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Scuola e ricerca | 11 gennaio 2021, 18:43

Uil Scuola Lombardia: «Basta comunicazioni fuorvianti "fai da te", alzare il livello di protezione»

«La scuola deve ripartire in presenza – afferma il segretario generale Carlo Giuffrè - ma solo ed esclusivamente nella totale sicurezza e nella totale stabilità, nel rispetto delle disposizioni e senza scendere a facili populismi»

Carlo Giuffrè

Carlo Giuffrè

«Le comunicazioni riguardanti gli studenti e il personale scolastico non possono essere fuorvianti e improntate al "fai da te"; fatti e circostanze prevedibili dimostrano che si deve alzare il livello di protezione». Così il segretario generale della Uil Scuola Lombardia Carlo Giuffrè interviene nel dibattitto sulla riapertura degli istituti scolastici nella nostra regione. 

«L’ obiettivo - prosegue la nota - è quello di riportare tutti a scuola in sicurezza e non ci sono dirigenti scolastici che si possano sentire esentati da rispettare le disposizioni che, purtroppo, rincorrono gli eventi dell’ultima ora inseguendo l'evoluzione dei dati relativi all’andamento delle infezioni da Covid. Ma a quali condizioni il rientro a scuola? Il 7 gennaio gli studenti dovevano rientrare in aula ma la pandemia ha mostrato tutte le fragilità del sistema educativo dopo anni di mancati investimenti economici ed organizzativi. Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 3 dicembre 2020 ha previsto che, presso ciascuna prefettura – UTG e nell’ambito della Conferenza provinciale permanente - sia istituito un tavolo di coordinamento, presieduto dal Prefetto, al fine di definire il più idoneo raccordo tra gli orari di inizio e termine delle attività didattiche e gli orari dei servizi di trasporto pubblico locale, urbano ed extraurbano. Ai Prefetti la responsabilità di disporre un piano per la ripresa delle lezioni prevista il 7 gennaio per le secondarie di secondo grado. Il tutto è avvenuto con la garanzia temporanea dell’impegno che i trasporti pubblici per gli studenti sarebbero stati adeguati a quel 50% che poteva rientrare in classe. La Nota della Prefettura di Milano del 5 gennaio 2021, richiama il rigoroso rispetto del 50% della didattica in presenza e invita a modificare l’organizzazione delle lezioni anche in presenza di scostamenti minimi in eccesso o in difetto della suddetta percentuale. Tale nota era volta a garantire la sicurezza e il diritto allo studio. In tale nota sono minacciate sanzioni ai dirigenti in caso di mancato adempimento perché alcuni Dirigenti scolastici si erano posti in modo non rispettoso delle decisioni ministeriali e prefettizie che non lasciavano spazio a scelte autonome assunte senza il rispetto della quota massima del 50%». 

«Non si tratta di toni “inaccettabili”, - sottolinea il segretario generale Uil Scuola Lombardia Carlo Giuffrè - come è stato riportato in alcune comunicazioni di associazionismo dirigenti, la nota richiama al rispetto delle regole per la massima tutela della sicurezza e salute di ognuno. Nessun Dirigente scolastico è stato sanzionato e come UIL Scuola non l’avremmo accettato. Riteniamo di poter dare un consiglio, comprendendo le pressioni e lo sfinimento patito dai dirigenti, si deve concorrere alla tutela della salute nel rispetto delle disposizioni senza scendere in facili populismi». La ripresa delle attività didattiche in presenza per tutte le scuole superiori di 2° grado, è stata rinviata a lunedì 11 gennaio su decisione del Consiglio dei Ministri, ma nel frattempo, con Ordinanza dell’8 gennaio, in considerazione della più rigorosa prevenzione della salute pubblica nell’ambito territoriale di competenza e dell’aggravamento dello stato del contagio, il Governatore della Regione Lombardia, ha ordinato misure più restrittive relative all’istruzione secondaria di secondo grado.

«Quindi – continua Giuffrè - in Lombardia slitta, almeno sino a lunedì 25 gennaio la ripresa delle lezioni in presenza nelle scuole superiori. Lo ha deciso giovedì la giunta regionale, anticipando alla stampa e ai cittadini una ordinanza successiva. Preso atto delle valutazioni e delle risultanze di carattere sanitario, connesse all’attuale diffusione del Covid, condivise con il Comitato Tecnico Scientifico lombardo, Regione Lombardia ha assunto l’orientamento di proseguire le lezioni per le scuole secondarie di secondo grado con la didattica a distanza al 100%», si legge in una nota ufficiale. Tutti noi avremmo voluto la ripresa delle lezioni in presenza il 7 gennaio, ma non possiamo che prendere atto della situazione emergenziale che purtroppo non sembra avere un trend in discesa, condizionando le scelte». E’ fondamentale prendere atto che la pandemia non si risolverà il 25 gennaio e forse neanche a febbraio, marzo. La situazione è complessa ma non possiamo rimandare ancora il diritto allo studio lasciando i ragazzi solo con la DAD, non tutti i ragazzi sono supportati dalle famiglie e in questo momento storico anche le famiglie sono messe a dura prova economicamente e psicologicamente. Purtroppo si rileva già un alto numero di abbandono scolastico, e il futuro della nostra nazione è compromesso in termini di consegnare tanti nostri giovani alla malavita. «La scuola deve ripartire in presenza – conclude Giuffrè - ma solo ed esclusivamente nella totale sicurezza e nella totale stabilità. Chiediamo certezze ma siamo davanti all’incertezza sanitaria. La scuola deve avere la priorità alla pari della sanità, ognuno faccia la sua parte»

 

Redazione

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