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Attualità | 26 gennaio 2021, 14:28

Anpi e Raggruppamento Partigiani: «La memoria è irrinunciabile, nonostante le limitazioni»

Nota congiunta della sezione Anpi di Busto e del Raggruppamento Partigiani “Alfredo Di Dio”. «Le limitazioni in atto accentuano l’importanza di un momento di ricordo e riflessione»

Anpi e Raggruppamento Partigiani: «La memoria è irrinunciabile, nonostante le limitazioni»

Giorno della Memoria a Busto Arsizio. Le limitazioni in atto non attenuano, anzi accentuano l’importanza di un'occasione di riflessione. Nessun appuntamento pubblico in programma, ma un momento di vero ricordo, intimo e sentito, come si legge tra le righe della nota congiunta di Anpi Busto Arsizio e Raggruppamento Partigiani “Alfredo Di Dio”.

«La memoria è irrinunciabile – sottolineano i presidenti Liberto Losa e Gianni Mainini -. Non si può guardare al futuro se non si conosce il passato.

In questo momento, il nostro pensiero riconoscente va a coloro che hanno dedicato il loro impegno per lasciarci un ricordo indelebile di quella che è stata la tragedia della Shoah e dei campi di concentramento nazisti.

Pensiamo innanzitutto a Primo Levi, grande scrittore che per primo si è fatto carico dell’onere di far conoscere al mondo intero l’immane tragedia dei lager nazisti, e poi ad altri come Liliana Segre, che ha portato più volte la sua testimonianza nella nostra Città.

Vogliamo concludere con la memoria di un episodio che documenta non solo le barbarie dei campi di concentramento ma anche, in contrapposizione, la sopravvivenza, in quei contesti tragici, di sentimenti insopprimibili quali l’amore fraterno e la solidarietà.

Da un lato il nazismo e la perversione assoluta del male, dall’altro il persistente, insopprimibile senso di umanità.

Ci agevola in questa memoria un breve, recente scritto di Massimo Gramellini.

“Quando Samuel Modiano fu rinchiuso in un campo di concentramento aveva tredici anni e sua sorella Lucia sedici. Ogni sera, finiti i turni da schiavo, Sami camminava lungo il filo spinato che separava il lager dei maschi da quello delle donne nella speranza di incrociare lo sguardo di Lucia. Una volta vide uno scheletro con i capelli rasati che lo salutava e, pur senza riconoscerla, comprese che era lei. Allora tornò a trovarla con un regalo. Un tozzo di pane ammuffito, la sua cena, avvolto in uno straccio. Lo lanciò oltre il filo spinato. Lei lo prese al volo e scomparve. Un attimo dopo ritornò e gli lanciò indietro lo straccio. Sami lo aprì e vi trovò due pezzi di pane. Lucia morì qualche giorno dopo...”.

Che cosa si potrebbe aggiungere? Nulla. Perché non accada più, ricordiamo».

Da segnalare anche l’importante iniziativa organizzata dall’Associazione Amici di Angioletto, con Figli della Shoah, Memoriale della Shoah di Milano-Binario 21 e Anpi Sezione “Giovanni Castiglioni” di Busto Arsizio, sul tema “Per la colpa di essere nati: la Shoah e l’infanzia negata”.

Il corso è rivolto ai docenti delle scuole di ogni ordine e grado e agli studenti delle scuole superiori della città di Busto. Cinque lezioni e un incontro-testimonianza finale, previsto per il mese di marzo, con le sorelle Andra e Tatiana Bucci (la locandina è allegata).

Files:
 locandina - Per la colpa di essere nati (3.1 MB)

Redazione

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