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Busto Arsizio | 17 gennaio 2021, 12:54

Gli auguri di Busto per i 100 anni di Antonio Caria. «Il segreto? Lavorare e non stare mai fermi»

Originario della Sardegna e padre di tre figli, per 20 anni ha lavorato nelle miniere di carbone, prima di raggiungere Busto nel 1969. Il sindaco Antonelli gli ha portato gli auguri della città

Gli auguri di Busto per i 100 anni di Antonio Caria. «Il segreto? Lavorare e non stare mai fermi»

Quello dei 100 anni è sempre un traguardo speciale. Raggiungerlo in un periodo così difficile per i nostri anziani rappresenta anche un piccolo segnale di speranza.
Domenica 17 gennaio Antonio Caria ha compiuto 100 anni, metà dei quali trascorsi a Busto Arsizio. «Il segreto – rivela in splendida forma al sindaco Emanuele Antonelli che ha voluto portargli gli auguri della città – è lavorare e non stare mai fermi».

E di lavori ne ha fatti tanti il signor Antonio, a partire dai 15 anni. Nato a Fluminimaggiore, in Sardegna, non ancora 19enne ha iniziato a lavorare nelle miniere di carbone di Bacu Abis, una frazione di Carbonia. Un’attività molto faticosa che lo vedrà impegnato per vent’anni. Dopo aver combattuto nella Seconda guerra mondiale e dopo aver dato alla luce tre figli, nel 1969 Caria si trasferisce a Busto.

«Sono arrivato a gennaio – ricorda – e la prima cosa che ho fatto è stata spalare la neve. Anche qui mi sono dato da fare: ho fatto il postino, il muratore e, tra il ’70 e l’83, il bidello al liceo artistico». Impieghi impegnativi ma sicuramente meno pesanti rispetto agli anni trascorsi nei pozzi di estrazione: «Fare il portalettere mi piaceva molto – racconta –. Poter stare all’aperto e scambiare qualche parola con gli altri era un piacere rispetto al lavoro in miniera».

Oggi accanto a lui c’erano i figli Rosangela, Gian Mario e Maria Giuseppina. Purtroppo le limitazioni legate alla pandemia non consentono di organizzare una grande festa: giusto il tempo di una foto ricordo coi familiari all’aperto. Con un pensiero anche alla moglie Gilla, con cui è stato sposato per ben 70 anni, e al fratello scomparso pochi giorni prima di compiere 103 anni.

Come da tradizione, il sindaco Antonelli non ha voluto rinunciare a portare gli auguri di Busto al signor Antonio, uno dei pochi centenari uomini in una città dove invece sono tante le donne ad aver raggiunto il secolo di vita.

Il primo cittadino ha donato al festeggiato una lettera dell’amministrazione e una targa: «L’anno prossimo non so se sarò ancora sindaco – ha scherzato –. In quel caso, ci rivediamo per i 101 anni».
Con la speranza che, allora, ci si possa abbracciare e stringere la mano.

Riccardo Canetta

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