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Busto Arsizio | 18 febbraio 2021, 15:44

«È qui contro il Covid?». I nonni arrivano a farsi vaccinare

Il primo giorno 570 prenotati all'Asst Valle Olona, così venerdì e 2mila settimana prossima: «Per gli over 80 abbiamo puntato sugli spazi ospedalieri, privilegiando una logica di sicurezza». Le raccomandazioni nel video: «Presentatevi puntuali con i documenti compilati, non troppo in anticipo, vi vacciniamo tutti»

Il dottor Marino Dell'Acqua, direttore socio sanitario dell'Asst Valle Olona

Il dottor Marino Dell'Acqua, direttore socio sanitario dell'Asst Valle Olona

«È qui contro il Covid?». Un signore dai capelli bianchi chiede conferma, anche se i cartelli sono disseminati lungo il vialetto che conduce al padiglione Pozzi a Busto Arsizio. È come quando ti risvegli da un incubo e hai bisogno di sentirtelo dire, ancora una volta.

Sì, è qui “contro il Covid”. Tanti anziani sono arrivati accanto a un figlio, al marito o alla moglie. C’è anche chi si è presentato orgogliosamente per conto suo: «Ce la faccio, grazie».  

Gli operatori li hanno accolti con premura, qualche battuta in dialetto per stemperare un’eventuale preoccupazione. Ma questa generazione ha un altro stato d’animo prevalente: dopo tanti mesi di restrizioni e sacrifici, conta potersi riprendere un pezzo di vita. Nel primo giorno, 570 gli anziani prenotati nell’Asst Valle Olona, quindi negli ospedali di Busto Arsizio, Gallarate e Saronno. Altrettanti venerdì, settimana prossima 2mila persone.

Si è operato all’interno delle strutture ospedaliere per questa fascia, perché – spiega il direttore generale Eugenio Porfido – abbiamo privilegiato una logica di sicurezza».

A Busto, il padiglione Pozzi ha lo spazio dedicato al secondo piano, ci sono gli ascensori. Chi è allettato  – ricorda il direttore sociosanitario Marino Dell’Acqua – tra gli over 80, chi insomma non può recarsi in ospedale, deve fare la segnalazione o al medico di medicina generale o all’Ats Insubria (800.769622) per ottenere la vaccinazione a domicilio.

 Chi riesce a venire, deve osservare una serie di comportamenti per aiutare lo svolgimento delle operazioni, perché sia rapido e agevole per tutti. Ecco perché si insiste: bisogna portare, oltre alla tessera sanitaria, l’anamnesi e il consenso informato già compilati: così si evita di perdere tempo e creare assembramenti. (LEGGI QUI COSA FARE E SCARICA I MODULI)

Per agevolare persone che camminano ma possono avere difficoltà, più o meno accentuate, legate all’età, si sta studiando come migliorare l'area per i veicoli vicino al padiglione nel caso di Busto, permettendo passaggi per far scendere l’anziano a bordo e restare lì per il tempo del vaccino.

«È la prima volta che capita nella storia della sanità, con questi numeri – sottolinea il dottor Porfido – è fondamentale la partecipazione del cittadino». Presentarsi puntuali è importante, l’anticipo eccessivo non è opportuno. «Se rispettate l’orario di appuntamento è meglio. Non arrivate tantissimo prima, tanto vi vacciniamo tutti» raccomanda Dell’Acqua. GUARDA IL VIDEO 

I più preoccupati o critici sono gli accompagnatori degli over ottanta. Perché tra gli anziani – e si è partiti da chi aveva l’età più elevata – vinceva la felicità. «Con una signora - racconta il dottor Porfido sorridendo -  ho dovuto discutere perché lei diceva che non voleva essere vaccinata, ma perché diceva: prima fate i giovani e i medici e infermieri. Le ho risposto che gli operatori l’hanno fatta già. E un paese che dimentica gli anziani, è destinato a morire». 

 

Marilena Lualdi

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