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Economia | 17 gennaio 2021, 15:56

Negozi chiusi, appello dopo la protesta: «Il commercio ha fatto sentire la sua voce. Ora subito aiuti concreti»

Dopo i flash mob a Busto e Gallarate, Confcommercio provincia di Varese insiste: « A Stato e Regione chiediamo riaperture immediate e ristori adeguati alle perdite subite». Ai Comuni del nostro territorio saranno proposti incontri ufficiali per ottenere nuovi interventi su tasse e imposte

Negozi chiusi, appello dopo la protesta: «Il commercio ha fatto sentire la sua voce. Ora subito aiuti concreti»

Riaperture delle attività al più presto, ma soprattutto ristori e contributi a fondo perso adeguati alle perdite registrate e azzeramento di tasse e imposte: sono le richieste portate nelle piazze di Busto Arsizio e Gallarate sabato sera da alcune centinaia di commercianti delle due città. 

«Per quanto ci riguarda», spiegano i presidenti delle Ascom del nostro territorio (Giorgio Angelucci, Varese; Rudy Collini, Busto Arsizio; Renato Chiodi, Gallarate; Andrea Busnelli, Saronno; Franco Vitella, Luino), «erano rappresentate tutte le cinque associazioni territoriali. Si è scelto di manifestare a Busto e a Gallarate, perché volevamo fare sentire le nostre voci forti e determinate nel cuore del Varesotto, nelle due città che esprimono il presidente dell’amministrazione provinciale (Emanuele Antonelli) e della Camera di Commercio (Fabio Lunghi), entrambi presenti ai flash mob organizzati dai due Distretti del commercio». 

Le iniziative sono state messe in piedi in poche ore, subito dopo l’ordinanza ministeriale con la quale veniva inserita la Lombardia in zona rossa. La risposta degli imprenditori del terziario è stata immediata e numericamente importante, «a dimostrazione di una condizione di estrema difficoltà e del timore che questo ennesimo provvedimento dettato dall’emergenza diventi la pietra tombale per molte attività». 

La rabbia, la preoccupazione e le possibili soluzioni per evitare il peggio, sono state riassunte in una serie di cartelli con tanto di hashtag esposti dai manifestanti: #ripartiamo in sicurezza, #ristoriverisubito, #sostegnoalcredito, #stoptasse, #bastagiocareconicolori, #lazonarossauccideisaldi (solo per citarne alcuni). Si tratta delle stesse richieste che Confcommercio provincia di Varese porterà nei prossimi giorni sui tavoli degli amministratori locali. «Sindaci, assessori e consiglieri comunali si sono uniti alla nostra protesta, segno che condividono le nostre ragioni. Confidiamo che si traducano in atti concreti, facendosi portavoce delle nostre istanze. Andremo da loro in veste ufficiale, insieme ai rappresentanti di tutte le categorie, chiedendo di confermare le misure comunali di carattere fiscale adottate in questi mesi come forma di sostegno alle attività commerciali e di ampliarle, in relazione ad una situazione economica del terziario aggravata dagli ultimi provvedimenti». 

I portavoce delle Ascom e delle Federazioni chiederanno agli amministratori anche di farsi promotori nei confronti della Regione per ottenere «nuovi e immediati ristori che si traducano aiuti reali per evitare che altre saracinesche si abbassino». La stessa richiesta che si proporrà di fare pervenire anche a livello nazionale (a Gallarate era presente il deputato Matteo Bianchi) ed europeo (a Busto c’era l’europarlamentare Isabella Tovaglieri). 

«Siamo sicuri», concludono i presidenti, «che i sindaci accoglieranno le nostre istanze, anche perché si rendono conto che in ballo non c’è solo il futuro di tanti imprenditori e commercianti ma anche quello delle nostre città».

Redazione

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