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Politica | 13 febbraio 2021, 16:45

«Gli alleati non possono dirci che hanno già deciso. Forza Italia merita pari dignità»

Giacomo Caliendo, senatore e commissario provinciale, chiede che il partito abbia un candidato a Busto o Gallarate (visto che Maroni a Varese piace anche ai forzisti): «Sediamoci intorno a un tavolo e discutiamo della nostra richiesta, che risale a diverso tempo fa». In caso di corsa solitaria, circolano i nomi di Farioli e Mucci: «Nessun personalismo, ma di certo sono due figure eccellenti»

«Gli alleati non possono dirci che hanno già deciso. Forza Italia merita pari dignità»

Questa mattina il coordinamento provinciale lo ha ribadito: Forza Italia vuole un candidato sindaco in una delle tre grandi città della provincia che andranno al voto. E siccome a Varese il nome di Roberto Maroni convince anche i forzisti, nel “mirino” ci sono Busto Arsizio e Gallarate, dove però gli attuali sindaci uscenti Emanuele Antonelli e Andrea Cassini intendono ripresentarsi. «Non ci dicano che le decisioni sono già state prese», osserva Giacomo Caliendo, senatore e commissario provinciale di Forza Italia.

Senatore Caliendo, avere un candidato sindaco a Busto Arsizio o Gallarate è una condizione non contrattabile per Forza Italia?
«In politica conta il modo in cui ci si comporta. Noi avevamo chiesto che Forza Italia venisse rappresentata in una delle tre principali città del territorio. Quando è stato proposto il nome di Maroni, noi non lo abbiamo messo in discussione, anzi, abbiamo spontaneamente offerto il nostro sostegno. Ma la nostra richiesta restava valida, a quel punto non più in riferimento a Varese ma alle altre due città. La nostra richiesta è stata definita pubblicamente “legittima” dal resto della coalizione, ma non si è andati oltre. Dal mio punto di vista, occorre sedersi attorno a un tavolo e ragionare. Io chiamerò gli altri segretari ma, se non ci vorranno incontrare o se ci diranno che hanno già deciso perché ci sono dei sindaci uscenti, prenderemo anche noi le nostre decisioni. La nostra non è una richiesta di tipo personale, bensì politica, per rafforzare la coalizione».

Proprio il fatto che ci siano due sindaci uscenti che vogliono ricandidarsi complica queste discussioni.
«Questo è un ragionamento da affrontare con tutti i partiti della coalizione. Non ci possono essere delle imposizioni, ma delle valutazioni politiche. Il segretario della Lega, Bianchi, ha riconosciuto la legittimità e il fondamento delle nostre richieste. E allora sediamoci attorno a un tavolo e discutiamo della nostra richiesta, che non arriva oggi ma precede la candidatura di Maroni».

Non vede il rischio di una spaccatura che favorirebbe il centrosinistra?
«Alle ultime elezioni è capitato di andare divisi perché gli altri avevano rotto la coalizione. Io dissi che dividendoci avremmo perso, come è successo a Luino. Ma anche gli altri devono riflettere su questo. Finora è mancata sensibilità rispetto a questo problema: non ci è stata riconosciuta pari dignità. Noi rimaniamo fedeli all’alleanza e, se non sarà possibile andare insieme al primo turno, lo faremo al secondo, indipendentemente da chi avrà ottenuto più voti. Da parte nostra non ci sarà nessun atto di ritorsione».

Potrebbe però esserci da parte degli altri.
«Pazienza. Se vorranno agire così, lo facciano. Io non ragiono in questi termini. Noi siamo per l’unità del centrodestra e per affermare i nostri valori. Non posso condizionare le mie scelte in base all’arroganza di qualcuno».

I vostri nomi sono quelli di Gigi Farioli a Busto e Nicola Mucci a Gallarate?
«Non c’è un’indicazione sui nomi. La nostra linea politica non è basata su personalismi. Di nuovo: sediamoci attorno a un tavolo e discutiamo. Certo, così su due piedi dico che questi nomi sono eccellenti e godono di un consenso popolare superiore alla media».

Riccardo Canetta

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