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Busto Arsizio | 15 febbraio 2021, 20:00

Prenotazione dei vaccini, una prima giornata tra assalto e disagi

Al netto dei disguidi tecnici poi risolti, la piattaforma per gli ultraottantenni non poteva essere facilmente gestita dagli anziani e ha mobilitato parenti e farmacisti. Oltre 100mila le richieste accettate. Ma nel vicino Piemonte quelle di 42mila over 80 sono state gestite dai medici di base

Le persone in coda alle 15 sulla piattaforma della Regione

Le persone in coda alle 15 sulla piattaforma della Regione

L’avvio delle prenotazioni per i vaccini antiCovid degli ultraottantenni è avvenuto tutto in salita con l'assalto e i disguidi tecnici (LEGGI QUI). Poi il presidente Attilio Fontana in serata annuncia che sono state raccolte oltre 100mila adesioni e «sono stati risolti anche i disagi segnalati nel primo pomeriggio in relazione ai ritardi nella generazione da parte del gestore telefonico dell'sms necessario alla validazione del numero di cellulare inserito».

In effetti, verso le 17.30-18 la procedura si è sbloccata per chi ha avuto la pazienza ma soprattutto la possibilità di restare anche un’ora online e di non farsi scoraggiare da una platea di utenti in attesa che ha anche superato quota 120mila. Tante le proteste dai nostri territori, anche sui social.

Il nodo a partire dalle 13 è stato proprio l’inserimento del cellulare, perché quando si arrivava alla faticosa meta per le prime ore non veniva spedito il codice per proseguire la procedura. Dopo vari tentativi, saltava il sistema. Chi invece digitava le cifre del telefono fisso, non aveva particolari problemi se non quello di attendere il suo turno. Resta il fatto che questo sistema di prenotazione è più arduo soprattutto per i destinatari principali: le persone anziane. Oggi è stato un prodigarsi di figli, nipoti e altre figure, come quelle in farmacia. I medici di base, invece, si occupavano dei pazienti allettati.

Ma qui, dopo la tempesta del Covid che tanto ha ferito la Lombardia nella prima fase e ha messo in luce la fragilità della rete di assistenza sul territorio, affiorano i dubbi. Partendo anche da un semplice paragone. Oggi è partita anche la campagna di vaccinazione del Piemonte, con le prime 68mila richieste registrate. Ma di queste, 42.500 erano state inserite dai medici di famiglia, sull’apposita piattaforma regionale, per i propri pazienti con più di 80 anni (inclusi i nati nel 1941). Le altre sono state caricate dal personale docente e non docente della scuola, dell'Università e della formazione professionale.

È vero, non c’era fretta, e ancora il presidente Fontana ha ricordato che l'ordine di registrazione sulla piattaforma non corrisponderà all'ordine in cui si verrà vaccinati. Si comincerà dagli ultracentenari e poi via via a scendere. L’ansia però di proteggere i più fragili dal virus è comprensibile e umana. E di un contatto umano ha bisogno, in questo momento più che mai.

Prova del nove, il call center. In sei ore – ha detto la Regione – ha gestito 40mila chiamate. Chi ha parlato con questi operatori, è stato rassicurato, guidato, nonostante non fosse situazione facile da gestire. Ma trovare una voce e una sensibilità dall’altra parte, è stato prezioso. 

Adesso ci si avvicina alla partenza delle vaccinazioni, da giovedì. Si stanno identificando i luoghi dove provvedere. L’Asst Valle Olona ad esempio – spiega il direttore sociosanitario Marino Dell’Acqua - ha in corso contatti con il territorio per individuare i punti dove vaccinare, sempre in accordo con le amministrazioni. Intanto proseguono le diverse fasi, dalle vaccinazioni delle case di riposo si è passati ai professionisti quali farmacisti e dentisti: «Obiettivo dell’Asst – spiega – è raggiungere circa 4mila persone entro la fine del mese».

Marilena Lualdi

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