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Busto Arsizio | 06 febbraio 2021, 15:41

Antonelli punta al bis. «Non ricandidarmi è l’unica promessa che non ho mantenuto»

Il primo cittadino uscente di Busto spiega perché ha sciolto la riserva: «Non avevo fretta – dice –. C’erano cose più importanti a cui pensare, come la pandemia. Quando si governa bisogna pensare alle cose concrete e avere i piedi per terra, soprattutto con l’emergenza occupazionale»

Da sinistra, Emanuele Antonelli e Massimiliano Nardi

Da sinistra, Emanuele Antonelli e Massimiliano Nardi

Mancava solo l’ufficialità e – come previsto (LEGGI QUI) – adesso è arrivata. Il sindaco Emanuele Antonelli si ricandida come annunciato LEGGI QUI «Avevo detto che avrei fatto un solo mandato, ma mi rimangio la parola, perché voglio servire ancora la città. È l’unica promessa che non ho mantenuto». Adesso le trattative nel centrodestra entrano nel vivo.

«Nessuna fretta, c’erano altre priorità»

Antonelli ha sciolto la riserva questa mattina, affiancato dai vertici di Fratelli d’Italia, il coordinatore cittadino Massimiliano Nardi e Paolo Montani.
«Non volevo fare il prezioso – dice – ma non c’era nessuna fretta. Erano gli altri a doversi preoccupare di trovare dei candidati, e ora l’hanno fatto. Personalmente, mi sono voluto dedicare prima a questioni personali e soprattutto all’emergenza sanitaria, che è tutt’altro che conclusa. Non mi sembrava il caso di aprire la campagna elettorale nel pieno della pandemia».

Ora, dopo i passaggi istituzionali – il vertice provinciale di Fratelli d’Italia di giovedì e la comunicazione ufficiale agli altri partiti del centrodestra – Antonelli ha confermato di voler puntare al bis.

«Mi rimangio la parola, ma voglio servire ancora la città»

Cinque anni fa, in campagna elettorale, Antonelli lo aveva assicurato: «Se vinco faccio un solo mandato, poi torno a dedicarmi solamente al mio lavoro». La realtà è diversa: «È vero, vado contro quello che avevo detto. È l’unica promessa che non ho mantenuto, perché non sono solito parlare di cose di cui non sono certo. Mi rimangio la parola perché fare il sindaco mi piace molto e servire la città ancora di più. Credevo che dopo cinque anni sarei stato stanco, ma la passione mi porta a superare le difficoltà e le responsabilità immani degli amministratori».

Di cose, in questa consiliatura, ne sono successe molte, dalle inchieste giudiziarie all’impatto tremendo della pandemia. «Le inchieste a Busto hanno riguardato casi isolati e non hanno influito sull’amministrazione – afferma Antonelli –. La cosa peggiore in assoluto è stata il Covid, che mi spaventa ancora. I primi mesi dello scorso anno sono stati terribili, mi sono ritrovato da solo al cimitero col monsignore a riprendere le sepolture, così che i parenti delle vittime potessero almeno vedere almeno un video».

In corsa con Fratelli d’Italia: «Stanco di essere solo»

Cinque anni fa Antonelli affrontò la campagna elettorale senza nessuna tessera di partito in tasca. Stavolta, invece, lo fa col simbolo di Fratelli d’Italia. Un “ritorno a casa” dopo la precedente esperienza in Alleanza Nazionale. «Ho aderito a un partito perché ero stanco di essere da solo. Avevo bisogno di una casa e Fratelli d’Italia mi ha sempre difeso, anche quando non ero un loro iscritto».

«Da parte nostra – rivela il coordinatore cittadino Nardi – abbiamo messo un po’ di pressione a Emanuele perché è un ottimo sindaco. Ha lavorato bene e ha risolto tante questioni aperte da tempo».

Avversari e alleati

La candidatura del sindaco uscente arriva dopo quella di Amanda Ferrario, dirigente scolastica dell’Ite sostenuta da Movimento 5 Stelle, Sinistra Italiana e Verdi, e di Maurizio Maggioni, scelto dal Partito Democratico. «Come cinque anni fa, io penso a me stesso – afferma Antonelli –. Di sicuro ho delle idee completamente diverse dagli altri. I 5 Stelle sono il partito del “no”, mentre io sono per il “sì”. Il Pd è stato all’opposizione, a volte in maniera costruttiva, altre meno, e spero ci rimanga. Questa volta ha scelto un candidato più a sinistra del solito. Con Ferrario ho già avuto un battibecco in passato, quando dissi che stava già facendo politica».

Ma un proverbio recita “Dagli amici mi guardi Dio, che dai nemici di guardo io”. Ecco, con gli “amici” del centrodestra? «Litigi e personalismi ci possono stare, ma i rapporti sono buoni», assicura Antonelli. «Di certo – interviene Nardi – Fratelli d’Italia  punta a saldare la coalizione, non a disfarla. Il dialogo è aperto senza preclusioni per nessuno, nemmeno per i civici, anche se non mi piacciono i saltafossi. Anche con la Lega il rapporto è cordiale. Ovviamente non cercheremo un compromesso a ogni costo, come ha dimostrato anche la nostra presidente nazionale Giorgia Meloni con il governo Draghi».

«La mia visione? Stare con i piedi per terra»

Antonelli guarda alle cose fatte e avviate («campus di Beata Giuliana, sottopasso di Sant’Anna, caserma dei carabinieri, parcheggi delle stazioni») e ai prossimi obiettivi. «Con il piano di rigenerazione urbana proveremo a recuperare il Borri, le vecchie carceri, il Conventino, villa Radetzky, il vecchio oratorio di Sacconago. Nei prossimi anni arriveranno fondi importanti anche a Comuni e Province, e dovremo sfruttarli bene, soprattutto per le scuole. Il mio sogno è anche sistemare l’area delle Nord».

C’è chi accusa il sindaco uscente di non avere una “visione”: «Quelli che lo dicono sono gli stessi che vogliono spegnere il termovalorizzatore, che invece oggi è ancora necessario. Anch’io potrei avere tante idee irrealizzabili, ma quando si governa bisogna pensare alle cose concrete e avere i piedi per terra, soprattutto con l’emergenza occupazionale che temo ci attenda con lo sblocco dei licenziamenti. Bisognerà proprio puntare tanto sul lavoro, sulle aziende. Ci sono imprese che fanno fatica a trovare personale. Occorre investire sulla formazione dei nostri ragazzi».

Riccardo Canetta

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