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Economia | 16 febbraio 2021, 16:11

Le Acli di Varese: «Superare la contrapposizione tra innovazione del territorio e protezione sociale»

L'associazione guidata da Carmela Tascone ha presentato un documento, firmato anche da Caritas e Azione Cattolica ambrosiane, contenente delle proposte per guardare oltre la crisi: potenziare i servizi di inserimento lavorativo

Carmela Tascone

Carmela Tascone

«E' urgente rilanciare un ampio dibattito in provincia di Varese, realtà che ha tutte le potenzialità per una ripresa economica e sociale che vada a favore dei cittadini, specie dei più fragili, delle famiglie, delle imprese, dei lavoratori e della società nel suo insieme» afferma Carmela Tascone che come presidente delle Acli varesine ha predisposto un documento, firmato anche da Caritas e Azione Cattolica ambrosiane, per guardare oltre la crisi con proposte concrete. 

«Una ripresa che richiede nuove alleanze tra i diversi soggetti del territorio in ambito politico, amministrativo, economico, sociale, culturale ed ecclesiale» prosegue Tascone, che nel documento unitario presenta alcune priorità su cui avviare una riflessione corale, anche a livello pubblico. Superare la contrapposizione tra innovazione del Paese e dei territori e protezione sociale è il primo punto perché, come si legge nel documento, lo sviluppo non può essere alternativo al prendersi cura. Occorre puntare quindi al riordino degli strumenti di protezione sociale e del contrasto alla povertà. Bisogna poi porre il lavoro come obiettivo prioritario della nuova fase, anche attraverso il potenziamento dei servizi all’inserimento lavorativo e della formazione professionale - prosegue la presidente delle Acli di Varese - sostenere in modo mirato le piccole e medie imprese, attive nei diversi settori produttivi, perché possano continuare a creare occupazione.

Bisogna poi individuare soluzioni efficaci per ridurre le forti disuguaglianze sociali presenti nel Paese e sul territorio provinciale che hanno coinvolto più categorie di persone, ridisegnare la Sanità come «bene pubblico», a partire dal territorio e dalla prevenzione, individuare specifiche iniziative volte alla formazione e all’inserimento professionale dei giovani e alla formazione permanente dei lavoratori adulti, ripensare ad un ruolo attivo degli anziani, valorizzando le loro esperienze e competenze anche per un maggiore impiego in iniziative di volontariato sociale dando sostegno alle reti esistenti, rilanciare cultura, conoscenza e ricerca come «motori» di uno sviluppo comunitario moderno, sostenibile, rispettoso dell’ambiente.

Redazione

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