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Cronaca | 16 febbraio 2021, 18:35

Super lavoro della Polizia locale, ma preoccupano le “bande” di giovani. L’assessore: «Interventi più incisivi». Il sindaco annuncia gli «stati generali della sicurezza»

Presentato il report dell’attività della Polizia locale nell’anno della pandemia. Il comando è diventato un punto di riferimento per i cittadini, col 233% di chiamate in più. C’è però il problema dei gruppi di giovanissimi che imperversano per il centro senza rispettare le regole e gli altri. «Serve un cambio di passo», dice l’assessore Rogora, mentre il sindaco Antonelli anticipa che del tema si discuterà a Busto con prefetto e forze dell’ordine

Super lavoro della Polizia locale, ma preoccupano le “bande” di giovani. L’assessore: «Interventi più incisivi». Il sindaco annuncia gli «stati generali della sicurezza»

È il giorno della Polizia locale di Busto Arsizio. Dopo la presentazione delle nuove cinque auto a disposizione degli agenti (leggi qui), è stato illustrato il resoconto del lavoro svolto nel 2020. Un lavoro immane, come ha riconosciuto l’assessore alla Sicurezza Massimo Rogora: «Mentre in tanti erano a casa, gli agenti non si sono mai fermati a tutela della sicurezza dei cittadini», ha osservato. Ma dall’esponente di giunta, in attesa che arrivino i nove nuovi agenti previsti, è anche partito un messaggio: «Dalla prossima settimana mi attendo un ulteriore cambio di passo, perché i residenti del centro sono preoccupati dalla presenza di gruppi di giovani irrispettosi». Proprio per occuparsi di questo problema, soprattutto in vista dell’estate, il sindaco Emanuele Antonelli ha anticipato che nei prossimi giorni si terranno in Comune gli stati generali sulla sicurezza con prefetto e forze dell’ordine.

Boom di chiamate al Comando: +233%

«Un lavoro immane»: così il comandante Claudio Vegetti ha descritto l’impegno messo in campo dai suoi uomini nell’anno del coronavirus. La pandemia ha sicuramente inciso sul lavoro del Comando ai Molini Marzoli, che è diventato un punto di riferimento per i cittadini, in cerca di chiarimenti sui provvedimenti regionali e ministeriali, non sempre di facile interpretazione. Lo dimostrano le 113.722 chiamate pervenute alla centrale operativa. Nel 2019 furono 34.165: un incremento addirittura del 232,9 per cento. «Questo testimonia il supporto reso alla cittadinanza da parte delle nostre strutture operative», ha evidenziato Vegetti.

I controlli delle norme anti-Covid

Gran parte del lavoro è stata dedicata al contenimento della pandemia. 22mila le ore di pattugliamento dedicate ai controlli legati al Covid. 2.940 i posti di controllo, con 9.139 persone controllate.
Ci sono state 847 visite domiciliari a persone positive al coronavirus, su richiesta di Ats, medici di base e altri enti. Da queste operazioni sono emerse 281 violazioni ai Dpcm, tra omesso uso della mascherina o del distanziamento sociale o per il mancato rispetto delle regole da parte dei pubblici esercizi. A tal proposito, sono stati 4.293 i controlli svolti presso attività commerciali e produttive.

La pandemia non ferma le cattive abitudini

«Anche in questo periodo, le cattive abitudini non sono mancate», ha fatto notare Vegetti. Tra le operazioni di contrasto al degrado urbano si contano 20 sequestri di stupefacenti, quattro casi di ubriachezza molesta e cinque di maltrattamenti di animali. 453 le violazioni in materia di sicurezza urbana: 40 per prostituzione, 39 per consumo di alcolici, 53 per omessa manutenzione del verde privato. Per quanto riguarda la polizia ambientale, nel report viene sottolineata un’importante operazione che ha permesso al nucleo di Polizia territoriale di accertare in tempo reale, all’interno di un’area dismessa nella zona del centro, uno smaltimento illecito di rifiuti industriali. Gli autori sono stati individuati e l’area sequestrata.
I vigili di quartiere hanno invece effettuato 197 controlli partendo da esposti e segnalazioni. «Sono quasi raddoppiati i nuclei di controllo del vicinato», ha fatto sapere il comandante: ai quattro già attivi se ne sono aggiunti altri cinque.

Controlli sulle strade e incidenti

Quello della Polizia stradale è l’ambito che ha comprensibilmente subito la maggior contrazione: 24.249 i verbali di accertamento di violazioni al codice della strada; nel 2019 furono 43.178, -44 per cento.
Anche con il lockdown, ci sono state multe per eccesso di velocità (697) e incidenti. «Due, in particolare, sono stati gravi, con ribaltamento – rivela Vegetti –. Purtroppo c’è stata anche una vittima. I controlli non si sono interrotti, non per fare cassa, bensì perché le strade vuote possono indurre ad aumentare la velocità».
In totale sono stati registrati 233 incidenti con feriti e 276 senza.
Le principali cause sono state distrazione (compreso l’uso del telefonino al volante) e guida incauta (191), mancate precedenze (138), manovre scorrette (115). 12 gli scontri legato all’uso di alcol, quattro al consumo di stupefacenti.

Bastone e carota dell’assessore

«Ringrazio tutti gli operatori per il grande lavoro, riconosciuto anche dalla Regione – ha dichiarato il comandante Vegetti –. Molto è stato fatto, ma sono esigente e dico che dovremo fare ancora di più».
E su questo ha concordato – in maniera vivace e dopo aver sottolineato il gran lavoro svolto dagli agenti nel pieno della pandemia – l’assessore Rogora. In particolare in riferimento ai gruppi di giovani poco rispettosi delle norme e degli altri che imperversano tra piazza Garibaldi e piazza Vittorio Emanuele. Senza dimenticare le aggressioni anche violente dei mesi scorsi: «I residenti sono preoccupati e anche io sono stufo – ha osservato –. Ne parlerò subito con il comandante, perché queste situazioni devono sparire. Dalla prossima settimana gli interventi della Polizia locale saranno ancora più incisivi. Penso alla sicurezza del centro, ma anche agli automobilisti che usano il telefono mentre guidano e alle troppe macchine parcheggiate agli incroci, spesso causa di incidenti. Quando leggo che ci sono così tanti incidenti mi sento colpevole».

Il sindaco: «Più uomini e mezzi a Busto»

Il sindaco Antonelli ha a sua volta elogiato gli agenti: «Sono il corpo di Polizia di cui i cittadini si lamentano di più, ma insieme alle proteste arrivano anche tanti ringraziamenti per il loro lavoro. Durante la pandemia sono stati in prima linea e infatti molti di loro si sono anche ammalati. Io pretendo tanto, ma sono contento del loro impegno».

A preoccupare il primo cittadino, però, sono gli assembramenti di giovanissimi in centro: «Per il momento non è un problema così grave, ma di certo non deve diventarlo. Per questo presto, forse già settimana prossima, faremo qui gli stati generali della sicurezza con prefetto e forze dell’ordine, anche in previsione dell’estate. Busto è la città più grande della zona e il confronto con le risorse di cui dispone Varese è impietoso. Non mi interessa se non siamo una Provincia: abbiamo bisogno di più uomini e più mezzi».

Riccardo Canetta

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