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Busto Arsizio | 06 febbraio 2021, 09:14

Ciao Gabri. C’eri sempre, ci sarai per sempre

Gabriele Ventura se n’è andato all’improvviso martedì notte, quattro giorni dopo aver compiuto 35 anni. A Busto lo conoscevano in tanti, gli volevano bene tutti. In suo nome la famiglia e gli amici faranno una donazione alla Pediatria

Ciao Gabri. C’eri sempre, ci sarai per sempre

Servirebbero le tue parole, Gabri, per zittire questo silenzio. A te le parole non sono mai mancate.

Gabriele Ventura se n’è andato all’improvviso martedì notte, quattro giorni dopo aver compiuto 35 anni.
A Busto lo conoscevano in tanti, gli volevano bene tutti.

Gabriele se n’è andato lasciandoci un silenzio che non gli apparteneva. Amava parlare, raccontare, raccontarsi.
Le piccole cose, la quotidianità, le frivolezze da aperitivo: il Milan, la Formula 1, l’Nba, le auto.
E le cose importanti: gli affetti, il lavoro, la casa che stava per acquistare.

Memoria, gratitudine, speranza. Sono i pilastri dell’omelia che monsignor Pagani gli ha dedicato.

Nella memoria riaffiorano i ricordi di una vita. Le serate, le vacanze, le soddisfazioni e le delusioni condivise.

La gratitudine, infinita, di averlo avuto al nostro fianco. Gabriele era un ragazzo buono, leale, puramente altruista. Lo ripete senza nessuna retorica chiunque lo abbia conosciuto, anche solo il tempo di un aperitivo in centro, anche solo il tempo di una partita di qualche amico, seguita a bordocampo.
Gabriele c’era sempre, per tutti, con una generosità rara. Nel solco di questa generosità, la famiglia e gli amici faranno una donazione alla Pediatria di Busto in suo nome.

La speranza, infine. La speranza può aiutarci a cercare un senso in questo buio che di senso non sembra davvero averne.

E allora servirebbero di nuovo le tue parole, Gabri, per aiutarci a trovarlo questo senso. Per aiutarci a riempire questo vuoto.
Noi per ora ci aggrappiamo al tuo ricordo, camicia e negroni in mano, lo stesso con cui abbiamo brindato ieri «a Gabor». Col sorriso e con le lacrime. Un po’ dimenticando, un po’ ricordando. Ricordandoti.
Ci aggrappiamo alla tradizione popolare ebraica secondo cui morire a ridosso del compleanno è proprio dello Tzadik, cioè dell’uomo giusto.
Tu sicuramente lo eri. Lo sei.

Ciao Gabri. C’eri sempre, ci sarai per sempre.

Riccardo Canetta

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