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Attualità | 14 febbraio 2021, 08:10

Cupido batte il Covid. Sale piene nei ristoranti per il pranzo di San Valentino

Sale piene per il pranzo, complice anche la data del 14 febbraio che “cade” di domenica”. Un piccolo sorriso ai ristoratori dell'Alto Milanese. Ma le preoccupazioni non sono ancora svanite. «Lavoriamo con la paura che ci possano richiudere. Sarebbe la fine»

Cupido batte il Covid. Sale piene nei ristoranti per il pranzo di San Valentino

Cupido batte il Covid. Nella partita di San Valentino prevale il lato più romantico degli innamorati che si concederanno un pranzo al ristorante, oppure un brunch o un aperitivo nei locali della zona. Sale piene per il pranzo, complice anche la data del 14 febbraio che “cade” di domenica, che restituiscono un piccolo sorriso ai ristoratori dell'Alto Milanese.

«Siamo al completo da giorni – spiega Riccardo Escalante del Flora Ristorante di via Gioacchino Rossini a Busto Arsizio – Da settimana scorsa, da quando abbiamo riaperto, stiamo andando bene con le prenotazioni, riusciamo a lavorare bene. In settimana facciamo un menù più tranquillo, mentre nel weekend proponiamo per pranzo quello che solitamente è il nostro menù serale. Abbiano riempito tutto il fine settimana scorso, ieri siamo stati pieni e lo saremo anche oggi per San Valentino».

Cupido 1, Covid 0.

San Valentino rappresenta un’opportunità di risalita per i ristoratori, per questo nessuno vuole rinunciare al via libera concesso dalla zona gialla, che permette di tenere aperti a pranzo gli esercizi.

Anche Massimiliano Correale, del Ristorante Les Lumieres di via Milazzo a Busto Arsizio, oggi avrà la sala piena, ovviamente nel rispetto del distanziamento e secondo i numeri consentiti dai protocolli. «Rispetto ai primi giorni, in questa settimana abbiamo lavorato di più. Si sta muovendo qualcosa, è meglio di prima ma questa non è la normalità. Con il pranzo e l'asporto ti salvi in corner, ci manca la sera».

Piuttosto che niente è meglio piuttosto. Di questo ne è consapevole Correale, ma la sua preoccupazione più grande è quella di «essere ancora sul chi va là» con riferimento all'indice Rt che sta risalendo. «Lavoriamo con la paura che ci possano chiudere ancora. Questo non è più possibile e nessuno di noi lo accetterebbe. Vorrebbe dire non rialzarsi più».

Si sente sulla stessa barca di Massimiliano Correale anche chef Alberto Buratti del Koiné Restaurant di vicolo Corridoni a Legnano.

«Tutto sommato stiamo andando bene, abbiamo riempito sabato e siamo pieni oggi - racconta Buratti - Ovviamente è un pieno relativo, perché non è più quello di prima. È un pieno con le limitazioni, ma non ci lamentiamo. È un bene che possiamo lavorare in questo weekend di festa. Abbiamo una proposta speciale sui dolci, pensata apposta per San Valentino». C'è un però, che chef Alberto Buratti mette sul piatto, ed è un sentore comune a diversi (molti) colleghi. «Il vero dubbio è come sarà e cosa succederà settimana prossima, con gli indici in aumento. Ormai la spesa va fatta, perché il ristorante è aperto. Ma non vorremmo mai che succedesse che alla fine della prossima settimana ci richiudano. Quello sarebbe il vero danno».

Benedetto San Valentino, in ogni caso. Perché nel nostro mini-sondaggio il luogo ideale per celebrare la festa degli innamorati tra cibo e amore resta il ristorante. Anche un ristorante “stellato”, come Menzaghi a Fagnano Olona (via San Giovanni) quest'oggi per pranzo fa il pieno con i suoi 30 coperti garantiti.

«San Valentino è una festa “comandata” che risponde sempre bene – dice Vittorio Menzaghi – anche quest'anno, nonostante questa pandemia che incombe sulle nostre teste. Dalla riapertura abbiamo percepito che la gente ha bisogno e spera di ritrovare un po' di normalità e serenità.

Come facciamo abitualmente in settimana - prosegue Menzaghi - per mezzogiorno diamo la possibilità di scegliere tra un menù “più tranquillino” e una carta più ricercata, che di solito presentiamo alla sera».

Anche i ristoranti del Gallaratese, per buona parte, avranno le sale sold out per mezzogiorno.

Insomma, cucinare insieme a casa è stato importante per mantenersi “attivi” durante la pandemia. Ma ora che si può uscire a mangiare, almeno per pranzo, il ristorante lo si preferisce anche all'asporto.
Nel carnet delle possibilità restano comunque in campo un brunch, un aperitivo o un brindisi entro le ore 18.00, secondo le regole di contrasto alla pandemia. In ogni caso, nella partita tra Cupido e il Covid, il primo vince sul secondo, almeno a San Valentino.

Alessio Murace

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