di gente che poco ha a che fare con la stazione, e forse con Gallarate, che ha fatto ricorso al Tar per impedire l’abbattimento di alcuni alberi. Di fatto ci sono due perizie discordanti degli agronomi; non entro nella discussione, ma questa amministrazione non è impazzita, semplicemente si fida del suo agronomo. A questo punto il tribunale ordinerà una terza perizia».

Quali sono i risultati di cui è più orgoglioso?
«Abbiamo affidato a una società esterna il compito di certificare l’attività svolta. Posso dire che è stata realizzata buona parte di quello che ci eravamo prefissati. Abbiamo ridotto di oltre il 20 per cento l’indebitamento del Comune, riducendo le tasse. I costi del personale sono scesi dagli 11.3 milioni del 2016 agli attuali 10.1 milioni, con il 30 per cento in più di aperture dei servizi per il pubblico. Le spese di funzionamento dell’ente sono diminuite, ma le spese di investimento sono cresciute del 60 per cento. Come abbiamo fatto? Recuperando 10 milioni di evasione tributaria e intercettando parecchi fondi esterni – oltre 8 milioni – tra Regione, bandi e fondazioni. Questo ci ha consentito di provvedere alle manutenzioni straordinarie senza accendere nessun mutuo. E poi abbiamo investito sulla sicurezza – con il 24 per cento in più di spesa corrente rispetto a quanto impegnato nell’ultimo anno della precedente amministrazione – e abbiamo scommesso sul commercio, con un contributo di 135mila euro nel 2020».

Quali sono, invece, i rimpianti?
«Mi dispiace di non essere riuscito a risollevare la municipalizzata Amsc. Nel 2019 il bilancio era tornato a essere in attivo come non si vedeva da tempo, poi è arrivato il Covid. Ho il rimpianto di non essere riuscito a partire con la ristrutturazione del centro natatorio di Moriggia».

Intanto i partiti discutono della coalizione e della sua ricandidatura alle prossime elezioni.
«Ho amministrato mettendoci il massimo impegno personale, con un’attenzione morbosa per i dettagli. La mia presenza sul territorio è stata costante, rispondevo alle chiamate anche di notte. Io mi ricandido, la Lega mi sosterrà e ci sarà la mia lista civica. Non obbligo nessuno a sostenermi, i discorsi sulla scacchiera delle alleanze a livello provinciale interessano poco ai cittadini e me ne tiro fuori anch’io».

Sulla campagna elettorale aleggia il processo legato all’inchiesta “Mensa dei poveri”.
«Dopo tre anni di intercettazioni della Dda di Milano è emerso che il sottoscritto è stato un ostacolo per il sodalizio criminoso. È vero, sono indagato, perché qualcuno è andato Procura in cerca di attenuazioni della pena come previsto dalla “Spazzacorrotti”, senza però poter presentare nessuna accusa precisa contro di me. I pm non mi hanno mai ascoltato come indagato e non avrò nessun problema a difendermi in un processo e a far valere la mia innocenza».

Attraverso Facebook ha chiamato a raccolta i cittadini che vogliono far parte della sua squadra. Qual è stata finora la risposta?
«Abbiamo fatto un paio di riunioni e ci sono già più persone interessate rispetto a quelle che potremo candidare. Parliamo del programma, di quello che è piaciuto e di quello che si potrebbe fare ancora meglio. La lista del sindaco sarà una lista civica nel vero senso della parola, non ci sarà spazio per chi si è già candidato con un partito o per i riciclati della politica».

Riccardo Canetta

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