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Politica | 17 febbraio 2021, 15:20

Marnate, il consiglio comunale disciplina gli ordini del giorno «affinché non se ne abusi». Pozzoli: «Forzatura inaccettabile»

L'eccezione, con riferimento all'articolo 2 del regolamento comunale e all'interpretazione dell'articolo 21, è stata approvata grazie al voto favorevole della maggioranza di “Qui per Esserci”. Discussione accesa. Sindaco Galli: «Avremmo preferito un approccio diverso»

Marnate, il consiglio comunale disciplina gli ordini del giorno «affinché non se ne abusi». Pozzoli: «Forzatura inaccettabile»

L'eccezione che fa infuriare il gruppo di minoranza “Per Marnate”. E che da ieri sera è regola, o meglio è a tutti gli effetti disciplina degli “ordini del giorno”. L'eccezione, con riferimento all'articolo 2 del regolamento comunale e all'interpretazione dell'articolo 21, è stata approvata grazie al voto favorevole della maggioranza di “Qui per Esserci”, all'astensione di Fernando Morandi (Vivi Marnate) e al voto contrario dei tre consiglieri di “Per Marnate”.

La discussione si è accesa sull'interpretazione “analogica” dell'articolo 21, che limita le proposte (mozioni, interrogazioni e strumenti come le interpellanze) a due argomenti per ogni consigliere. Da ieri sera, questo articolo ricomprende anche gli odg.

«A seguito dell'ultima riunione dei capigruppo abbiamo fatto una riflessione – ha sottolineato Olindo Polato di “Qui per Esserci” – ovvero che la disciplina dell'ordine del giorno non era prevista nel regolamento del nostro consiglio comunale. Premesso che il diritto di iniziativa è regolato dagli articoli 20 e 21, il limite numerico è finalizzato nella ratio della norma al rispetto delle funzioni e dei lavori del consiglio comunale, al fine di non svilire l'attività politica con una serie di proposte.

La convocazione del consiglio straordinario da parte di Per Marnate rappresenta un evidente escamotage per forzare il suddetto limite. L'odg è strumento di iniziativa politica – ha proseguito il capogruppo di maggioranza - ma è necessario inquadrarlo all'interno del regolamento, affinché non se ne abusi. Considerato che l'unico istituto può essere individuato nell'articolo 21, con il limite di due iniziative per ogni consigliere, la proposta è quella di interpretare analogamente e in via definitiva l'articolo 21, così da ricomprendere anche gli ordini del giorno, intesi come proposta di argomenti in discussione».

Non si è fatta attendere la replica di Roberto Pozzoli. «Una mozione porta a una delibera, nel caso degli ordini del giorno non c'è una “medesima ratio”. Quindi il supporto che sta alla base di questa interpretazione non possiamo accettarlo - ha tuonato il capogruppo di “Per Marnate” - L'obiettivo finale della maggioranza è di non permettere di presentare più di due argomenti di discussione per ogni singolo consigliere. Tenendo conto che le mozioni sono uno strumento in mano alla minoranza, vuol dire non consentire la democratica discussione. In più se tra il limite alle mozioni e all'ordine del giorno vengono inserite anche le interrogazioni, vuol dire impedire l'esercizio propositivo che spetta alla minoranza. Si è scelto - ha concluso Pozzoli - di applicare l'interpretazione analogica dell'articolo 21 del regolamento comunale che descrive regole diverse rispetto al Testo Unico degli Enti Locali».

Con l'approvazione del punto 1, sono saltati sei argomenti inseriti all'ordine del giorno del consiglio comunale “straordinario”.

In coda alla discussione, Pozzoli ha ribadito «la forzatura e la prova muscolare che ha voluto dare la maggioranza», mentre la sindaca Elisabetta Galli si sarebbe aspettata un «approccio diverso, invece di chiedere e pretendere che in 20 giorni si passi attraverso la capigruppo per arrivare alla convocazione del consiglio comunale. Si poteva sottoporre il problema degli ordini del giorno in una riunione ad hoc, ne avremmo potuto parlare e avremmo potuto trovare un accordo.

In ogni caso, il potere di iniziativa dei consiglieri non è assolutamente in discussione - è stata la chiosa della prima cittadina - Si è data una disciplina. Oggi non avremmo potuto estendere questo diritto di iniziativa a tre o più, perché il consiglio si è già pronunciato in passato su questo fatto, mantenendo il limite. Una volta fatta l'interpretazione e accertato che il limite di iniziativa è limitato a due proposte, non si torna più indietro».

Alessio Murace

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