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Busto Arsizio | 22 gennaio 2021, 17:39

Busto, una nuova “casa” per gli appassionati di skateboard e tiro a segno

Il Consiglio comunale ha dato il via libera all’uso temporaneo di uno stabile in via Generale Fanti da parte de La Mini nell'Orto e di Shooting Academy. Durante la discussione sono però emerse perplessità “giuridiche”

Foto d'archivio

Foto d'archivio

Due associazioni sportive di Busto Arsizio hanno trovato una nuova sede. Giovedì sera, infatti, il Consiglio comunale ha dato il via libera all’uso temporaneo (tre anni più due) di uno stabile in via Generale Fanti da parte de La Mini nell’Orto (già promotrice del progetto Capanno Skatepark) e di Shooting Academy, associazione dedicata al tiro a segno.

«La legge regionale sulla rigenerazione urbana – ha spiegato l’assessore all’Urbanistica Giorgio Mariani – consente di concedere a uso temporaneo e derogando dalle destinazioni d’uso gli immobili sfitti che rischiano di finire in situazioni di degrado. Con questo intervento miriamo anche a togliere i giovani dalla strada, avvicinandoli allo sport».

La mini nell’orto Asd è un’associazione senza scopo di lucro attiva dal 2013, promotrice del progetto Capanno Skatepark, affiliata alla Fisr (Federazione Italiana Sport Rotellistici), avente come finalità la promozione e divulgazione di action sport quali skateboard, bmx, roller, monopattino, arrampica sportiva.

Shooting Academy Asd, affiliata al Csi, è invece un’associazione sportiva dilettantistica per lo sviluppo e la diffusione dello sport del tiro a segno, portatrice di nove medaglie ai Campionati italiani. Tra le sue fila militano atleti impegnati nella conquista di una carta olimpica per Tokio 2021. «Un risultato di questo topo porterebbe anche lustro alla città», ha sottolineato l’assessore Mariani.

Tutti concordi, in assise, sugli aspetti sociali dell’iniziativa. Qualche perplessità, invece, su quelli tecnico-giuridici.
Secondo Cinzia Berutti del Partito Democratico, in base alla legge regionale in questione, non può esservi una deroga al Pgt senza una preventiva individuazione da parte del Consiglio degli ambiti di rigenerazione urbana.

Per Diego Cornacchia (gruppo misto) la legge parla di «recupero e valorizzazione di edifici dismessi, mentre quello di San Michele è soltanto sfitto. Questo potrebbe essere un pericoloso precedente per i tanti edifici sfitti ma non abbandonati». Dagli uffici del Comune, però, sono arrivate le rassicurazioni sulla corretta interpretazione della norma. E, a quel punto, il Consiglio ha dato il via libera alla convenzione.

R.C.

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