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Politica | 17 febbraio 2021, 14:41

Il sindaco di Lozza non si ricandida alle elezioni Provinciali: «Tifo per un ente che sia più autorevole e interlocutore sul Recovery Fund»

Giuseppe Licata consigliere provinciale uscente ed esponente di primo piano di Italia Viva non si presenterà alle provinciali in programma per ore il 31 marzo: «La Provincia di Varese si proietti verso una dimensione internazionale, oggi si sente la mancanza di una guida autorevole»

Giuseppe Licata

Giuseppe Licata

Il sindaco di Lozza Giuseppe Licata, consigliere provinciale uscente ed esponente di primo piano di Italia Viva, ha annunciato che non si ricandiderà alle elezioni Provinciali di Varese fissate al momento, pandemia permettendo, il prossimo 31 marzo; consultazioni di secondo livello dove a votare sono i sindaci e i consiglieri comunali del Varesotto. 

«A poco più di un mese dalle prossime elezioni provinciali - dichiara in una nota Licata - avendo con serenità preso la decisione di non ricandidarmi, ritengo doveroso porgere il mio caloroso saluto ai Sindaci, ai Consiglieri e agli Assessori dei Comuni della provincia di Varese ed esprimere la mia personale gratitudine a chi tra loro, con il proprio voto, mi ha concesso l’onore di ricoprire negli ultimi quattro anni il ruolo di Consigliere Provinciale. Incarico che ho svolto con assoluta dedizione, nell’auspicio di essere riuscito a ricambiare con il mio lavoro la fiducia accordatami. Prima in qualità di Delegato al Bilancio ed alle Politiche del Lavoro, dopo esercitando una opposizione, per quanto nelle mie possibilità, attenta, costruttiva e rispettosa, spero di aver contribuito al bene dell'Ente, dei cittadini e del nostro splendido territorio, dedicando anche molte energie alla nascita dell’Ufficio Provinciale Bandi Europei e ad alcuni specifici progetti di innovazione, insieme ai Comuni».

«Rivolgo un pensiero di stima e di ringraziamento al personale della Provincia - prosegue il consigliere provinciale uscente - che, a fronte delle incertezze nell’assetto organizzativo dell’Ente a seguito della riforma Delrio, e ora anche tra le tante difficoltà connesse alla pandemia, hanno continuato ad essere esempio di responsabilità e professionalità, costituendo il vero baluardo contro il rischio di un pericoloso vuoto istituzionale, a causa di una Provincia rimasta nel guado tra l'abolizione e la sua riformulazione. Sappiamo che le sorti di questo Ente molto dipenderanno dalle scelte che il Governo farà, ma ritengo che tanto può e deve essere fatto subito, senza attendere oltre. Si profila soprattutto l’urgenza di una Provincia che sia riconosciuto interlocutore per la spesa del Recovery Fund (chi, se non la Provincia?), raccogliendo le istanze dei Comuni e assumendosi la responsabilità di portare una visione, degli obiettivi e delle strategie, a medio e lungo termine, per il territorio e per le singole zone omogenee, quest’ultime da realizzare al più presto».

«Una Provincia - conclude Licata - che in questa fase cruciale per il Paese si proietti verso una dimensione internazionale, che dialoghi con l’Università, le Categorie e l’Associazionismo, che sia centro di competenze, meno burocratica e più politica, che si occupi di prevenzione del dissesto idrogeologico, di transizione energetica, di mobilità sostenibile, che torni a rilanciare lo sviluppo attraverso il turismo, lo sport, e la cultura, che batta i pugni con le superiori Istituzioni e tenda la mano ai Comuni che necessitano di supporto e di rappresentanza. Su questi e molti altri temi si sente la mancanza di una guida autorevole, come deve tornare ad essere la Provincia. Personalmente, rimango a disposizione di chi vorrà rimboccarsi le maniche e portare idee, progetti e passione».

Redazione

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