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Legnano | 13 gennaio 2021, 11:27

Commemorazione deportati Franco Tosi Legnano. «Combatterono disvalori che oggi sentiamo rinascere nel silenzio di troppi»

Tanta l'emozione di fronte al monumento che ricorda il sacrificio degli uomini della Franco Tosi, un omaggio sentito e rispettoso anche delle disposizioni anti-contagio, senza il tradizionale corteo

Commemorazione deportati Franco Tosi Legnano. «Combatterono disvalori che oggi sentiamo rinascere nel silenzio di troppi»

Una cerimonia rispettosa, in tutti i sensi. Si è svolta questa mattina, mercoledì 13 gennaio, di fronte all'edificio bianco che fu teatro della rappresaglia nazi-fascista nel gennaio 1944, la cerimonia di commemorazione della deportazione della Commissione Interna della Franco Tosi di Legnano nel campo di concentramento di Mauthausen e negli altri lager di sterminio tedeschi. Tanta l'emozione di fronte al monumento che ricorda il sacrificio degli uomini della Franco Tosi, un omaggio sentito e come detto rispettoso, anche delle disposizioni anti-contagio.

Non c'è stato il tradizionale corteo, per via dell'emergenza sanitaria che stiamo vivendo, ma le parole del sindaco di Legnano, Lorenzo Radice (affiancato da una rappresentanza di primi cittadini dei comuni dell'Alto Milanese) e del presidente della sezione Anpi di Legnano, Primo Minelli, sono state “cariche” di significati, per ricordare e fare memoria di un tragico avvenimento che deve farci riflettere, pesare parole e azioni anche ai giorni nostri.

«Oggi ricordiamo i deportati a Mauthausen che furono i protagonisti della lotta per la nostra libertà - ha sottolineato il presidente Minelli di Anpi Legnano - che combatterono contro quei disvalori che oggi sentiamo rinascere nella tolleranza e nel silenzio di troppi».

«77 anni sono un balzo senza eguali nella storia - ha proseguito il sindaco Lorenzo Radice - Oggi la scelta degli operai della Franco Tosi, che scioperarono per ottenere condizioni di lavoro e salari più dignitosi e che si opposero alla produzione di materiale bellico, può sembrarci chiara e incontestabile nelle sue finalità. Ma chi si ribellò il 5 gennaio 1944 lo fece a spese della propria vita e sapeva per certo che quella era la cosa giusta da fare. Noi oggi ricordiamo e onoriamo questi uomini».

Nomi di uomini, difensori della Patria e Martiri della Libertà, che campeggiano nel monumento che ricorda il loro sacrificio, a perenne memoria: Pericle Cima, Alberto Giuliani, Carlo Grassi, Francesco Orsini, Angelo Santambrogio, Antonio Vitali, Ernesto Venegoni.

«Fare memoria è impegnarsi perché il passato non cada nell'oblio, è non rassegnarsi a quello che sembra inevitabile - ha concluso il primo cittadino di Legnano - È ribellarsi affinché i lavoratori deportati e tutti quelli che in fabbrica hanno lottato per il lavoro continuino a vivere nella nostra identità di legnanesi».  

Poi la deposizione di corone ai cippi che commemorano i lavoratori della Franco Tosi e della Ercole Comerio deportati nei campi di sterminio, al Monumento ai Partigiani in piazza IV Novembre e al Cimitero Monumentale di corso Magenta.

Alessio Murace

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