Ieri... oggi, è già domani | 10 febbraio 2021, 06:00

... dal ballatoio... Piero

Quel "pugeau" detto da Giuseppino è il ballatoio, meglio identificato come balconcino che una volta avevano unicamente le case dei ricchi, differenti dalle abitazioni rurali, quasi tutte con la stalla appresso e un fienile sopra.

... dal ballatoio... Piero

"Sun chi sul pugeau" (va letto alla francese con quel "eau" da pronunciare come "cavagneau" che è il cestino piccolo, "figlio" della "cavagna"). Quel "pugeau" detto da Giuseppino è il ballatoio, meglio identificato come balconcino che una volta avevano unicamente le case dei ricchi, differenti dalle abitazioni rurali, quasi tutte con la stalla appresso e un fienile sopra.

C'erano pure le case con giardino davanti all'entrata "padronale" e, per farsi mancare nulla, i ricchi avevano pure parchi intorno alla casa che risaltavano la ricchezza dei possessori. Giuseppino ne parla, ma vedo che a lui preme un racconto .....rurale e mi invita a ricordargli un "pezzo di storia" che è la ....nostra storia, visto che anche lui ha bazzicato i luoghi della mia gioventù.

"Te sei un magatèl sempar in muimento....giugò al balòn, curi'n giru in dàa piona, in curtil e dua ghèa pericul, ti te sei lì.....però in dul to zii'Alden te'n dei dontar 'ndàa buta a pestò u uga". Il discorso di Giuseppino parte da lontano. Suscita ricordi, suoi e miei ....come si fa a non raccontarli?

"Eri un bambino discolo, sempre in movimento....giocare al pallone (oggi si dice "calcio"), correre nei campi, in cortile e, dove c'era pericolo, tu eri presente .....però da tuo zio Aldo (per tutti Aldèn,  diminutivo di Aldo, un uomo grandioso e possente, rispettoso e rispettato e per tutti, giusto e probo - a chiamarlo si accorpava "zio" con Aldèn e per noi nipoti (e non solo) è sempre stato ....ziAldèn) entravi nel tino a pestare l'uva". Era una festa, allora. Non ero solo a entrare nel tino, ma lo facevo con altri ragazzi a piedi nudi ....rigorosamente senza lavare i piedi. Tra schiamazzi  e giochi ridicoli dentro il grosso e capiente tino, sentivi gli acini sotto i piedi che si sfilacciavano dai graspi e spruzzavano il "nettare" sino a bagnarci i capelli.

Zio Aldo si divertiva a vederci ....divertire. Ogni tanto, un richiamo. A volte un controllo, Poi, il via libera nel "lavoro" sino a ridurre i grappoli d'una, un "composto" di liquido da cui emergevano gli "scheletri" verdastri e amorfi, come accade al ferro quando viene passato dentro le fornaci.

C'era per tutti una scodella di latte ('na tazina da laci) e biscotti secchi "pàa maenda" (per merenda), preparati dalla zia Teresa, poi via a continuare il gioco, sempre con gli schiamazzi a farla da padrone. Tuttavia, un tocco di "riconoscenza" a Piero, lo devo....."un cavàl cunt'ul nòm da cristiàn" (un cavallo con il nome di un cristiano) mi specifica Giuseppino; cavallo da tiro dal vello marroncino, quasi fosse il colore delle castagne non ancora mature. Criniera fluente, garresi sempre puliti e zoccoli sempre tirati a lucido. Gli montavo sopra. Piero lasciava fare, anche dopo una giornata nei campi a trainare il carro carico di .....impossibile; dal fieno alle patate; dai covoni agli attrezzi da lavoro.

Lo zio sapeva che avevo un debole per Piero. Mi preparava un fascio di fieno a disposizione; anche dopo la razione messa nella mangiatoia. Io la raccattavo, mi avvicinavo a Piero, gli accarezzavo il muso, ....gli parlavo, anche. Che so, frasi come a dirgli "sei un cavallo buono....sei bravo.... mi porti a fare un giro?" e Piero ciondolava il suo testone o emetteva un nitrito ...d'assenso, quasi a dirmi un grazie convinto. "Ul to ziiAlden ga piasea che ti t'e ghe uei bèn al so cavàl e al ga sumèea bòn fati aè ul fèn ....ragordàs che chi ga oei bèn ai besti, ga oei ben anca ai cristian, sedanòn se non brau".

"Tuo zio Aldo era contento nel vederti amico del suo cavallo e gli sembrava giusto farti avere fieno (oltre a quanto lo zio metteva nella mangiatoia) ....ricordati che chi vuole bene agli animali, vuole bene anche ai cristiani (inteso come persone; non solo come fede), altrimenti non si è buoni".

Il resto dei discorsi/ricordi lasciamolo per un'altra volta. Giuseppino deglutisce. Lo vedo emozionato ....in verità lo sono pure io....ho un nodo alla gola. Ciao zio, ciao Piero.

Gianluigi Marcora

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