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Politica | 04 febbraio 2021, 10:55

«Il candidato sindaco ideale di Busto Grande è un civico e Antonelli non lo è più. Ma lo scenario è complesso»

Matteo Sabba, portavoce della lista che cinque anni fa propose per prima Antonelli: «Stiamo ragionando, la situazione è più ingarbugliata del previsto». Sulle candidature già ufficiali: «Amanda Ferraio è un nome forte per la sinistra, ma Busto è una città di centrodestra»

«Il candidato sindaco ideale di Busto Grande è un civico e Antonelli non lo è più. Ma lo scenario è complesso»

Situazione complessa nel centrodestra bustocco. Da una parte Fratelli d’Italia intende confermare il “suo” sindaco Emanuele Antonelli; dall’altro la Lega rivendica un candidato del Carroccio. E Forza Italia, pur escludendo corse solitarie, chiede di allargare la coalizione ad altre realtà moderate e liberali (leggi qui).
E in questo contesto, come si muove Busto Grande, che cinque anni fa per prima fece pubblicamente il nome di Antonelli? «Stiamo ragionando – dice il portavoce Matteo Sabba – la situazione è più ingarbugliata di quello che ci aspettavamo. Il Covid ha rallentato gli incontri; stiamo cercando di trovare la strada giusta per noi e soprattutto per Busto».

Il mantra? Avere un sindaco civico

«Noi siamo civici, quindi il nostro mantra è appoggiare un sindaco civico che possa stare sopra le parti. Questo però si scontra con la realtà». Con l’adesione di Antonelli a Fratelli d’Italia, infatti, l’attuale primo cittadino non può più essere considerato “civico”. E infatti «non è più il nostro candidato ideale. Stiamo cercando di razionalizzare il sentimento di delusione legato al suo passaggio in un partito e ad altre scelte. Tre settimane fa avrei detto che il candidato deve essere necessariamente civico e che, se necessario, l’avremmo proposto noi. Poi, però, il quadro è cambiato».

In casa d’altri

Nell’ultima settimana è stata ufficializzata la candidatura di due nomi nel centrosinistra: Amanda Ferrario (sostenuta da Movimento 5 Stelle, Sinistra Italiana e Verdi) e Maurizio Maggioni per il Partito Democratico.
«È chiaro che avere quattro candidati sindaco forti è ben diverso da averne due», afferma Sabba.

E i nomi scelti dal centrosinistra sono “forti”? «Il Pd è forte perché ha uno zoccolo duro di elettori. Mi sembra però che abbia deciso di immolarsi e di rischiare di sparire dai radar bustocchi. Capisco la mossa identitaria, ma strategicamente vedo Amanda Ferrario più forte per il mondo della sinistra di Busto. La nostra, comunque, rimane una città di centrodestra».

Partiti «voraci»

A proposito di centrodestra, Sabba afferma di non giudicare negativamente «i movimenti fatti da Forza Italia in questi giorni». Vale a dire tentare di allargare la coalizione anche per controbilanciare il peso di Lega e Fratelli d’Italia. «Lo capisco, ma capisco anche che Antonelli possa essersi arrabbiato perché in precedenza aveva salvaguardato Forza Italia. Di fatto, lasciandole il secondo assessorato aveva tagliato fuori Busto Grande. Ma si sa, i partiti sono voraci e non hanno riconoscenza. Per questo la via migliore per le amministrazioni locali è quella che non prevede i partiti né le loro correnti o logiche extraterritoriali. Vedremo, lo scenario, come detto, è molto complesso».

Riccardo Canetta

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