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Territorio | 12 gennaio 2021, 12:54

Il 2020 di Puricelli: «Anno difficile come sindaco e commerciante, ma Samarate ha risposto con il cuore»

Dodici mesi in prima linea, tra paure e difficoltà. «Ma il rapporto con i miei cittadini e il loro impegno nei momenti duri sono straordinari», dice Puricelli, che ha affronta l’emergenza nella duplice veste di amministratore e commerciante

Il 2020 di Puricelli: «Anno difficile come sindaco e commerciante, ma Samarate ha risposto con il cuore»

«Un anno difficile, anzi di più»: questo è stato il 2020 per il sindaco di Samarate Enrico Puricelli che però, tra le tenebre, riesce a scorgere un raggio di luce: «Il rapporto con i miei cittadini e il loro impegno nei momenti di difficoltà sono straordinari».

Il costo della pandemia e la risposta di Samarate

Se la prima ondata aveva quasi risparmiato Samarate (il primo caso di coronavirus è stato accertato solo il 17 marzo), la seconda ha invece colpito duramente la città. 30 i decessi, quasi 500 i casi. «Io e il mio staff siamo sempre stati in prima linea, non siamo rimasti a casa neanche un giorno – ricorda il sindaco –. Il mio numero di telefono personale è sul sito del Comune, ricevevo chiamate anche di notte. Parlare con i cittadini che avevano parenti positivi o che hanno perso un affetto è stato terribile».

La città, però, ha saputo reagire: «È stato attivato il Centro operativo comunale di Protezione civile, che ci ha aiutato molto fin dall’inizio con la consegna delle mascherine. Tra i cittadini sono stati reclutati oltre settanta volontari, impegnanti nella consegna dei pasti e dei compiti a domicilio. Devo ringraziare i miei cittadini, che mi hanno anche dimostrato un grande affetto. Questa crisi, nonostante tutto, ci ha fatto crescere».

Un sindaco commerciante

Puricelli ha dovuto – e deve tuttora – fare i conti con la pandemia nella duplice veste di amministratore e commerciante, e quindi comprende bene le difficoltà dei "colleghi". «Ho un piccolo negozio di abbigliamento a San Macario. All’inizio di marzo decisi di chiuderlo subito, prima dei vari dpcm. Ora il negozio è ancora chiuso, mentre tutti quelli attorno stanno lavorando. Ci sono delle incongruenze tra le diverse attività che si faticano a capire e che alla fine stancano. Tenere chiuso la vigilia di Natale, il giorno in cui qualunque attività vende di più, è stato difficile per tutti».

E il nuovo anno non è iniziato nel migliore dei modi: «Il possibile ritorno in zona rossa è ovviamente un problema per i commercianti. Anche perché i saldi praticamente non sono partiti, non si nota nessuna differenza col periodo precedente. In ogni caso le regole vanno rispettate».
Il periodo resta dunque durissimo, ammette il sindaco, che nei momenti difficili dei mesi scorsi ha trovato rifugio nei suoi amatissimi animali (tra i quali due cani, un gatto, due caprette): «Sono fondamentali. Anzi, durante il primo lockdown sono stati la mia unica compagnia».

I nuovi progetti e la Fondazione Montevecchio

L’emergenza sanitaria ha rallentato ma non fermato la macchina amministrativa. «L’opera più importante di cui ci siamo occupati è il nuovo palazzetto dello sport – sottolinea Puricelli –. Temevamo di perdere i finanziamenti ministeriali, ma alla fine tutto è andato per il meglio e il 20 gennaio si concluderà la gara. Sono molto soddisfatto anche del progetto di riqualificazione di piazza Italia».

Chiude, invece, la Fondazione Montevecchio, tra le proteste della minoranza. «Lo scopo della fondazione era quello di gestire la villa – spiega il primo cittadino –. Il progetto era partito bene, ma con la crisi economica le cose sono cambiate e ora, come da nostro programma, è giusto che la villa torni al Comune, diventando la casa delle associazioni. Cercheremo di valorizzarla al meglio».

Riccardo Canetta

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