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Varese | 01 febbraio 2021, 08:55

Gruppi di quartiere nel mirino della politica e a Bobbiate scoppia la polemica

Le pagine di Facebook dedicate ai rioni varesini rischiano di diventare il campo di battaglia della prossima campagna elettorale e gli utenti si risentono

Gruppi di quartiere nel mirino della politica e a Bobbiate scoppia la polemica

Questa campagna elettorale, per eleggere il prossimo sindaco di Varese, sarà per la prima volta prevalentemente concentrata online, su quotidiani e social network. Il Covid continuerà a limitare gli eventi in presenza ancora per qualche tempo e ormai le persone si sono abituate a dibattere online: sui social e nei gruppi dedicati al proprio quartiere di residenza. Pagine con migliaia di utenti che interagiscono quotidianamente, gestite da un amministratore che decide i contenuti visibili e moderano le discussioni.

Un bacino elettorale che fa gola a tutti e di cui qualcuno aveva già intuito le potenzialità in tempi non sospetti, arruolando gli amministratori come candidati alle precedenti elezioni o proponendoli di recente come consiglieri di quartiere per il nuovo organo di partecipazione voluto dall'amministrazione Galimberti.

Ora che le elezioni sono sempre più vicine, la propaganda, più o meno velata, sui gruppi Facebook è esplosa e il primo a finire nel mirino degli utenti è La Voce di Bobbiate, gestito dalla consigliera Laura Pozin. In molti hanno sottolineato che sempre più di frequente i commenti contro l'amministrazione venivano cancellati. I post con lamentele non approvati e addirittura persone espulse perché «non in linea con il pensiero degli amministratori - ha scritto un utente — Peccato che il gruppo sia nato per parlare di Bobbiate e non di politica» .

Per stessa ammissione dell'amministratrice, ha cancellato persone che non la pensavano come lei. «Nelle ultime giornate sono stata 'accusata' di essere troppo PD. Sarà un problema? - la risposta - Mi sono lasciata prendere la mano, ed ho allontanato dal gruppo delle persone, e me ne scuso, sono stati vittima di un mio personale risentimento, e questo farò in modo che non accada più»

Il gruppo nasce per rendere migliore il quartiere e l'amministratrice si è data molto da fare per ottenere maggiori controlli contro i furti, per esempio. Un attivismo che è stato notato a Palazzo. «Ben venga la cittadinanza attiva- ha sottlineato qualche utente - basta che non ci si faccia troppo sedurre dalla politica». Altri hanno perdonato, mentre alcuni si sono "trasferiti" su altri gruppi dedicati al quartiere. 

Valentina Fumagalli

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